MISSIONE AMICIZIA   DAL BRASILE, P. GIORGIO PEDEMONTE   lettera seguente

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P. Giorgio Pedemonte con Elena alla Casa San Giuseppe.
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Settimanale Cattolico Genova, 7 Maggio 2002 
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Trentasei anni di sacerdozio seguendo i progetti di Dio 
Dal 1965 in Amazzonia e dal 1993 in Giappone

Carissimi amici del Centro Missionario di Genova, finalmente dopo tre mesi mi faccio vivo per rispondere alla vostra graditissima lettera. Fa sempre molto piacere ricevere posta ma poi… trovare il tempo per rispondere non è un'impresa facile. Spero che gli altri missionari genovesi siano stati più educati di me, e vi abbiano dato più soddisfazione. E' bello e consolante sapere che ci sono persone come voi che, nonostante l'impegno della famiglia, del lavoro e del servizio nella comunità parrocchiale, sentano la gioia di aprire gli orizzonti ad altre realtà ecclesiali lontane geograficamente ma unite nello stesso ideale di vivere profondamente la propria fede e di conseguenza impegnati nell'unica missione di fare che Gesù Cristo sia conosciuto e amato da tutti i nostri fratelli sparsi nel mondo. Una delle ragioni per cui ho ritardato a rispondere è che tanto per cambiare, il tempo è troppo corto e non riesco a stare dietro a tutto ciò che ho da fare in questo posto di lavoro. Vi dico sinceramente che non mi è facile parlare di me. In fin dai conti cosa dovrei dire? E cosa può avere di interessante la mia vita? Oltre a tutto, non ricordo bene quando, qualcosa era stato pubblicato sul Settimanale Cattolico dal mio ex parroco di Morego, Mons. Gaetano Canepa. Forse la mia vita missionaria vi potrà sembrare un po' strana, visto che ho lavorato in ambienti tanto differenti. Ma io credo profondamente che è Dio a guidare i nostri passi, l'importante è essere attenti e disponibili alla sua volontà. Guardando indietro nei miei 36 anni di sacerdozio missionario tocco con mano che Lui ha un progetto su di noi, a noi resta soltanto il lasciarci condurre. Come voi sapete, noi missionari del PIME abbiamo la caratteristica di essere volontari e disponibili nelle mani del Superiore Generale per andare in qualunque parte del mondo. Ho celebrato la prima Messa a Morego il 29 giugno 1965 e sono stato destinato subito in Amazzonia nello stato dell'Amapa in Brasile, dove ho lavorato sino al 1983. Qui c'è stato un grande salto non solo geografico ma anche di impegno. Di fatto dalla pastorale sono passato al campo della formazione. Per 10 anni sono stato assegnato come Direttore Spirituale dei seminari del PIME nello stato di Santa Caterina nel sud del Brasile. In questo periodo ho avuto l'opportunità di passare alcuni mesi visitando in loco i nostri missionari brasiliani che lavorano in Africa: Guinea Bissau, Costa d'Avorio, Camerum. Dal 1993 alla fine del 2000 ho prestato il mio servizio in Giappone con i lavoratori discendenti di giapponesi ma nati in Brasile, ora un mio confratello continua questo lavoro in Giappone e io sono stato nuovamente inviato in Brasile, qui ad Assis nell'interno dello stato di Saò Paulo. Fino a quando? Il nostro futuro, per fortuna, è nelle mani del Signore, perciò in buone mani. Carissimi, ho messo giù in fretta queste note, non so se ho soddisfatto la vostra richiesta. Comunque, anch'io da buon genovese faccio una richiesta. Chiedo a voi, ai vostri familiari e agli altri amici genovesi che continuiate sempre a sostenerci con la vostra preghiera. Come potete facilmente immaginare, dietro questo piccolo riassunto di 36 anni, dietro a questi nomi di trasferimenti ci sono tante gioie ma anche tante sofferenze… In unione di preghiera potremo continuare insieme, anche se lontani, la bella missione che Cristo ci ha lasciato in eredità. Ed ora che ci conosciamo almeno per lettera, voglio assicurarvi il mio ricordo nella Santa Messa assieme alle vostre famiglie. Chissà che un giorno, quando venissi in vacanza in Italia, non possiamo avere la gioia di conoscerci personalmente? Vi chiedo di trasmettere le mie buone notizie a don Piero e don Giandomenico, ringraziando anche per la gentilezza di inviarci il Settimanale Cattolico.

Padre Giorgio Pedemonte