SETTEMBRE 2009

DIARIO

 NOVEMBRE 2009

Ottobre 2009

Il Canto Nuovo della Vita...
ANNUNCIO!
L'uomo vivente è gloria di Dio e vita dell'uomo è la visione di Dio.  
Sant'Ireneo

Il Libro delle Preghiere

1 G

La bellezza cangiante

GERARD MANLEY HOPKINS
2 V

Cicala in un boschetto

GIOVANNI CRISTINI
3 S

Un dolce pomeriggio d'inverno

CARLO BETOCCHI
4 X

I nascondigli

GIOVANNI CRISTINI
5 L

Fermata facoltativa

SERGIO SOLMI
6 m

«Astro incarnato nell'umane tenebre»

ELIO FIORE
7 M

All'Eterno

MARGHERITA GUIDACCI
8 G

Chi sei

ALDA MERINI
9 V

Sei forza d'acciaio che scava

ARTURO ONOFRI
10 S

Troppa chiarezza travolge

BENITO SABLONE
11 X

È successo qualcosa

RENZO BARSACCHI
12 L

Per un atto d'amore

DAVID MARIA TUROLDO
13 m

Versi scritti sul muro

GESUALDO BUFALINO
14 M

Come posso perciò trasfigurare

ALDA MERINI
15 G

Tempo è venuto

ELENA BONO
16 V

Ti ho riconosciuto

BENITO SABLONE
17 S

Sulle acque del cuore

ELENA BONO
18 X

Cristo portacroce

ALDA MERINI
19 L

Non ci sono distanze

GIUSEPPE CENTORE
20 m

Sempre mi torna la tua grazia

UMBERTO MARVARDI
21 M

E non ti vedo

RENZO BARSACCHI
22 G

Il dono del Signore

DONATA DONI
23 V

Tu mi cammini a fianco

ADA NEGRI
24 S

In principio

LUCA GHISELLI
25 X

Aratura

MARGHERITA GUIDACCI
26 L

Le mie mani non sono ancora vuote

MARGHERITA GUIDACCI
27 m

Un altro amore

DONATA DONI
28 M

Preghiera in estate

DOMENICA CIARDI
29 G

Cuore stanco e tremante

GIUSEPPE CENTORE
30 V

N. 13

ENZO FABIANI
31 S

In un campo

ALESSANDRA CAPOCACCIA QUADRI

Poesie di Dio
Itinerario spirituale nel Novecento italiano
A cura di Enzo Bianchi
Einaudi 1999

Incontri e scontri

Ognuno ha da sostenere due battaglie:
nel sogno lotta con Dio,
risvegliato deve lottare col mare.

ANTONIO MACHADO

Amore

Vivi di noi.
Sei
la verità che non ragiona.
Un Dio che pena
nel cuore dell'uomo.

DAVID MARIA TUROLDO

 

E doni amor onde chi ama è nato
a quella vita che in morir s'espande

CLEMENTE REBORA

 

 

 

 

 

 

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La bellezza cangiante

 

Gloria a Dio per le cose che ha spruzzate:
i cieli bicolori, pezzati come vacche,
la striscia roseo-biliottata della
trota in acqua, il tonfar delle castagne
- crollo di tizzi giovani nel fuoco ­
e l'ali del fringuello; per le toppe
dei campi arati e dissodati, e tutti
i traffici e gli arnesi, e tutto ch'è
fuor di squadra, difforme, impari e strambo,
tutto che muta, punto da lentiggini
(chissà come?) di fretta o di lentezza,
di dolce o d'aspro, di lucore o buio.
Quegli le esprime -lode a Lui - ch'è sola
bellezza non mutabile.

GERARD MANLEY HOPKINS
nella traduzione di Eugenio Montale
Quaderno di traduzioni, in Tutte le poesie cit., p. 743.

 
  Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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Cicala in un boschetto

Il pioppo arde, estua
nel sole meridiano
lungo la riva del fiume.

Da un boschetto che sulla riva si staglia
e lingueggia di fuoco
secco giunge un frinire di cicala
e l'improvviso silenzio
in cui precipita il mondo.

