Antonio de sant'Anna Galvão sarà canonizzato oggi

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il manifesto della vera liberazione

Frate Antonio de Sant’Anna Galvão.

Elio Guerriero
("Avvenire", 11/5/’07)

Secondo il programma della sua visita in Brasile, oggi Benedetto XVI proclama santo Antonio de sant'Anna Galvão, sacerdote, fondatore del Monastero delle Concezioniste, il primo santo brasiliano nato nel suo Paese. Sant'Antonio Galvao fu discepolo di Francesco, il santo che, interrompendo una tradizione secolare, con i suoi frati si fece pellegrino per incontrare i fedeli nei luoghi dove scorreva la loro esistenza. Similmente con Giovanni Paolo II e ora con Benedetto XVI, la Chiesa rappresentata dal Papa, pastore universale, va incontro alla vita e ai problemi delle diverse Chiese territoriali. La canonizzazione di sant'Antonio Galvão testimonia, inoltre, che nella Chiesa dell'America Latina, dove non mancano le difficoltà di cui discuteranno i vescovi nei prossimi giorni, vi è anche la tradizione della santità, quasi un preambolo da cui partire. «Sant'Antonio Galvão nacque nel 1739 in una cittadina dello Stato di San Paolo e morì nella capitale nel 1822: uno dei periodi più travagliati nella storia di quella Chiesa, dominato prima dalle mire assolutiste del marchese di Pombal, primo ministro del Portogallo, poi dalle conseguenze della rivoluzione francese. In Brasile gli esiti furono l'espulsione dei gesuiti e l'attacco alle riduzioni degli "indios" (si ricordi il film "Mission"). Per la sua origine Antonio Galvão apparteneva a una famiglia benestante, discendente degli antichi colonizzatori. La sua scelta religiosa lo portò tuttavia al servizio dei poveri, dei malati e peccatori. Non di rado pagava i loro debiti, altre volte percorreva lunghe distanze per venire incontro alle richieste più diverse. A distanza di due secoli il contesto storico è radicalmente cambiato in Brasile come in ogni altra parte del mondo; è identica, invece, l'inquietudine del cuore che, secondo sant'Agostino, solo in Dio può trovare appagamento. Venti anni fa, la "Congregazione per la dottrina della fede", presieduta dal cardinale Ratzinger, pubblicava l'Istruzione su alcuni aspetti della "teologia della liberazione". Ancora oggi taluni commentatori considerano quel documento un gesto di ostilità verso l'America Latina e il Brasile. In realtà, allora come oggi, Benedetto XVI ha a cuore la purezza della fede, è guidato dalla convinzione, che era anche di sant'Antonio Galvão, che l'annuncio di Gesù più delle ideologie del momento dona ai poveri dignità, liberazione e speranza. Nel 1769-1770 fra Antonio venne nominato confessore di un gruppo di pie donne con le quali diede avvio alla congregazione "Recolhimento da Luz", una famiglia religiosa presente ancora oggi in Brasile. Fra Antonio seguì personalmente i lavori di costruzione del convento e della chiesa. Inaugurata nel 1802, la chiesa, in stile barocco, è un monumento al genio e alla santità del religioso francescano. Con la sua appassionata dedizione egli riuscì a raggiungere esiti artistici sorprendenti al punto che nel 1988 l'"Unesco" dichiarò quel complesso "patrimonio culturale" dell'umanità. La seconda lettera di san Pietro parla della Chiesa, il tempio spirituale edificato con pietre viventi. Una volta i santi provenivano da Antiochia e Alessandria, da Costantinopoli e Roma. Ora il grande "mosaico" cattolico accoglie con gioia i santi del Brasile e del continente americano.