SOMMARIO Ricordati di me… PICCOLI GRANDI LIBRI

Meditazione per la Quaresima 2002
Card. Dionigi Tettamanzi

Introduzione
Alla scuola del buon ladrone
Il racconto di Luca
In religioso ascolto della Parola di Dio

Parte prima

Parte seconda

L'avventura spirituale di un ladrone

Il nostro cammino di conversione

Crocifissero lui e i due malfattori

Nella Croce la salvezza

Padre, perdonali

Un'incrollabile speranza nella misericordia di Dio

Lo schernivano

Chiamati a una scelta fondamentale davanti a Dio

Salva te stesso e anche noi

La coscienza di essere peccatori

Non ha fatto nulla di male

L'accusa dei peccati e la lode a Dio "ricco di misericordia"

Gesù, ricordati di me

Partecipi delle sofferenze di Cristo

Oggi sarai con me

La riconciliazione come comunione con Cristo

Chi perde la propria vita la salverà

Preghiera

AUDIO

Introduzione

ALLA SCUOLA DEL BUON LADRONE

Carissimi,

al ritorno di ogni Quaresima, il Mercoledì delle Ceneri, la Chiesa fa risuonare nel nostro cuore l'appello dell'apostolo Paolo: "Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio… Vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: 'Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso'. Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza" (2 Corinzi 5, 20; 6, 2).

Anche quest'anno desidero proporre una "figura" evangelica che ci può aiutare a compiere con generosità e serietà il nostro cammino quaresimale, un cammino di penitenza e di conversione della mente del cuore e della vita, che ci rinnovi in profondità e ci prepari ad accogliere in pienezza la novità di grazia della Pasqua cristiana.

E così ho pensato di invitarvi a fissare lo sguardo del cuore credente sul "buon ladrone" crocifisso con Cristo.

Il racconto di Luca

Dei due malfattori appesi sulle croci ai lati di quella di Gesù ci parlano tutti e quattro gli evangelisti. Matteo, dopo aver detto che "insieme con lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e una a sinistra", ricorda gli insulti rivolti a Gesù da parte di "quelli che passavano di là" e dei "sommi sacerdoti con gli scribi e gli anziani", e conclude: "Anche i ladroni crocifissi con lui lo oltraggiavano allo stesso modo" (27, 38-44). Marco presenta, sostanzialmente, lo stesso racconto (15, 27-32). Giovanni ha una novità tutta sua rispetto ai tre Sinottici, con l'accenno alle gambe spezzate: "Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui" (19, 32).

Luca è l'evangelista che ci offre più notizie sui due ladroni, descrivendoci in particolare e in modo semplice, incisivo e penetrante la straordinaria avventura spirituale del cosiddetto "buon ladrone": un'avventura che lo porta a "rubare" dall'amore misericordioso di Dio il paradiso, lui che è stato definito "il contrabbandiere del paradiso" (R. L. Bruckberger, La storia di Gesù Cristo, Milano l967, 411).

Leggiamo ora il brano di Luca (23, 33-43).

33 Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra.  34 Gesù diceva: "Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno".  Dopo essersi poi tirate le sue vesti, le tirarono a sorte.  35 Il popolo stava a vedere, i capi invece lo schernivano dicendo: "Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto".  36 Anche i soldati lo schernivano, e gli si accostavano per porgergli dell'aceto, e dicevano.  37 "Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso".  38 C'era anche una scritta, sopra il suo capo: Questi è il re dei Giudei.  39 Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: " Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!".  40 Ma l'altro lo rimproverava: "Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena?  41 Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male".  42 E aggiunse: "Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno".  43 Gli rispose: "In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso".

Dalla lettura del racconto di Luca dobbiamo passare ora alla sua meditazione. Ma per meglio meditarne il ricchissimo contenuto è necessario conoscere il duplice contesto di questo brano: il contesto immediato del capitolo 23 e quello più ampio dell'intero Vangelo di Luca.