Ed ecco a un tratto dal tondo
rifugio aereo di foglie
che il mio capo sovrasta
furiosamente incalza la risposta:
secca sfreccia, un attimo si arresta,
esita filamento luminoso,
ferma l'acqua del fiume tra le sponde.

Anche il fitto silenzio è una parola,
anche la parola ha un senso
non solo musicale,
quasi rintocco di un avvertimento.

 

Qui dove l'erba è intatta
e la natura è pura
Dio scricchiola nel tarlo,
si muove nella foglia,
nell'elitra che vibra,
nella scaglia
della membrana lucida che freme
sul minuscolo addome.

Nel fiume senza fine che ci porta
verso la soglia che abbaglia,
la soglia che invisibile si staglia
oltre il fuoco che estua nel silenzio.

GIOVANNI CRISTINI
Il vivente giardino cit., pp. 21-22.

 

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  Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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Un dolce pomeriggio d'inverno

L'eterno corpo dell'uomo è l'immaginazione
WILLIAM BLAKE

Un dolce pomeriggio d'inverno, dolce
perché la luce non era più che una cosa
immutabile, non alba né tramonto,
i miei pensieri svanirono come molte
farfalle, nei giardini pieni di rose
che vivono di là, fuori del mondo.

Come povere farfalle, come quelle
semplici di primavera che sugli orti
volano innumerevoli gialle e bianche,
ecco se ne andavan via leggiere e belle,
ecco inseguivano i miei occhi assorti,
sempre più in alto volavano mai stanche.

Tutte le forme diventavan farfalle
intanto, non c'era più una cosa ferma
intorno a me, una tremolante luce
d'un altro mondo invadeva quella valle
dove io fuggivo, e con la sua voce eterna
cantavo l'angelo che a Te mi conduce.

CARLO BETOCCHI
Altre poesie, in Tutte le poesie cit., p. 91.

 
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I nascondigli

Come talora il sole
si di svela celandosi
dietro nuvole in fuga
e finalmente oscurato il suo fulgore
l'occhio ne segue il mobile disegno
il disco opaco e gli sfuggenti raggi,
così anche tu celandoti ti sveli
nella cicala sul ramo,
nella mano del vento tra le foglie,
nella serpe, nel ragno,
nella rana che salta nello stagno.

Oh i nascondigli infiniti
fatti di nulla, tonfi, lampi, bisbigli
in cui ti celi e ti sveli.
E così il mondo esiste,
e con sgomento il mio occhio ti vede.

* * *

Ti svelerai celandoti terribile
nella colonna di fuoco?

GIOVANNI CRISTINI
Il vivente giardino cit., pp. 35-36.

 
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Fermata facoltativa

Va facendosi il mondo d'anno in anno
sempre più bello. Nel sole arretrando
s'addolcisce e si fa minuta ed intima
la strada cittadina, come il cavo
di due mani accostate, a rivelare
il prezioso accento d'una fronda
o un frammento d'azzurro, e il verde tram
sopraggiungendo fa d'ogni stagione
primavera.
O tu lindo liscio nitido
mondo, i tuoi queti rumori!
Domani,
giunta di sua bellezza al colmo, forse
la fragile pellicola d'un tratto
schianterà lacerata? Sarà solo
l'immenso fiore di fumo di questa
nostra storia incendiata a sollevarsi
tremando contro un abolito cielo?

SERGIO SOLMI
Dal balcone, in Poesie, meditazioni e ricordi cit., p. 69.

