Non si rimargina la "piaga" dei "bambini soldato"

RITAGLI     Quelle vite "innocenti"     MISSIONE AMICIZIA
costrette alla guerra

Giulio Albanese
("Avvenire", 30/12/’08)

Ogni vita umana deve sempre e comunque fare i conti con lo scandalo del "male". Una questione che scandisce la storia con tutti i suoi "rivolgimenti" e in cui le sofferenze inferte ai "minori" rappresentano l’aspetto più inquietante. E per quanto questo assurdo sacrificio possa essere "esecrato" dalle rette coscienze con l’affermazione di una "morale cristiana" che stigmatizza il "martirio" dei "santi innocenti", quello voluto dal "subdolo" Re Erode duemila anni fa, lo scandalo rimane drammaticamente attuale. Col suo carico di sofferenze e di morte, la guerra non solo esige il sangue degli adulti, ma si prende anche a dismisura quello di tanta gioventù "bruciata" dall’egoismo dei "satrapi" di turno che costellano il mondo. È di ieri la notizia, battuta dalle "Agenzie", secondo cui i "ribelli" "Tamil" avrebbero rapito sedici ragazzi da un "orfanotrofio cattolico" nel Nord dello Sri Lanka, per arruolarli nelle loro file.
Neanche a farlo apposta, il giorno prima, Domenica, un "portavoce" dell’"Esercito Ugandese" aveva diramato un altro agghiacciante racconto: i "ribelli"
Nord-Ugandesi del sedicente "Esercito di Resistenza del Signore" si sarebbero macchiati di un orrendo crimine falciando a colpi di "machete" quarantacinque persone, che si erano rifugiate in una Chiesa Cattolica situata nel settore Nord-Orientale della "Repubblica Democratica del Congo".
In questo caso la "mattanza" sarebbe stata perpetrata da un "manipolo" di "baby soldier" agli ordini del famigerato Joseph Kony, un pazzo "visionario" che da decenni semina morte e distruzione. È un fenomeno "aberrante" per cui i bambini si trasformano in "macchine belliche" sotto l’effetto di "sostanze stupefacenti" o ancor più perverse "macchinazioni" quali ad esempio la "suggestione", prima del combattimento, inferta da "pozioni" a base di latte e "polvere da sparo".
Una cosa è certa: sono milioni i bambini che non sanno cosa sia vivere senza la guerra e i suoi "misfatti". È un recente "rapporto" dell’
"Unicef" a darci le proporzioni del disastro: i conflitti dell’ultimo decennio hanno causato la morte di 2 milioni di bambini; ne hanno resi "invalidi" tra i 4 e i 5 milioni; causato seri "traumi psicologici" a 10 milioni di giovani vite; provocato un milione di "orfani" e 12 milioni di "minori" senza casa. Se a questo algido "computo" si sommano le vicissitudini delle loro famiglie, in molti casi "spazzate via" nel corso delle ostilità, viene istintivo chiedersi col "credente" Dostoevskij: «Perché, Signore, i bambini muoiono?». Ma forse, prim’ancora d’affrontare la "questione teologale", sarebbe più corretto e doveroso interrogarsi sull’uomo di ieri, di oggi e di sempre, col suo "fardello" di pesanti responsabilità. Lungi da ogni "retorica", il mistero dell’iniquità è tale per cui vi è una sorta di oltraggiosa "impunità" nei confronti di coloro che commettono, a qualsiasi "latitudine", l’infamia di mettere a repentaglio la vita dei "minori" privati della grazia di un’età giovane. E cosa dire invece dei nostri bimbi che, nonostante la "crisi" che attanaglia i "mercati" – con la "playstation" e il "cellulare" ricevuti nei pacchi natalizi – guardano dal "piccolo schermo" i loro coetanei del "Sud del mondo" quasi fossero dei "cartoni animati", ostentando un’estraneità indotta dall’abitudine di vivere in un mondo in bilico tra "virtuale" e "reale"? Non sappiamo francamente se la nostra civiltà potrà continuare a crescere nella sfera dei "consumi", ma forse l’unica vera "recessione" che dovremmo temere è quella dei valori che impedisce al cuore di "farsi prossimo".
La testimonianza però di tanti "consacrati", del calibro delle
Missionarie seguaci di Charles De Foucauld sequestrate nel Novembre scorso in Kenya, ci dice che un mondo "capovolto" è possibile se si ha il coraggio di scommettere sul "Vangelo".