Il capitolo 23 si divide in due grandi parti: la prima (vv. 1-25) presenta il processo a Gesù davanti a Pilato, la seconda (vv. 26-56) comprende la "via dolorosa", la crocifissione, gli scherni e la morte. Diciamo subito che "la celebrazione della prima 'via crucis' deve fare da paradigma alle infinite altre che seguiranno, perciò reclama due presenze: Cristo e l'uomo. Cristo perché entri pienamente nel nostro umano dolore; l'uomo perché partecipi intimamente alla sua Passione. La sua via dolorosa incrocia la nostra e così l'uomo non sarà più solo nella sofferenza" (U. Terrinoni, Il vangelo dell'incontro. Riflessioni su Luca, Bologna 1997, 212).

E' all'interno di questa seconda parte che si situa il nostro brano, che a sua volta comprende, da un lato, gli scherni rivolti a Gesù dai capi, dai soldati e dal cattivo ladrone (vv.35-39); e, dall'altro lato, il racconto dedicato al buon ladrone (vv. 40-43).

Delineata la "struttura letteraria" del capitolo, è importante rilevare sin d'ora che il racconto del buon ladrone acquista tutto il suo significato se riferito al "messaggio" che comanda tutto il Vangelo di Luca: Gesù, la misericordia del Padre fatta carne, "è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto" (19, 10).

Sulla croce, nell'ultima ora della sua vita, Gesù continua l'opera che il Padre gli ha affidato: quella di rivelare e comunicare a tutti, indistintamente, l'amore misericordioso e salvifico di Dio. Anzi, qui, con il buon ladrone Gesù porta a compimento quest'opera; in un certo senso, la conduce al suo vertice.

Per questo l'episodio che ci apprestiamo a meditare, anche se tratteggiato nel giro di pochissimi versetti, non è affatto marginale o secondario nell'insieme del Vangelo di Luca; al contrario occupa un posto centrale nel racconto della Passione: "In un certo senso, questo episodio diventa il punto culminante e centrale del quadro lucano della crocifissione di Gesù…; esso manifesta per l'ultima volta la misericordia salvifica di Gesù verso la feccia dell'umanità" (J. A. Fitzmyer, Luca teologo, Brescia 1991, 166). Un altro studioso della Bibbia precisa: "Il racconto è interamente ordinato in funzione del colloquio di Gesù con i malfattori e soprattutto in funzione dell'affermazione fondamentale riportata al v. 43: 'In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso'" (W. Trilling).

In realtà, l'atteggiamento di Gesù verso il buon ladrone può dirsi il compendio e la consumazione della sua missione di amore di predilezione verso i peccatori, verso "chi si perde". Il nostro brano diventa così un "piccolo vangelo" all'interno del "grande Vangelo" di Luca su Gesù salvatore misericordioso.

In religioso ascolto della Parola di Dio

"In religioso ascolto della Parola di Dio…". Con questo inizio, la Costituzione del Concilio Vaticano II sulla divina Rivelazione ci invita a non dimenticare mai il significato originale e sorprendente della lettura della Sacra Scrittura.

Ecco come lo stesso Concilio lo presenta: "Nei libri sacri il Padre che è nei cieli viene con molta amorevolezza incontro ai suoi figli ed entra in conversazione con loro; nella parola di Dio poi è insita tanta efficacia e potenza, da essere sostegno e vigore della Chiesa, e per i figli della Chiesa saldezza della fede, cibo dell'anima, sorgente pura e perenne della vita spirituale" (Dei verbum, 21).

Questa è dunque la verità profonda del nostro incontro meditativo con il testo sacro: ascoltiamo la Parola che lo Spirito ci rivolge come rivelazione del volto di Cristo e dell'uomo, come fonte di grazia e di santità, come "parola viva che interpella, orienta e plasma l'esistenza" (Novo millennio ineunte, 39).

E' stato detto che "tutta la Scrittura è un libro solo e quest'unico libro è Cristo" (Ugo da san Vittore, L'arca di Noè, II, 8). Anche il breve brano che Luca dedica al buon ladrone e che ora ci impegniamo a meditare accuratamente, non solo ci parla di Cristo, ma ci fa incontrare realmente con Cristo. E così sia dato a noi peccatori di contemplarlo e di amarlo nel mistero della sua morte misericordiosa!