 
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«Astro incarnato nell'umane tenebre»

Signore, il celeste ascolto dei cori
l'eternità la gloria dei tuoi cieli,
e il grano che ondeggia la pianura,
raggiungeranno la vita di ogni uomo.
Anche legati e torturati, oltre le sbarre
la luce porterà la luce del tuo canto,
e smemorati canteremo musiche semplici,
che solo tu, Signore, nella gloria visibile,
donerai ai rantoli d'amore, all'inesausta fede,
ai cuori intensi della tua realtà semplice.
Chi è deriso ha in te conforto, e più non soffre
se ti sente accanto, e questo recinto alto,
non può da te dividerci e se voci e cori
innalzano un' altra memoria, altro splendore
invisibile a occhi terreni, ora tu generoso
a noi legati, effondi. Signore, ascoltaci: i fanciulli
sono il tuo sorriso, e queste madri morte per i vivi,
che asciugano il sudore chiaro ai figli, aiutale,
che sappiano, come il dolore da te sarà formato
nella pietà di un universo canto.
Quello che vuoi da noi, non altro, Signore,
è amore: liberaci e in te diremo agli uomini
il semplice segreto dell'amore.

ELIO FIORE
In
purissimo azzurro, Garzanti, Milano 1986, p. 14.

 
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All'Eterno

Come onde la tua riva tocchiamo.
Ogni istante è confine tra l'incontro e l'addio.
Dal nostro mare in te fuggire, nel nostro mare fuggirti;
Non altro è di noi labili il destino.
Né tregua mai ci è data, anche se amore
Od altra arcana ansia più lontano ci spinse
Sulle tue sabbie, in vista delle torri
Della superba tua città. Ché ancora
Indietro ci trascina il nostro peso
Nel mutevole abisso:
Siamo di nuovo desiderio e lamento.

MARGHERITA GUIDACCI
Poesia inedita, in V. Volpini (a cura di),
La preghiera nella poesia italiana,
Salvatore Sciascia, Caltanissetta-Roma 1969, p. 514.

 
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Chi sei

Sei il culmine del monte di cui i secoli
sovrapposti determinano i fianchi,
la Vetta irraggiungibile,
il compendio di tutta la Natura
per entro cui la nostra mente indaga.
Sei Colui che ha due Volti: uno di luce
pascolo delle anime beate,
ed uno fosco
indefinito, dove son sommerse
la gran parte dell'anime, cozzanti
contro la persistente
ombra nemica: e vanno, in quelle tenebre,
protendendo le mani come ciechi...

ALDA MERINI
Paura di Dio, in Fiore di poesia 1951-1997, Einaudi, Torino 1998, p. 23.

 

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Sei forza d'acciaio che scava

Sei forza d'acciaio che scava
la polpa del cuore,
e attrae luce d'oro che lava
la tenebra in astro e fulgore.
Sei luce di schietto diamante
che splende in segreto
sul limite vieto
del sangue implorante.

Ed ecco, sei stella che spunta
dall'orto d'un nero paese,
schiarendo la terra consunta
in verginità di turchese.

ARTURO ONOFRI
Terrestrità del sole
99 cit., p. 64.

 

 
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Troppa chiarezza travolge

 

Troppa chiarezza travolge
il fantasma di quel dio
La pietra l'orto
il segno nel costato
mi fanno muto
- lo chiamo lo respingo
da quando l'ho veduto

 

BENITO SABLONE

A poco lume, in Ogni giorno un muro, Tracce, Pescar a 1994, p. 130.

 
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È successo qualcosa

Cos' altro potrei fare?
Dire di no? Dire che non accetto?
La terra forse si ribella alle piaghe
apertele dal sisma o l'albero alla scure?
Tanto vale piegare le testa,
guardare in basso almeno per evitare
che il piede sbatta contro la pietra sull'erba.
Non chiederti il perché
del dolore, del male.
È successo qualcosa in principio, di cui
non vuol parlare Dio stesso.
Mandò suo figlio a rimediare.
E basta.

Nessuno saprà mai.

RENZO BARSACCHI
Marinaio di Dio cit., p. 73.

 
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Per un atto d'amore

Altro ora nell'impazienza di vederti
mi preme sapere, mio Dio:
quanto del nostro male ti sia imputabile,
del male che anche tu paghi,
di questo mostruoso male
pure per te inevitabile:

in cosa possiamo direi tua immagine,
se per questa infinita inquietudine
o per l'illusione di essere noi «onnipotenti»
ora che tu, per creazione, pili non lo sei

né puoi esserlo
a causa del pauroso dono:

Tu libertà non puoi più negare
se da noi quanto attendi e brami
è solo un atto d'amore.

