LUCI A ORIENTE

Era un grande desiderio della fondatrice. Potrebbe realizzarsi tra gli anziani di Qingdao.

RITAGLI    Sulla porta della Cina le suore di Teresa    CINA

Le Missionarie della Carità hanno chiesto di aprire una casa.
Suor Nirmala: «È stato il governo di Pechino a invitarci a farlo».

Gerolamo Fazzini
("Avvenire", 4/10/’05)

Il sogno che Madre Teresa ha coltivato per tutta la vita - aprire una casa in Cina - potrebbe presto realizzarsi. Se il governo di Pechino accoglierà la richiesta avanzata da suor Nirmala Joshi, superiora generale delle Missionarie della Carità, di qui a qualche mese un piccolo drappello di religiose dall'inconfondibile sari bianco-azzurro potrebbe varcare il confine cinese. Autorità permettendo, le suore di Madre Teresa saranno così il primo ordine cattolico internazionale ad aprire ufficialmente una sede nella Repubblica Popolare dai tempi di Mao Zedong (attualmente infatti le religiose attive in Cina fanno capo a congregazioni diocesane e dipendono dai vescovi del luogo).
A dare il clamoroso annuncio è stata ieri l'agenzia AsiaNews, che riferisce alcune dichiarazioni di suor Nirmala Joshi. Ma anche chi scrive, nel corso di un viaggio compiuto in Cina continentale nel luglio scorso, aveva raccolto la medesima notizia da fonti diverse (tutte, però, avevano chiesto il silenzio, nel timore di danneggiare in qualche modo il progetto delle suore).
Di grande rilievo è il particolare che la richiesta sia stata avanzata dallo stesso governo cinese. Come ha detto suor Nirmala ad AsiaNews: «Loro vogliono che andiamo; noi da parte nostra siamo felici di andare». I contatti con le autorità cinesi risalgono all'aprile scorso, quando Pechino aveva un problema di «immagine» internazionale, avendo disertato i funerali di Giovanni Paolo II col pretesto della presenza di esponenti di Taiwan. Sia un caso fortuito o una provvidenziale coincidenza, sta di fatto che suor Nirmala ritiene questa possibilità di una presenza in Cina «un lavoro che Madre Teresa sta facendo dal cielo». Anzi, a suo dire, la proposta fatta alle suore di Madre Teresa, è, negli intenti della Cina, «un passo per aprire le relazioni diplomatiche con il Vaticano».
Si spiega così il fatto che, a metà luglio, suor Nirmala si sia recata in Cina, nel contesto di un viaggio che ha toccato anche Mongolia, Corea del Sud e Hong Kong, dove le Missionarie della Carità sono arrivate nel 1983 per fondare una «Casa della Carità» a servizio di poveri ed abbandonati. Nella sua tappa in terra cinese suor Nirmala ha visitato Qingdao, nella regione nord-orientale dello Shandong, dove le suore hanno in programma di aprire una casa per anziani. La visita è avvenuta su invito del governo e del vescovo locale, monsignor Giuseppe Li Mingshu, il quale si è detto moderatamente ottimista circa l'esito della trattativa: «il clima che si respira è più aperto e tranquillo ora rispetto al passato». E la controprova è il fatto che i giornali cinesi hanno dato conto della notizia della visita di suor Nirmala e della richiesta di Pechino.
Da qualche anno in qua, va detto, il governo «ammette» l'esistenza di situazioni sociali problematiche e sta, sia pur con mille cautele, aprendo alla presenza di Ong, anche straniere. Un cambiamento non da poco rispetto a un passato, nemmeno troppo lontano, quando, ad esempio, era impossibile vedere cassette per la raccolta fondi per i meno fortunati nelle sale d'attesa degli aeroporti. A Madre Teresa stessa capitò di udire un funzionario del Partito negare categoricamente che in Cina ci fossero poveri.
Se il progetto andrà in porto - come s'è detto - si tratterà della realizzazione di un desiderio a lungo covato da Madre Teresa. Nel corso della sua lunga vita compì due viaggi in Cina. Nel primo (1985) visitò il Paese insieme con la superiora delle Missionarie della carità di Hong Kong, Giappone, Corea del Sud e Taiwan; di lì a un anno formulò il desiderio di aprire una casa in Cina all'allora segretario di Stato vaticano, cardinale Agostino Casaroli. L'attuale superiora generale, suor Nirmala, accompagnò Madre Teresa in occasione del secondo viaggio, nell'ottobre 1993. In quell'occasione sperava di inaugurare una presenza in terra cinese; ma i tempi non erano maturi. Del «sogno cinese» suor Nirmala ebbe a riparlare due anni or sono, al la vigilia della beatificazione di Madre Teresa, quando ad alcuni giornalisti confermò che la congregazione stava lavorando alla concretizzazione di tale progetto.
La devozione per Madre Teresa di Calcutta è viva in Cina. Il centro editoriale Sapientia Press ha pubblicato recentemente due libri su di lei. Entrambi sono stati tirati in 5000 copie, andate tutte esaurite. Quel che molti non sanno è che la testimonianza di Madre Teresa è di fatto già oggi riproposta da un gruppo di suore, che, stabilitesi nel 1999 nella diocesi di Taizhou, l'hanno adottata come modello. Si chiamano «Missionarie dei servizi della carità di Teresa»; anche il loro abito richiama il sari delle suore di Madre Teresa, con tre strisce blu sul velo.