MAGGIO 2011

DIARIO

  LUGLIO 2011

Giugno 2011

Compendio del Catechismo

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1 M

515. Qual è la responsabilità dello Stato circa il lavoro?

2 G

516. Quale compito hanno i dirigenti di imprese?

3 V

517. Quali doveri hanno i lavoratori?

4 S

518. Come si attua la giustizia e la solidarietà tra le nazioni?

5 X

519. In che modo i cristiani partecipano alla vita politica e sociale?

6 L

520. A che cosa si ispira l'amore per i poveri?

7 m

521. Quale dovere ha l'uomo verso la verità?

8 M

522. Come si rende testimonianza alla verità?

9 G

523. Che cosa proibisce l'ottavo Comandamento?

10 V

524. Che cosa chiede l'ottavo Comandamento?

11 S

525. Come deve essere l'uso dei mezzi di comunicazione sociale?

12 X

526. Quale relazione esiste tra verità, bellezza e arte sacra?

13 L

527. Che cosa richiede il nono Comandamento?

14 m

528. Che cosa proibisce il nono Comandamento?

15 M

529. Come si giunge alla purezza del cuore?

16 G

530. Quali altre esigenze ha la purezza?

17 V

531. Che cosa richiede e che cosa proibisce il decimo Comandamento?

18 S

532. Che cosa chiede Gesù con la povertà del cuore?

19 X

533. Qual è il più grande desiderio dell'uomo?

20 L

534. Che cos'è la preghiera? 

21 m

535. Perché esiste una chiamata universale alla preghiera?

22 M

536. In che cosa Abramo è un modello di preghiera?

23 G

537. Come pregava Mosè?

24 V

538. Quali rapporti hanno nell'Antico Testamento il tempio e il re con la preghiera? 

25 S

539. Qual è il ruolo della preghiera nella missione dei profeti? 

26 X

540. Qual è l'importanza dei Salmi nella preghiera? 

27 L

541. Da chi Gesù ha imparato a pregare? 

28 m

542. Quando pregava Gesù? 

29 M

543. Come ha pregato Gesù nella sua passione?

30 G

544. Come Gesù ci insegna a pregare? 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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515. Qual è la responsabilità dello Stato circa il lavoro?

 

Allo Stato spetta di procurare la sicurezza circa le garanzie delle libertà individuali e della proprietà, oltre che una moneta stabile e servizi pubblici efficienti; di sorvegliare e guidare l'esercizio dei diritti umani nel settore economico. In rapporto alle circostanze, la società deve aiutare i cittadini a trovare lavoro.

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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516. Quale compito hanno i dirigenti di imprese?
 

I dirigenti di imprese hanno la responsabilità economica ed ecologica delle loro operazioni. Devono considerare il bene delle persone e non soltanto l'aumento dei profitti, anche se questi sono necessari per assicurare gli investimenti, l'avvenire delle imprese, l'occupazione e il buon andamento della vita economica.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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517. Quali doveri hanno i lavoratori?

 

Essi devono compiere il loro lavoro con coscienza, competenza e dedizione, cercando di risolvere le eventuali controversie con il dialogo. Il ricorso allo sciopero non violento è moralmente legittimo quando appare come lo strumento necessario, in vista di un vantaggio proporzionato e tenendo conto del bene comune.

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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518. Come si attua la giustizia e la solidarietà tra le nazioni?

 

A livello internazionale, tutte le nazioni e le istituzioni devono operare nella solidarietà e sussidiarietà, al fine di eliminare o almeno ridurre la miseria, la disuguaglianza delle risorse e dei mezzi economici, le ingiustizie economiche e sociali, lo sfruttamento delle persone, l'accumulo dei debiti dei paesi poveri, i meccanismi perversi che ostacolano lo sviluppo dei paesi meno progrediti.

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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519. In che modo i cristiani partecipano alla vita politica e sociale?