DAVID MARIA TUROLDO
Canti ultimi, Garzanti, Milano 1991, p. 148

 
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Versi scritti sul muro

 

Più lontano mi sei, più Ti risento
farmiti dentro il cuore
sangue, grido, tumore,
e crescermi sul petto.

Più sei lontano e più Ti porto addosso,
fra l'abito e la carne,
contrabbando cattivo,
volpe rubata che mi mangia il petto.


GESUALDO BUFALINO
L'amaro miele, Einaudi, Torino 1989, p. 25.

 
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Come posso perciò trasfigurare

Come posso perciò trasfigurare
il mio volto di donna
se una mano carnale mi blandisce
nella notte e nel giorno
e mi umilia di inutili accensioni?

Se non vuoi che mi immerga dentro un fango
di realtà fatta più strenua luce,
Dio della forza gettami nel grembo
oro e staffili per le mie preghiere...

In penitenza vivo divorata
da una magica febbre, ma Tu solo
sai come viva santamente il vate.

Dentro la Tua pietà rendimi UNA
perché è a Te che io tendo dalla vita
prima che conoscessi questi inferni.

ALDA MERINI
Tu sei Pietro, in Fiore di poesia I95I-I997 cit., p. 64.

 
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Tempo è venuto

Tempo è venuto
di vendere la veste
e comprare la spada.
Tempo di fare in pezzi
il proprio cuore
e darne parte a tutti
senza fine.

E perché i morti ingombrano le strade
e gli altri morti non li seppelliscono,
tempo di costruire sopra i monti
nuove città
e sulle mura vegliare
contro le turbe livide furenti
vacillanti dei morti.
È tempo di ferire
ogni vivo nei cuore
e che ognuno si scavi la sua piaga.
E più la piaga grida
più v'è Dio.

ELENA BONO
Alzati Orfeo, Garzanti, Milano 1958, p. 142.

 
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Ti ho riconosciuto

 Ti ho riconosciuto
all'angolo della guerra
armato indifeso
ucciso dal fumo
offeso dalla terra
ardente
- amato
dal sole
spostato più in là
trasparente
a due passi
dal niente

BENITO SABLONE
A poco lume cit., p. 132.

 
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Sulle acque del cuore

Sulle acque del cuore
sulle acque notturne ed affannose
vieni tu
come allora
quando ti videro venire
silenzioso bianco
verso la nera nave e il loro
notturno affanno.
Ed il vento portava la tua voce,
le tranquille parole.
A lungo a lungo
dalla nave gridarono
e qualcuno piangeva mutamente
sentendoti venire
con i bianchi
taciti passi
come dentro al suo cuore.

ELENA BONO
Alzati Orfeo cit., p. 138.

 
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Cristo portacroce

Quando lottavo duramente il giorno
per sradicare l'ora dal mio cuore,
sola entità di tenebre, angosciosa
era questa fatica alle mie mani.

Ma non so quale leggerezza imbeve
logicamente adesso la natura
del mio corpo rinato; so che muovo
allucinato il passo alle mie pene,
sento che in me recede il rigoglioso
volume del mio sangue e che più dolce
mi è liberare sguardi di paura.

ALDA MERINI

Nozze romane, in Fiore di poesia 1951-1997 cit., p. 48.

 

 
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Non ci sono distanze

Non ci sono distanze col Cielo.
Per ciò che tocca Dio tutto è al suo posto:
nel canto pitagorico degli astri
nell' ondulata corsa dei minuti
nel seme vivo che fiorisce in frutto.
E anche nel sangue, nella morte assurda
non ci sono intenzioni taciute,
non c'è ragione che non sia l'Amore.
E questo è il segno della Sua imminenza:
dov'è passato, ritornare, è udirlo,
dov'è restato, credergli, è incontrarlo;
e non è un gioco tra illusione e inganno,
un'altalena tra Infinito e Nulla.
Aperti oltre il crepuscolo del pianto,
come la mano che alzerà il sipario,
gli occhi di Dio oramai sono di carne.

