Tappa piena di significati

RITAGLI   Agostino maestro di umanesimo   DOCUMENTI

Elio Guerriero
("Avvenire", 22/4/’07)

Pensatori di stampo agostiniano, così von Balthasar definiva alcuni autori, come Guardini e Przywara, la cui speculazione si accompagnava alla cura di tradurre nella vita gli insegnamenti del pensiero. Nella serie possiamo inserire Benedetto XVI, il cui percorso accademico ebbe inizio proprio con uno studio su sant'Agostino. Approfondendo la dottrina del padre africano sulla Chiesa, il giovane teologo giunse alla conclusione che essa è strettamente ancorata a Cristo, il suo fondatore e capo. A questo esito Benedetto XVI è rimasto fedele tutta la vita. Negli anni a ridosso del Concilio Vaticano II scriveva «Fraternità cristiana» che partiva dall'Antico Testamento. Secondo la visione dei profeti, la fraternità ha il suo fondamento in Dio che è padre degli Israeliti e contemporaneamente è il Dio universale. La differenza tra ebrei e pagani derivava dall'elezione che era all'origine della particolare fratellanza tra gli appartenenti al popolo di Israele. Nella sua incarnazione Gesù estende l'elezione a quanti accolgono il suo Vangelo, così come approfondisce la concezione della fraternità, non legata più alla carne e al sangue, ma donata dallo Spirito Santo.
La tematica ecclesiale di impronta agostiniana è presente anche nel volume "Il nuovo popolo di Dio" che teneva conto della Costituzione del Vaticano II sulla Chiesa, ma aveva a cuore di riaffermare il legame insostituibile della Chiesa con il suo Fondatore. La stessa sollecitudine fu all'origine di "Communio", la rivista fondata con von Balthasar e De Lubac. Negli ultimi anni l'accento del Papa si è progressivamente spostato dalla comunità cristiana al suo capo e fondatore. Come ricorda nel recente libro
"Gesù di Nazaret", si sta progressivamente diffondendo tra i fedeli e nell'opinione pubblica la convinzione che su Gesù noi sappiamo ben poco e che la fede nella sua divinità sia un'invenzione tardiva dei discepoli.
Il Papa, invece, è convinto che le informazioni date dagli evangelisti siano degne di fede, che sulla loro base si può ricostruire la vita del Maestro di Nazaret, capace di suscitare l'entusiasmo di chi legge senza pregiudizio. Di qui è possibile l'inizio di un cammino che, come quello di Pietro o dei due discepoli di Emmaus, porta alla confessione, all'incontro diretto e vivo con il Signore nell'Eucarestia. Egli non è più, allora, un "rabbi" lontano nel tempo e nello spazio, ma il Figlio di Dio che si fa cibo di verità. Il nutrimento di cui l'uomo ha bisogno, infatti, non è solo il pane di frumento ma la parola di verità che introduce al mistero di Dio. Il Figlio lo può rivelare perché viene dal seno del Padre, inviato al mondo proprio per testimoniare la sua misericordia.
Il Papa può allora rispondere a quanti chiedono della specificità dell'insegnamento del Maestro di Nazaret: è vero che la lettera come lo spirito del "Discorso della montagna" erano già presenti nella "Torah" degli Ebrei. Gesù, però, «ha portato il Dio di Israele ai popoli così che tutti i popoli ora lo pregano e nelle Scritture di Israele riconoscono la sua parola, la parola del Dio vivente... Il veicolo di questa "universalizzazione" è la nuova famiglia, il cui unico presupposto è la comunione con Gesù, la comunione nella volontà di Dio».
Oggi
il Papa arriva a Pavia pellegrino sulla tomba di sant'Agostino, in segno di devozione e di gratitudine. Al vescovo di Ippona, tuttavia, egli vuole anche chiedere aiuto e sostegno per riportare Cristo nel cuore dei fedeli, per restituire Dio al mondo, perché esso diventi più umano, più permeabile alla carità nella quale venne creato.