DAL BANGLADESH

RITAGLI     Ciclone "Sidr": bilanci catastrofici,    MISSIONE BANGLADESH
il PIME lancia una
campagna aiuti

"BHAI - BON" : fratello e sorella, in bengalese.

CAMPAGNA DI SOLIDARIETÀ PIME

Le vittime accertate sono 2750, ma la "Mezzaluna Rossa" avverte
che potrebbero salire anche a 10mila.
Perso il 95 per cento del raccolto di riso,
la gente vaga elemosinando un bicchiere di acqua potabile,
mentre sale il rischio epidemie.
Le modalità peri contribuire agli aiuti.

Paesaggio devastato dalla forza del vento!
Accanto alle vittime del violento ciclone...

("AsiaNews", 19/11/’07)

A quattro giorni dal passaggio del ciclone "Sidr", nel Bangladesh meridionale, il bilancio delle perdite umane e dei danni economici assume proporzioni catastrofiche, mentre alcune delle zone colpite risultano ancora inaccessibili ai soccorsi. Le vittime del ciclone, il peggiore degli ultimi 10 anni, potrebbero attestarsi tra le 5mila e le 10mila, come ha annunciato ieri la "Mezzaluna rossa". In molte aree colpite si stima che il 95 per cento dei campi di riso sia andato distrutto, con fattorie e allevamenti letteralmente spazzati via.

Le perdite in vite umane

Per ora i morti accertati sono circa 2750; sono almeno in sei-sette milioni a esser stati colpiti dalla furia del ciclone, e di questi un quarto risultano sfollati. I feriti sono almeno 1500, i dispersi un migliaio, ma sono tutte cifre provvisorie. Il presidente della "Mezzaluna rossa" del Bangladesh, Abdur Rab, ha spiegato che il numero complessivo dei morti "potrebbe superare 5mila, anche se non andrà oltre i 10mila".

Da Dhaka, la capitale, i Missionari del "Pontificio Istituto Missioni Estere" (PIME) riferiscono di alcuni villaggi nel distretto di Golachipa del tutto rasi al suolo: "Alcune zone, inoltre, sono ancora isolate e si vedono scene di elicotteri che gettano sacchi di riso e di gente a terra che si affolla per assicurarsi gli aiuti".

La "Caritas" con i "partner" locali ha già avviato la macchina dei soccorsi, come pure la comunità internazionale. Ogni "Ong" lavora sul territorio assegnatole dallo Stato ed è vietato allargare gli interventi ad aree non di competenza. "Il problema – sottolineano alcuni operatori umanitari – è che alcune zone non risultano coperte da nessuna "Ong" e dipendono totalmente dalle iniziative statali, che a volte sono troppo lente". Al momento si è ancora in una fase di emergenza: mancano cibo, tende, acqua potabile e medicine. E il rischio epidemie è altissimo: le carcasse degli animali morti stanno contaminando le acque, il governo ha dato ordine di cremare tutti i cadaveri per evitare contagi. Ma nella zona di Dublarchar si sono già verificati primi casi di dissenteria.

Danni economici

Anche per le perdite economiche il bilancio è ancora provvisorio. Il ciclone, ha fatto sapere il "Ministero dell'Agricoltura", ha distrutto 600mila tonnellate di riso rendendo un miraggio l'obiettivo di 1,6 milioni di tonnellate fissato per la stagione. Il governo "ad interim" renderà pubblica una stima ufficiale dei danni materiali alla fine della settimana. Serve tempo – dicono - per riuscire ad avere maggiori dati anche dalle aree più remote e spesso inaccessibili a causa dell'interruzione delle linee di comunicazione. Dhaka conta di fare rapporto a riguardo la prossima settimana durante la conferenza con i donatori, che hanno già promesso aiuti per 25 milioni di dollari.

La forza della popolazione

A Barguna, una delle zone più devastate, gli abitanti dormono da giorni all’aria aperta. Il quotidiano locale "The Daily Star", racconta di gente che elemosina un bicchiere di acqua e lamenta la scarsità degli aiuti governativi. Da Majher Killa, Dublarchar, testimoni raccontano di gente che cerca di mettere insieme le poche cose rimaste intatte anche solo per costruirsi un tetto sotto cui ripararsi. Alcuni hanno recuperato i pesci essiccati che erano stati spazzati via dalle acque e li hanno rimessi a seccare sui tetti. Si vedono persone vagare in cerca dei propri cari o dei loro corpi a cui dare degna sepoltura.

Dal canto loro i Missionari del PIME tengono a ricordare anche la "grande forza" di questa gente, che combatte la tragedia con grande dignità: "Le persone hanno una grande resistenza – spiega P. Carlo Dotti – sono in grado di sopravvivere tre o quattro giorni anche senza mangiare; è un Paese abituato ai disastri naturali e tutti si danno da fare per contribuire ai soccorsi e si impegnano in prima persona per ottenere gli aiuti alle proprie famiglie".

TOP  CAMPAGNA AIUTI

Il PIME, presente sul territorio e in alcune delle zone colpite, ha aperto una "campagna donazioni" per l’emergenza in Bangladesh. Il versamento con causale S 107 CICLONE BANGLADESH può essere effettuato attraverso una delle seguenti modalità. Da domani sarà possibile fare donazioni anche "online" direttamente dal "sito internet" www.pimemilano.com .

PIME MILANO

1. Contante: direttamente presso l'"Ufficio Aiuto Missioni" del Pime in via Mosè Bianchi, 94 - 20149 Milano (tel. 02.438201); .
2.
Assegno bancario o circolare: intestato a PIMEdit Onlus, via Mosè Bianchi, 94 - 20149 Milano.
3. Conto corrente postale: n. 39208202 intestato a PIMEdit Onlus, via Mosè Bianchi, 94 - 20149 Milano.
4. Vaglia postale: indirizzato a PIMEdit Onlus, via Mosè Bianchi, 94 - 20149 Milano.
5. Bonifico bancario: conto n. 5733 intestato a PIMEdit ONLUS Credito Artigiano - P.za San Fedele - Milano (IBAN  IT10N0351201601000000005733) - Si prega di mandare sempre un fax o una mail a 
di conferma dell'avvenuto bonifico al n° 02.4695193, specificando nome, cognome e indirizzo: dati utili all'emissione del documento valido per la detrazione fiscale.
6.
Carta di credito (Visa, Cartasì, Mastercard): telefonando al n° 02.438201.

PIME ROMA

Conto corrente postale: n. 45443009 intestato a "Pontificio Istituto Missioni Estere", via Guerrazzi, 11 – 00152 Roma; Causale CICLONE BANGLADESH.