GIUSEPPE CENTORE
Ladro d'eternità
cit., p. 51.

 
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Sempre mi torna la tua grazia

Sempre mi torna la tua grazia dono
improvviso, e la vita ad ora ad ora
maraviglia di te, Signore: un pianto
ed un sorriso, una parola amara,
una voce rapita.

E se per la smarrita
luce tento la notte
ove la faccia tua non ha splendore,
mi torna dalla mia tenebra il grido
della tua morte, e geme goccia a goccia,
dal mio silenzio, il sangue del perdono
disperato, estremo dono
del tuo dolore.

UMBERTO MARVARDI
Altre preghiere, in V. Volpini (a cura di),
La preghiera nella poesia italiana
cit., p.495.

 
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E non ti vedo

Sei penetrato in me
senza fartene accorgere, come da una porta socchiusa
il delicato amante che rimane alle spalle
per non turbare il sogno che lo sogna,
ma sei vivo, più vivo
dell'assente invocato.
Ti presagisco nella
perplessità d'ogni amore,
nell'ascolto che supera la voce,
nello sguardo che varca la veduta.
Ma dove sei? Dove cominci?
Forse
quando finisce l'albero, al di là dell'estrema
curvatura del mare,
nel cavo del silenzio, nella spuma
del suono. Sei il proseguo
d'ogni carezza, il cuore più accorato
della gioia e del dolore.
E non Ti vedo,
come non vedo l'aria che respiro
e la luce profonda che colora.

RENZO BARSACCHI
Marinaio di Dio cit., p. 71.

 
Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Il dono del Signore

Ti è passato accanto il Signore
e non hai aperta la porta
della tua casa.

Le luci di tutti gli smeraldi,
i nitidi occhi delle stelle più pure,
l'alito della vita che spira
tra selve d'uomini e di foglie
sono povere cose nel nulla
di fronte al dono che il Signore
voleva recarti, quando,
forte di un silenzio d'amore,
ha sostato davanti alla soglia
della tua casa.

DONATA DONI
Il pianto dei ciliegi feriti cit., p. 49.

 
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Tu mi cammini a fianco

Tu mi cammini a fianco,
Signore. Orma non lascia in terra il tuo
passo. Non vedo Te: sento e respiro
la tua presenza in ogni filo d'erba,
in ogni atomo d'aria che mi nutre.
Per la rèdola scura in mezzo ai prati
alla chiesa del borgo
Tu mi conduci, mentre arde il tramonto
dietro la torre campanaria. Tutto
nella mia vita arse e si spense, come
quel rogo ch' or divampa ad occidente
e fra poco sarà cenere ed ombra:
solo m'è salva questa purità
d'infanzia che risale, intatta, il corso
degli anni per la gioia
di ritrovarti. Non abbandonarmi
più. Fino a quando l'ultima mia notte
(fosse stanotte!) non discenda, colma
solo di Te dalle rugiade agli astri;
e me trasmuti in goccia di rugiada
per la tua sete, e in luce
d'astro per la tua gloria.

ADA NEGRI
Fons amoris, in Poesie, Mondadori, Milano 1948, p. 897.

 
Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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In principio

 

Poiché segnasti l'anima mia di solitudine,
Onnipresente Dio!
fa' che questa vita viva all' ombra
de' tuoi pensieri - e non mi lasciar solo.
Fammi le mani colme; fammi noto
il destino perché possa,
come il martello sopra la campana,
fulminare il silenzio in me sopito;
si che soltanto il suono in alto salga.

 

LUCA GHISELLI
Diario cit., p. 117.

 
Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Aratura

a F., per la sua ricerca scientifica

Dopo il tuo primo solco, diritto e sicuro,
ora traccerai gli altri, perché la nebbia è scomparsa
e vedi chiara la direzione, la tua mano
è tornata a posarsi sull' aratro
e lo sospinge, i cavalli si muovono
pronti, impazienti di tirarlo.