I fedeli laici intervengono direttamente nella vita politica e sociale, animando, con spirito cristiano, le realtà temporali e collaborando con tutti, da autentici testimoni del Vangelo e operatori di pace e di giustizia.

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

 

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520. A che cosa si ispira l'amore per i poveri?

 

L'amore per i poveri si ispira al Vangelo delle beatitudini e all'esempio di Gesù nella sua costante attenzione per i poveri. Gesù ha detto: «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi fratelli più piccoli, l'avete fatto a me» (Mt 25,40). L'amore per i poveri si attua attraverso l'impegno contro la povertà materiale e anche contro le numerose forme di povertà culturale, morale e religiosa. Le opere di misericordia, spirituali e corporali, e le numerose istituzioni benefiche sorte lungo i secoli, sono una concreta testimonianza dell'amore preferenziale per i poveri che caratterizza i discepoli di Gesù.

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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521. Quale dovere ha l'uomo verso la verità?

 

Ogni persona è chiamata alla sincerità e alla veracità nell'agire e nel parlare. Ognuno ha il dovere di cercare la verità e di aderirvi, ordinando tutta la propria vita secondo le esigenze della verità. In Gesù Cristo la verità di Dio si è manifestata interamente: egli è la Verità. Chi segue lui vive nello Spirito di verità, e rifugge la doppiezza, la simulazione e l'ipocrisia.

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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522. Come si rende testimonianza alla verità?

 

Il cristiano deve testimoniare la verità evangelica in tutti i campi della sua attività pubblica e privata, anche, se necessario, col sacrificio della propria vita. Il martirio è la suprema testimonianza resa alla verità della fede.

 

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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523. Che cosa proibisce l'ottavo Comandamento?

L'ottavo Comandamento proibisce:

- la falsa testimonianza, lo spergiuro, la menzogna, la cui gravità si commisura alla verità che essa deforma, alle circostanze, alle intenzioni del mentitore e ai danni subiti dalle vittime;

- il giudizio temerario, la maldicenza, la diffamazione, la calunnia che diminuiscono o distruggono la buona reputazione e l'onore, a cui ha diritto ogni persona;

- la lusinga, l'adulazione o compiacenza, soprattutto se finalizzate a peccati gravi o al conseguimento di vantaggi illeciti.

Una colpa commessa contro la verità comporta la riparazione, se ha procurato un danno ad altri.

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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524. Che cosa chiede l'ottavo Comandamento?

 

L'ottavo Comandamento chiede il rispetto della verità, accompagnato dalla discrezione della carità: nella comunicazione e nell'informazione, che devono valutare il bene personale e comune, la difesa della vita privata, il pericolo di scandalo; nel riserbo dei segreti professionali, che vanno sempre mantenuti tranne in casi eccezionali per gravi e proporzionati motivi. Cosi pure è richiesto il rispetto delle confidenze fatte sotto il sigillo del segreto.

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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525. Come deve essere l'uso dei mezzi di comunicazione sociale?

 

L'informazione mediatica deve essere al servizio del bene comune e nel suo contenuto dev'essere sempre vera e, salve la giustizia e la carità, anche integra. Deve inoltre esprimersi in modo onesto e conveniente, rispettando scrupolosamente le leggi morali, i legittimi diritti e la dignità della persona.

 

 

 

 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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526. Quale relazione esiste tra verità, bellezza e arte sacra?

 

La verità è bella per se stessa. Essa comporta lo splendore della bellezza spirituale. Esistono, oltre alla parola, numerose forme di espressione della verità, in particolare le opere artistiche. Sono frutto di un talento donato da Dio e dello sforzo dell'uomo. L'arte sacra, per essere vera e bella, deve evocare e glorificare il Mistero di Dio apparso in Cristo e condurre all'adorazione e all'amore di Dio Creatore e Salvatore, Bellezza eccelsa di Verità e di Amore.

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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527. Che cosa richiede il nono Comandamento?

 

Il nono Comandamento richiede di vincere la concupiscenza carnale nei pensieri e nei desideri. La lotta contro tale concupiscenza passa attraverso la purificazione del cuore e la pratica della virtù della temperanza.

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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528. Che cosa proibisce il nono Comandamento?

 

Il nono Comandamento proibisce di coltivare pensieri e desideri relativi alle azioni proibite dal sesto Comandamento.

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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529. Come si giunge alla purezza del cuore?

 

Il battezzato, con la grazia di Dio e lottando contro i desideri disordinati, giunge alla purezza del cuore mediante la virtù e il dono della castità, la limpidezza d'intenzione, la trasparenza dello sguardo esteriore ed interiore, la disciplina dei sentimenti e dell'immaginazione, la preghiera.

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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530. Quali altre esigenze ha la purezza?

 

La purezza esige il pudore, che, custodendo l'intimità della persona, esprime la delicatezza della castità, e regola sguardi e gesti in conformità alla dignità delle persone e della loro comunione. Essa libera dal diffuso erotismo e tiene lontano da tutto ciò che favorisce la curiosità morbosa. Richiede anche una purificazione dell'ambiente sociale, mediante una lotta costante contro la permissività dei costumi, basata su un'erronea concezione della libertà umana.

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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531. Che cosa richiede e che cosa proibisce il decimo Comandamento?

 

Questo Comandamento, che completa il precedente, richiede un atteggiamento interiore di rispetto nei confronti della proprietà altrui e proibisce l'avidità, la cupidigia sregolata dei beni degli altri e l'invidia, che consiste nella tristezza provata davanti ai beni altrui e nel desiderio smodato di appropriarsene.

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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532. Che cosa chiede Gesù con la povertà del cuore?

 

Ai suoi discepoli Gesù chiede di preferire Lui a tutto e a tutti. Il distacco dalle ricchezze - secondo lo spirito della povertà evangelica - e l'abbandono alla provvidenza di Dio, che ci libera dall'apprensione per il domani, preparano alla beatitudine dei «poveri in spirito, perché a loro appartiene già il regno dei cieli» (Mt 5,3).

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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533. Qual è il più grande desiderio dell'uomo?

 

Il più grande desiderio dell'uomo è vedere Dio. Questo è il grido di tutto il suo essere: «Voglio vedere Dio!». L'uomo realizza la sua vera e piena felicità nella visione e nella beatitudine di Colui che lo ha creato per amore e lo attira a sé con il suo infinito amore.

 

«Chi vede Dio, ha conseguito tutti i beni che si possono concepire» (san Gregorio di Nissa).

 

 

 

 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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534. Che cos'è la preghiera?



La preghiera è l'elevazione dell'anima a Dio o la domanda a Dio di beni conformi alla sua volontà. Essa è sempre dono di Dio che viene ad incontrare l'uomo. La preghiera cristiana è relazione personale e viva dei figli di Dio con il loro Padre infinitamente buono, con il Figlio suo Gesù Cristo e con lo Spirito Santo che abita nel loro cuore.

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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535. Perché esiste una chiamata universale alla preghiera?

 

Perché Dio, per primo, tramite la creazione,  chiama ogni essere dal nulla, e, anche dopo la caduta, l'uomo continua ad essere capace di riconoscere il suo Creatore conservando il desiderio di Colui che l'aveva chiamato all'esistenza. Tutte le religioni, e in modo particolare tutta la storia della salvezza, testimoniano questo desiderio di Dio da parte dell'uomo, ma è Dio il primo ad attrarre incessantemente ogni persona all'incontro misterioso della preghiera.

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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536. In che cosa Abramo è un modello di preghiera?

 

Abramo è un modello di preghiera perché cammina alla presenza di Dio, lo ascolta e gli obbedisce. La sua preghiera è un combattimento della fede perché egli continua a credere nella fedeltà di Dio anche nei momenti della prova. Inoltre, dopo aver ricevuto nella propria tenda la visita del Signore che gli confida il proprio disegno, Abramo osa intercedere per i peccatori con audace confidenza.

