La città delle Marche rilancia la sua vocazione storica

RITAGLI    Loreto ricollocata al centro,    DOCUMENTI
capitale di tutte le periferie

Francesco Ognibene
("Avvenire", 4/9/’07)

Dopo aver preso nota del rovesciamento di proporzioni geografiche tra centro e periferia, che Benedetto XVI ha proposto sabato durante la veglia di Montorso, sarà il caso di "ricalibrare" molti ragionamenti sulla condizione giovanile abitualmente "zavorrati" da tonnellate di luoghi comuni. Perché la logica della fede per la quale Dio non conosce "periferie umane" ridiscute la bilancia con cui il mondo pesa persone e fatti. Nell'attesa - sinora vana - che qualche intellettuale scomodi la penna per raccogliere questa provocazione, sono gli stessi giovani protagonisti dell'Agorà a mostrare di aver capito molto bene quel che il Papa è venuto a dirgli. La conferma viene dal loro legame con Loreto, piccola "periferia" al centro della fede: è un amore nato in pochi giorni, certo non dal nulla ma tutt'altro che scontato alla vigilia, quando si temeva che una generazione data per immemore delle proprie radici nemmeno sapesse cosa si custodisce su quella collina marchigiana. Invece no: Loreto è diventata uno dei nomi che d'ora in poi suoneranno loro più dolci e non per racconti altrui o per una tradizione che fatica a passare ma per loro esperienza diretta, avendo persino dormito sotto lo stesso cielo di Maria, con la luce del Santuario a vegliarli lungo tutta la notte. Altro che devozione fuori moda: Loreto è entrata nell'immaginario dei 500mila di Montorso, in gran numero giovanissimi, come ha notato più d'un responsabile di gruppo. Hanno preso possesso anche loro di un luogo che è dentro l'"architrave" del Paese, dal quale ogni giorno si leva la "Preghiera" per l'Italia. Di qui da secoli si dipanano i "fili" di speranza che compongono il tessuto di cui è fatto un intero popolo. Il Papa, che a Loreto è a casa sua, com'egli stesso ha detto, ha consegnato a questi nuovi membri della famiglia italiana le chiavi di un luogo dove le decisioni per il proprio futuro sgorgano tra braccia materne. «Nei momenti più importanti della vostra vita venite qui» ha detto domenica all'"Angelus". E aprendo il passo con una freschezza avvincente a questo nuovo legame spirituale, ha proposto loro di salire a Loreto «almeno con il cuore, per raccogliervi spiritualmente tra le mura della "Santa Casa"». Bellissimo, niente di più semplice. A una generazione che si immagina capace di volare ovunque, globale e fantasiosa per costruzione psicologica, non sarà difficile rifare il viaggio dell'Agorà ogni giorno, anche più volte, tornando tra quelle mura "ruvide" dove il tempo si è fermato alla risposta di una ragazza che ha cambiato anche la storia di ciascuno di loro.
«Sia-mo arrivati a Lore-to!», cantavano in molti sulla piazza della basilica nei giorni che avevano scandito la vigilia dell'incontro con il Papa, giocando con allegria sul "motivetto" divenuto celebre dopo la vittoria ai mondiali di calcio. E forse per la prima volta la gran parte di loro aveva messo piede nella "Casa di Nazareth", magari nemmeno facendo caso al fatto che manca un muro, quello dalla parte dell'altare. A dir la verità, dopo un po' che si sta davanti alla Vergine lauretana il dettaglio si nota, ma senza darsi una risposta vera. È così e basta, intanto l'anima vola altrove. Quel muro mancante invece è venuto fuori proprio nell'"Angelus" domenicale, perché quando si tornerà col cuore a Loreto la scena deve ricomporsi nitidamente: «La "Santa Casa" ha tre pareti, non quattro - ha spiegato il Papa - : è una "Casa aperta", aperta sul mondo, sulla vita, anche su questa
"Agorà dei giovani italiani"». Avendo in mente un'immagine tanto bella e persuasiva, rimettersi in viaggio spiritualmente per le Marche - anche subito - non è più difficile, per nessuno, tanto meno per chi ora deve misurarsi con quell'impegno ad «andare controcorrente» sulla piazza del mondo scandito da Benedetto in un passaggio dell'omelia che vale una regola di vita. Loreto è vostra, ha detto ai giovani italiani, «siatene fieri e approfittatene». Una proposta così l'hanno certamente capita al volo. Chissà quanti di loro saran già tornati col cuore tra quelle tre mura, la più centrale delle periferie del mondo.