Il campo è grigio di brina, ma gli uccelli
già cantano lietamente dai suoi margini
e il sole avanza glorioso, illuminandoti.
Ti contemplo all'inizio di questa buona giornata,
io che non posso aiutarti - non possiedo
né cavalli né aratro - soltanto ti contemplo,
come un bambino ad occhi sgranati, da una siepe:
con le mie mani nude ed il mio cuore puro
esistendoti accanto.

Dio benedica il tuo andare e il tuo stare,
benedica per te la semina e il raccolto:
Egli che arò il grande campo dell'universo
e trasse spighe di stelle dai suoi solchi.

MARGHERITA GUIDACCI
Inno alla gioia, Nardini, Firenze 1983, p. 61.

 
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Le mie mani non sono ancora vuote

 

Le mie mani non sono ancora vuote
Ch'io possa alzarle a Te.
Io che fallii nella stretta, fallisco
Ora nella rinunzia. È così poco
Quel che trattengo, scherno alla mia fame,
E tuttavia un ingombro smisurato
Che mi sbarra il cammino verso Te.
Poiché per queste briciole furiosamente amare
Non san pronta al tuo dono
Di nudità, di bellezza severa,
D'un silenzio più trasparente delle lacrime.

 

MARGHERITA GUIDACCI
Brevi e lunghe, L.E.V., Città del Vaticano 1980, p. 30.

 

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Un altro amore

Le creature sono Tue
e noi l'ignoriamo.
Sono luci nell'arco
del Tuo volere,
parole della Tua legge,
soffio del Tuo amore.,

Le creature sono Tue
e la nostra brama ci spinge
a possederle, a devastarle.

Abbi pietà dei nostri occhi
che le guardano,
della nostra carne
che le desidera,
del nostro orgoglio
che le seduce.

Insegnaci un altro amore.

DONATA DONI
Il pianto dei ciliegi feriti cit., p. 56.

 
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Preghiera in estate

 

e possa poi l'uomo spezzato
sapere l'esistenza di un perdono

come l'ombra odorosa di un grande albero
in estate

possa conoscere il molto perdono
su tutta una vita

 

DOMENICA CIARDI
Non basta la terra
cit., p. 35.

 

 
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Cuore stanco e tremante

Cuore stanco e tremante
né ospite sarai né straniero
né ombra leggera o falena
che teme e ama la fiamma
e sempre troppo tardi si dispera
se l'ala incenerisce, ala
mai clamorosa colar miele e ambra
e perfino l'insulto della morte
può darsi ti sia tenero e gaio
come gola canora d'uccello
che annunzia l'alba e l'adorna
di grazia felice, se avrai lasciato
che almeno una volta, e fosse
l'estrema, t'abbia cullato
la sua azzurra Mano e casi
fatto chiaro il tuo destino.
Sappi tutto trascorre verso Dove
1'amore sarà l'aria e la norma
cerchio e centro d'un tempo
che t'attende come porto o nido
e la gioia un fiore sbocciato
nell'imminenza di sbocciare
ancora ed anche il sogno
tant'è dolce il presente
un fievole ricordo come
mite settembre a primavera.

GIUSEPPE CENTORE
Ladro d'eternità
cit., p. 92.

 
Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

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N. 13

 

Essere umani
fino a restare certi
tra la vita e la morte
d'un amore
che resiste allo scempio,
e dinanzi alla cenere
non chiudere gli occhi.
Mendicanti infelici
di semi e sbisbigli
trovare nell'anima
alimenti e tesori,
nella notte sicuri
come figli.

 

ENZO FABIANI


Lo sconforto, in M. Uffreduzzi (a cura di),
Poeti italiani di ispirazione cristiana
del Novecento, Savona-Genova 1979, p. 255.

 
Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

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In un campo

 

Dopo l'ampio volo radente
di leggerissimi uccelli
queto sembra e intatto nel campo
ogni stelo sfiorato sulla cima.
E dal nuovo mistero il tuo amore
con imponderabile soffio
scende e scende al mio viso, e non lascia
in apparenza alcun segno.

 

ALESSANDRA CAPOCACCIA QUADRI
E gli occhi si apriranno,
Nuovedizioni E. Vallecchi, Firenze 1981, p. 21.

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Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi