DIALOGO ECUMENICO

Benedetto XVI: «Troviamo un linguaggio nuovo per proclamare la fede che ci unisce».
Chrysostomos II: «In un Continente disorientato è l’ora della nuova evangelizzazione».

RITAGLI    «Insieme per parlare all’Europa di oggi»    DOCUMENTI

L'udienza del Papa all'arcivescovo di Cipro.
Con l'alto esponente ortodosso siglato un documento
che guarda al cammino verso l'unità dei cristiani,
ma anche alle grandi sfide della società e al Medio Oriente insanguinato.

Da Roma, Gianni Santamaria
("Avvenire", 17/6/’07)

Ci vuole un «linguaggio nuovo per proclamare la fede che ci accomuna», risuona la parola del Papa. «È l'ora della Chiesa e della nuova evangelizzazione» per l'Europa di oggi, è la consonanza espressa da Chrysostomos II, arcivescovo di Nuova Giustiniana e di tutta Cipro. Il vescovo di Roma e il rappresentante dell'antichissima Chiesa ortodossa dell'isola, risalente alla predicazione apostolica, hanno avuto accenti comuni: sul dialogo ecumenico, sulla pace in Medio Oriente, sulle sfide della bioetica, ma soprattutto riguardo alla testimonianza comune nella vita dell'Unione Europea, nella quale Cipro è entrata recentemente. Lo hanno detto nei due discorsi ufficiali e ne è punteggiata la dichiarazione comune (ampi passaggi sono pubblicati qui sotto) che è stata sottoscritta ieri in Vaticano al termine di un incontro durato quaranta minuti seguito da un pranzo di due ore. Un incontro storico. Era, infatti, la prima volta che un arcivescovo primate di Cipro si recava in Vaticano. Chrysostomos per l'occasione ha invitato a sua volta Benedetto XVI nell'isola.
L'Europa, ha sottolineato l'arcivescovo ortodosso, «sta attraversando un periodo di crisi e di disorientamento, di ateismo e di dubbio, di secolarizzazione e di decadenza». Ma c'è anche una sete, una ricerca, a cui va data risposta. C'è allora una «responsabilità» soprattutto spirituale di fronte alla «gioventù», e poi per la protezione della «sacra istituzione della famiglia», della «persona umana, indifesa ormai davanti alla ricerca medica, all'aborto, all'eutanasia», e del creato, la cui «unicità» rischia di «essere distrutta irreparabilmente a causa nostra». Anche Benedetto ha puntato lo sguardo sulle giovani generazioni «fortemente influenzate da correnti di pensiero contrarie allo spirito evangelico». Come nei primi tempi cristiani anche «oggi occorre vigilare attentamente per mettere in guardia il Popolo di Dio dai falsi profeti, dagli errori e dalla superficialità di proposte non conformi all'insegnamento del divino Maestro, nostro unico Salvatore». Al tempo stesso, però «urge trovare un linguaggio nuovo per proclamare la fede che ci accomuna, un linguaggio condiviso, un linguaggio spirituale capace di trasmettere fedelmente le verità rivelate, aiutandoci così a ricostruire, nella verità e nella carità, la comunione tra tutti i membri dell'unico Corpo di Cristo». Da ciò deriva uno sprone a «proseguire senza scoraggiarci il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo insieme». Un dialogo a cui la Chiesa cipriota vuole dare un significativo contributo: «Forse i nostri occhi non potranno vedere la tanto desiderata unità della Chiesa: con la grazia però dello Spirito Santo avremo fatto anche noi il nostro dovere nel tempo e nello spazio come pacificatori e quali veri fratelli», ha detto Chrysostomos.
Con l'auspicio e la volontà che il dialogo si intensifichi si apre anche la dichiarazione comune. Si tratta di attivare «ogni sforzo a noi possibile e considerato utile alla vita delle nostre comunità» e di sostenere e promuovere il lavoro della Commissione teologica internazionale, che si «appresta ad affrontare le questioni più ardue che hanno segnato la vicenda storica della divisione». Ma già dal terzo punto dei nove che compongono il pronunciamento emergono le urgenze del momento presente: innanzitutto la situazione di Cipro, divisa in due zone, una delle quali, la Nord, in mano alla Turchia. Poi quella del Medio Oriente e di qualunque luogo in cui c'è violenza, con l'invito a «deporre le armi» e «sanare le ferite causate dalla guerra». Infine, le due Chiese si impegnano per creare nel Continente europeo «un clima di amicizia e cooperazione» che si opponga a secolarizzazione e relativismo. Per la testimonianza sui temi etici la dichiarazione indica alcuni campi: la lotta alla povertà, il rischio di «distruzione del creato» e la bioetica. Su questa viene espressa «seria preoccupazione» per «l'offesa alla vita» portata da «una genetica che non rispetta i valori etici» e contraddice le legittime necessità per cui deve operare.
Era il terzo incontro personale tra il rappresentante ortodosso, salito alla guida della Chiesa cipriota nel novembre del 2006, e Joseph Ratzinger. Il primo era stato in occasione delle esequie di Giovanni Paolo II (ieri evocato più volte, anche per la sua immagine della Chiesa che deve respirare a due polmoni: Oriente e Occidente), il secondo alla Messa di intronizzazione di Benedetto XVI. La visita del primate di Cipro prosegue oggi a Napoli, dove visiterà la Real Cappella del Tesoro di San Gennaro per venerarne le reliquie. Ad accoglierlo sarà il cardinale Crescenzio Sepe. L'incontro è in preparazione all'appuntamento di settembre, "Uomini e religioni", che la Comunità di Sant'Egidio quest'anno porta nel capoluogo campano.