 

 

 

 

  

 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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537. Come pregava Mosè?

 

La preghiera di Mosè è tipica della preghiera contemplativa: Dio, che chiama Mosè dal Roveto ardente, s'intrattiene spesso e a lungo con lui «faccia a faccia, come un uomo con il suo amico» (Es 33,11). Da questa intimità con Dio, Mosè attinge la forza per intercedere con tenacia a favore del popolo: la sua preghiera prefigura così l'intercessione dell'unico mediatore, Cristo Gesù.

 

 

 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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538. Quali rapporti hanno nell'Antico Testamento il tempio e il re con la preghiera?

 

All'ombra della dimora di Dio — l'Arca dell'Alleanza, poi il tempio — si sviluppa la preghiera del Popolo di Dio sotto la guida dei suoi pastori. Fra loro, Davide è il re «secondo il cuore di Dio», il pastore che prega per il suo popolo. La sua preghiera è un modello per la preghiera del popolo, poiché è adesione alla promessa divina e fiducia, colma d'amore, in Colui che è il solo Re e Signore.

 

 

   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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539. Qual è il ruolo della preghiera nella missione dei profeti?

 

I profeti attingono dalla preghiera luce e forza per esortare il popolo alla fede e alla conversione del cuore. Entrano in una grande intimità con Dio e intercedono per i fratelli, ai quali annunciano quanto hanno visto e udito dal Signore. Elia è il padre dei profeti, di coloro cioè che cercano il Volto di Dio. Sul Monte Carmelo egli ottiene il ritorno del popolo alla fede grazie all'intervento di Dio, da lui supplicato così:  «Rispondimi, Signore, rispondimi!» (1 Re 18,37).

 

 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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540. Qual è l'importanza dei Salmi nella preghiera?

 

I Salmi sono il vertice della preghiera nell'Antico Testamento: la Parola di Dio diventa preghiera dell'uomo. Inseparabilmente personale e comunitaria, questa preghiera, ispirata dallo Spirito Santo, canta le meraviglie di  Dio nella creazione e nella storia della salvezza. Cristo ha pregato i Salmi e li ha portati a compimento. Per questo essi rimangono un elemento essenziale e permanente della preghiera della Chiesa, adatti agli uomini di ogni condizione e di ogni tempo.

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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541. Da chi Gesù ha imparato a pregare?

 

Gesù, secondo il suo cuore di uomo, ha imparato a pregare da sua Madre e dalla tradizione ebraica. Ma la sua preghiera sgorga da una sorgente più segreta, poiché è il Figlio eterno di Dio che, nella sua santa umanità, rivolge a suo Padre la preghiera filiale perfetta.

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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542. Quando pregava Gesù?

 

Il Vangelo mostra spesso Gesù in preghiera. Lo vediamo ritirarsi in solitudine, anche la notte. Prega prima dei momenti decisivi della sua missione o di quella degli Apostoli. Di fatto, tutta la sua vita è preghiera, poiché è in costante comunione d'amore con il Padre.

 

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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543. Come ha pregato Gesù nella sua passione?

 

La preghiera di Gesù durante la sua agonia nell'Orto del Getsemani e le sue ultime parole sulla Croce rivelano la profondità della sua preghiera filiale: Gesù porta a compimento il disegno d'amore del Padre e prende su di sé tutte le angosce dell'umanità, tutte le domande e le intercessioni della storia della salvezza. Egli le presenta al Padre che le accoglie e le esaudisce, al di là di ogni speranza, risuscitandolo dai morti.
 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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544. Come Gesù ci insegna a pregare?

 

Gesù ci insegna a pregare, non solo con la preghiera del Padre nostro, ma anche quando prega. In questo modo, oltre al contenuto, ci mostra le disposizioni richieste per una vera preghiera: la purezza del cuore, che cerca il Regno e perdona i nemici; la fiducia audace e filiale, che va al di là di ciò che sentiamo e comprendiamo; la vigilanza, che protegge il discepolo dalla tentazione.

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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