MISSIONE BIRMANIA

PADRE CLEMENTE VISMARA

RACCONTO:  PARTE I   PARTE II

Evangelizzare, cioè insegnare a lavorare - Birmania, Aprile 1939
PROGETTO VISMARA: Ricostruzione Orfanatrofio colpito dal Terremoto
BEATIFICAZIONE: un Video, un aiuto! 26 Giugno 2011: P. VISMARA BEATO

P. Clemente Vismara: Il Santo dei bambini

P. Clemente Vismara (foto)

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Riconosciuto "venerabile" il «patriarca della Birmania», scomparso nel 1988.

P. CLEMENTE VISMARA (1897-1988), Missionario del Pime in Birmania!

P. Piero Gheddo*
("Mondo e Missione", Maggio 2008)

Il 15 Marzo 2008 Benedetto XVI ha firmato il decreto che riconosce «venerabile» Padre Clemente Vismara, un cristiano che ha praticato in modo eroico le "virtù evangeliche". Quando verrà approvato, a Dio piacendo, uno dei sei supposti «miracoli» ottenuti per sua intercessione nella Diocesi di Kengtung, dove il Vescovo (oggi "emerito"), Mons. Abramo Than, ha promosso la sua "devozione", Clemente sarà proclamato «beato» della Chiesa universale.

Negli ultimi mesi, di Birmania (o Myanmar, come la giunta al potere ha ribattezzato il Paese) abbiamo sentito parlare molto, soprattutto in coincidenza delle manifestazioni dello scorso autunno, guidate dai monaci, conclusesi con l’ennesima "repressione" violenta. Ma, per il "Pime", la Birmania rappresenta anche una parte importante della propria storia: basti pensare che l’"Istituto", che qui opera dal 1867, ha fondato 6 delle 14 Diocesi del Paese. Padre Vismara rappresenta dunque un pezzo importante di questa lunga storia.

Nella mia ultima visita in Birmania, nel 2002, mi ha commosso vedere la sua "immaginetta" di nonno sorridente posta accanto a Cristo o a Buddha o sull’altarino degli "antenati", in molte abitazioni private, scuole, locali pubblici, persino in una piccola "pagoda" buddhista. La notizia è importante per la "missione alle genti", tema centrale della nostra rivista e di questa piccola rubrica mensile. I lettori già conoscono il "venerabile" Clemente (1897-1988), morto a 91 anni dopo 65 di vita missionaria, uno dei fondatori della Diocesi di Kengtung in Birmania, che i Vescovi birmani avevano proclamato «Patriarca della Birmania» quando compiva gli 80 anni e oggi già venerato come «il Santo dei bambini». Perché importante? Perché Clemente rappresenta bene le virtù dei missionari nella storia del "Pime" e della Chiesa e i valori da tramandare alle generazioni future. Come tutti sappiamo, nell’ultimo mezzo secolo la "missione alle genti" è cambiata radicalmente, sempre però continuando ad essere quello che Gesù vuole: «Andate in tutto il mondo, annunziate il Vangelo a tutte le creature». Ma i metodi nuovi (responsabilità della Chiesa locale, "inculturazione", "dialogo interreligioso", ecc.) debbono essere vissuti nello spirito e nella continuità della tradizione ecclesiale che risale addirittura agli Apostoli.

Clemente è uno degli ultimi "anelli" di questa gloriosa tradizione. Due aspetti importanti della sua vita, indispensabili anche oggi: la fiducia assoluta nella "Provvidenza" e l’amore totale al suo popolo. Non era un «pauperista», apprezzava il denaro perché serviva a realizzare la carità e la missione, ne chiedeva a parenti e amici. Ha fondato quattro parrocchie con tutte le strutture necessarie, manteneva 200-250 orfani e orfane, molti "nullatenenti", dieci o più vedove senza casa né cibo. Ma non era mai preoccupato del futuro: si fidava della "Provvidenza". Il 9 Maggio 1962 scriveva al nipote Innocente Vismara: «Non tengo conti, perché ho timore che poi Dio se l’abbia a male: vado avanti ad occhi chiusi, è meglio». Suor Battistina Sironi, di "Maria Bambina", che è stata con Clemente negli ultimi trent’anni della sua vita a Mongping, nel Febbraio 1993 mi diceva: «Padre Clemente non teneva nessun tipo di "contabilità". Riceveva aiuti dagli amici in Italia e in America perché scriveva molto e spendeva quel che riceveva. La borsa era vuota, ma il giorno dopo era piena. Quando aveva bisogno di soldi, frugava nella borsa e misteriosamente ce n’era sempre». Il 21 Settembre 1978 scriveva ad un amico italiano: «Non te la "scaldare" tanto per i soldi. Se me li mandano, bene, se non li mandano non me ne importa. La "Provvidenza" c’è e la devo ringraziare... Più si dona e più si riceve, niente paura».

Clemente era "innamorato" del suo popolo, specie dei piccoli e degli ultimi. Aveva in media dai 200 ai 250 orfani e diceva: «Questi orfani non sono miei, ma di Dio e Dio non lascia mai mancare il necessario». Viveva alla lettera quanto dice Gesù nel Vangelo: «Non preoccupatevi troppo dicendo: "Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Come ci vestiremo?". Sono quelli che non conoscono Dio che si preoccupano di tutte queste cose... Voi invece cercate il "Regno di Dio" e fate la sua volontà: tutto il resto Dio ve lo darà in più» (Mt 6,31-34). "Utopia"? No, in Clemente era una realtà "vissuta", che gli portava la gioia nel cuore nonostante tutti i problemi che aveva.

* Giornalista e scrittore
(
www.gheddopiero.it )

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http://www.beatovismara.it
Beatificazione di P. Clemente Vismara, Missionario in Birmania
http://digilander.libero.it/padreclementevismara/index.html
P. Clemente Vismara, di Agrate Brianza, Missionario in Birmania