FAMIGLIA E SOCIETÀ

RITAGLI     Mons. Bagnasco: «Dal matrimonio     DOCUMENTI
speranze per la città e per la Chiesa»

 
L’arcivescovo di Genova alle coppie in festa per il "50esimo" di nozze:
«Ricordate ai giovani che gli impegni definitivi sono possibili».

Da Genova, Adriano Torti
("Avvenire", 10/11/’07)

«È possibile la fedeltà dell’amore, è possibile mantenere fede agli impegni assunti, al dono di sé fatto al coniuge e, insieme, ai propri figli». Lo ha ribadito con forza l’arcivescovo di Genova e presidente della "Cei", Angelo Bagnasco, che ieri sera ha presieduto una Messa durante la giornata organizzata dal "Comune di Genova" per le coppie di sposi che nel 2007 festeggiano il loro cinquantesimo anno di matrimonio.
«La fedeltà dell’amore è possibile» ed è un segno per i giovani affinché «non abbiano paura degli impegni definitivi della vita». Così il prelato ha salutato e ringraziato per la loro testimonianza «commovente» le 1729 coppie che ieri pomeriggio hanno gremito la cattedrale di San Lorenzo. La fedeltà è possibile, ha ripetuto l’arcivescovo, ed oggi «voi lo ricordate con gioia e con convinzione alla nostra città e a tutti e, soprattutto, lo annunciate ai giovani perché non abbiano paura degli impegni definitivi che, nel segno della fedeltà dell’amore, ognuno è chiamato a prendere nella vita».
Parlando ancora dei giovani Bagnasco ha auspicato: «Non abbiano paura, non temano ciò che è definitivo» perché «solo nelle scelte definitive della nostra vita ognuno esprime il proprio valore, misura la propria dignità e consistenza, sia umana che cristiana». L’amore vero ed autentico richiede un coinvolgimento totale «senza tenersi aperte altre "vie di fuga"». Chi ama veramente è colui che sa di mettere in gioco tutto sé stesso, che sa «di doversi giocare tutto e sempre con l’altra persona, con tutto quello che di bello e di impegnativo ciò comporta». Rivolgendosi agli sposi presenti Bagnasco ha poi aggiunto: «Voi ci testimoniate che questo è possibile ed è bello» perché «solo nell’amore coniugale e nella fedeltà dei giorni, nelle gioie e nelle sofferenze, diventa vero e si consolida e diventa grande una realtà solida, matura ed adulta e non solamente emotiva, sentimentale, poetica che al primo "colpo di vento" cede. Voi siete per la città e la Chiesa una parola di speranza». L’arcivescovo ha poi ricordato che l’impegno umano, da solo, molte volte non è sufficiente. «Voi - ha continuato - ricordate alla città ed alla Chiesa che senza la grazia di Dio tutto diventa più difficile, più pesante e a volte, forse, quasi impossibile». La grazia di Dio, ha affermato, ci viene donata se «umilmente lo chiediamo nella preghiera, se lo chiediamo nei sacramenti, nella Messa, nella comunione, nella confessione, nella vita delle nostre parrocchie e delle nostre comunità».
«Non stanchiamoci di pregare - ha esortato il prelato - non stacchiamoci dalla comunità cristiana, non allontaniamoci dai sacramenti, perché, come l’apostolo Pietro, anche noi ripetiamo: "Maestro, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna"». Infine, l’arcivescovo ha ricordato che «i grandi compiti, ed il matrimonio e la famiglia sono un grande e straordinario compito, richiedono una forza che non è solo nostra, una generosità che va oltre le nostre possibilità, una luce che sovrasta e che è più lunga ed acuta della nostra intelligenza: Dio stesso». Rivolgendosi direttamente alle coppie di sposi, dei quali ha anche benedetto le fedi nuziali, ha poi concluso: «Siete venuti qui per pregare, per riconoscere al Signore che è stato buono, ed è buono con noi, che vi ha accompagnato fino ad oggi e continuerà ad accompagnarvi, che non vi ha mai abbandonato, anche nei momenti difficili che ci sono nella vita di tutti. Voi testimoniate la fedeltà di Dio al vostro amore umano».
All’inizio della celebrazione l’assessore comunale Paolo Veardo, nell’indirizzo di saluto rivolto all’arcivescovo, aveva invece affermato che «spesso le pagine dei giornali sono riempite di fatti eclatanti, ma lei sa benissimo che c’è una città fatta di persone operose, umili e discrete che costituiscono il vero volto di Genova». Al termine della Messa, più di 700, delle coppie partecipanti, hanno poi proseguito la festa presso la "Stazione Marittima" di Genova con il rinfresco, allestito dagli alunni cuochi dell’"Istituto Marco Polo", e con l’animazione preparata dagli organizzatori.