RITAGLI   GUINEA-BISSAU   DIARIO

CRISI SEMPRE PIÙ GRAVE IN UN PAESE DIMENTICATO
DALLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE

( MISNA, 31/3/2003 )

"Dopo quasi due settimane di sciopero i lavoratori sono riusciti a strappare soltanto vuote e inconsistenti promesse, nonostante siano molti coloro che non ricevono alcun tipo di stipendio o compenso da sette e più mesi. Solo la miseria continua a comandare davvero in Guinea-Bissau" . E’ una telefonata triste, breve e sconcertante quella che la MISNA riceve ieri, domenica, da una fonte di cui non si ritiene opportuno rivelare l’identità visto il clima in cui da mesi il Paese sembra vivere. Già noto come una delle nazioni più povere del mondo - reddito procapite inferiore alle mille lire al giorno per una popolazione di circa un milione e duecentomila persone - almeno dalla scorsa estate vive anche una crisi politica, sociale ed economica sempre più grave. Sciolto in novembre il parlamento controllato dall’opposizione, il presidente Kumba Ialà sembra intenzionato a limitare sempre più le libertà civili, procedendo soprattutto contro i giornalisti, le emittenti radio, i sindacalisti e chiunque critica il potere. Le elezioni, che dovevano svolgersi a febbraio, sono state posposte al 20 aprile e forse lo saranno ancora a una data per ora ignota e comunque, a quanto pare, non prima di giugno. Dopo gli scioperi della scorse settimane, che hanno paralizzato il porto di Bissau, il sistema telefonico e l’aeroporto internazionale, ai sindacati Untg e Cgsi è stata promessa la distribuzione di pacchi di riso; a partire da oggi si dovrebbe cominciare a discutere dell’eventuale pagamento di salari arretrati. "Anche la Comunità Internazionale ci ha completamente dimenticato - aggiunge con voce rassegnata la fonte della MISNA - mentre una vera e propria esplosione sociale potrebbe avvenire da un momento all'altro. Ormai l'umanità guarda solo alla tragedia della guerra in Iraq." E in effetti, perfino molti cinema della Guinea Bissau hanno smesso la loro normale programmazione e, per circa un quarto di euro, fanno assistere a trasmissioni televisive internazionali sulla guerra in Iraq. Cinema della capitale come il "Benfica" e lo "Sporting" stanno facendo in tal modo insoliti guadagni. "Ma ci sono tanti Iraq nel mondo" continua la fonte della MISNA, aggiungendo che perfino le missioni cattoliche hanno subito in quattro mesi una decina di assalti da parte di banditi armati. Quella francescana di Nhoma è stata aggredita due volte. Le due ultime assalite, in ordine di tempo, sono state la casa di formazione della Diocesi di Bissau e le suore di Cumura che assistono i lebbrosi e hanno un ambulatorio per la maternità. Le coraggiose prese di posizione dei due vescovi che hanno denunciato le generali condizioni d’ingiustizia del Paese non hanno per ora ottenuto ascolto.