RITAGLI    L'Asia dei disabili    MISSIONE AMICIZIA

Dei 650 milioni di disabili nel mondo, l’82% vive nei Paesi in via di sviluppo.
La quasi totalità non gode di appropriati servizi di base e riabilitativi,
non ha un impiego
e, tra i minori, pochi hanno la possibilità di ricevere un’educazione formale.

Bimbo con handicap curato in missione...

Foto di gruppo al "Disable Day Care Centre", in Cambogia!

A cura dell'"Ufficio Adozioni"
("Missionari del Pime", Aprile 2007)

La vita dei disabili è quasi sempre segnata da sofferenze e privazioni e, nei casi di guerre e catastrofi naturali, sono i primi a patirne le conseguenze. Per questo rappresentano i più esclusi fra gli esclusi, i più poveri tra i poveri.
Varie le risposte che in questo ambito i missionari del
Pime hanno dato a seconda del luogo e della cultura in cui vivono e lavorano. Alcuni significativi esempi ci giungono dall’Asia.

CINA - Nel 1990 a Guangzhou (Canton) un gruppo di persone, sostenute dai nostri missionari, ha dato vita a "Huiling", organizzazione non a scopo di lucro per la cura e l’assistenza ai disabili mentali. "Huiling" significa "saggezza e anima", espressione dell’impegno di aiutare i disabili ad avere una mente che pensa e un cuore che ama. "Huiling" segue centinaia di bambini, giovani e adulti, distribuiti fra scuola materna integrativa, centro di ricerca sull’autismo, scuola elementare e convitto, centro residenziale per adulti, laboratorio protetto e case famiglia. Tre sono i missionari del Pime impegnati in questa attività: padre Giosuè Bonzi e padre Mario Marazzi vivono ognuno in una casa famiglia e ne seguono numerose altre; padre Fernando Cagnin dirige le molte altre attività dell’organizzazione e segue le adozioni a distanza.

BANGLADESH - Padre Francesco Rapacioli, medico supervisore del centro ospedaliero di Rajshahi, in quanto segretario della Commissione episcopale per la salute, sostiene, attraverso un progetto di adozioni a distanza, il centro di riabilitazione per minori portatori di handicap "Shanti Niketon Kendro". A Robi, il primo bambino aiutato a riacquistare con la fisioterapia l’uso parziale delle gambe, segnate dalla poliomielite, sono seguiti tanti altri. Attualmente i ragazzi in trattamento sono poco più di venti. L’intenzione ultima del Centro è quella di testimoniare l’amore di Dio per i più poveri e i più piccoli: chi vi lavora crede fermamente che attraverso il servizio ai disabili si rende servizio a Dio. Gli obiettivi specifici del Centro sono: riabilitazione, riconquista parziale delle funzioni fisiche e integrazione dei bambini disabili nella comunità parrocchiale e sociale.

CAMBOGIA - Un importante lavoro di sostegno ai disabili è svolto dalla Comunità Missionarie Laiche del Pime che, nel 2001, ha creato un centro diurno di assistenza a portatori di handicap nella provincia di Kandal presso i comuni di Ampeou Prey e Kandaok. I disabili sono 13: bambini, giovani e adulti che vengono quotidianamente accompagnati al centro con un pulmino. In un Paese come la Cambogia, dove la tradizione culturale emargina il disabile, prendersi cura di loro con amore e rispetto diventa una sfida e una forte testimonianza. Il rispetto e il riconoscimento del diritto di vivere secondo le proprie possibilità, nonché l'offerta di una possibile integrazione nella vita del villaggio, sono tra le principali finalità del centro. Dal gennaio 2006 sono stati aperti altri due piccoli mini-centri nella provincia di Kompong Chhnang, distretto di Boribor.

THAILANDIA - Anche in questo Paese l’assistenza ai disabili è una sfida e una continua lotta per abbattere le barriere culturali che attribuirebbero a queste persone colpe da espiare provenienti da vite passate. A Phrae, nel nord del Paese, Marco Monti, missionario laico del Pime, gestisce con immenso amore e professionalità un centro all’avanguardia, dove le varie patologie vengono individuate e affrontate con cure mirate e interventi di fisioterapia eseguiti da esperti. I disabili sono ospitati dal centro che fornisce attrezzature, medicinali, assistenza e dispone di un pulmino che giornalmente assicura la frequenza dei ragazzi alla scuola pubblica. Numerosi sono anche i portatori di handicap che, dall’esterno, si recano al centro per la fisioterapia.
A Chiang Mai,
Claudio Vezzaro, portatore di handicap, gestisce "Il Forno", un ristorante-pizzeria, molto apprezzato per la sua cucina, interamente gestito da disabili.