DIARIO    

Parintins, 17/11/2001

lettera seguente

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Fr. Silvio Morelli, con sua mammma, Elena e P. Giorgio Pedemonte, in visita allla Casa San Giuseppe prima della sua partenza per il Brasile.

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Carissimi, il ritardo nell’inviare la lettera é diventato cosí lungo da trasformarla in un rendiconto semestrale !

Cerco di andare per argomenti, spremendo le meningi.

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Hanseniasi: abbiamo terminato le visite casa per casa nei bairro che avevamo stabilito ed anche le lezioni per gli Agenti Comunitari di Salute della zona rurale (87). I risultati complessivi sono discreti: 19 nuovi casi scoperti e recupero di tre persone che avevano abbandonato la cura. Costo totale: circa 4 milioni di lire, finanziatici dall’ospedale di Manaus, con offerte prevalentemente della Germania. Complessivamente, tutta l’attivitá nel campo della lebbra sta dando buoni risultati quest’anno: contro una meta preventivata di 35 nuovi ammalati da scoprire e curare, ne abbiamo giá trovati 42.

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Fisioterapia: senza fare nessuna pubblicitá, abbiamo giá un buon numero di persone che vengono a trattarsi qui, grazie alla da poco arivata fisioterapeuta. Quello che piú ci colpisce sono i bambini di pochi anni, con problemi di deformazioni, paralisi o ritardi neurologici dovuti alla gestazione. Chissá che in futuro non si possa fare qualcosa di piú organizzato per aiutare loro e le loro famiglie (sto pensando a volontari che aiutino a fare gli esercizi di fisioterapia anche in casa, ad esempio).

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HIV/AIDS: qui abbiamo avuto alcune difficoltá dovute al fatto che i laboratori di Manaus ove viene realizzato l’esame del sangue per rivelare l’infezione, ci inviano per iscritto solo i risultati negativi mentre comunicano a voce (se noi telefoniamo) i nomi di chi deve ripetere l’esame, per sicurezza, dato che il primo há rivelato la possibile infezione. Ora, non tutte le persone confidano facilmente in noi quando comunichiamo, senza nulla di scritto, che bisogna ripetere l’esame. Hai voglia a spiegare che questo tipo di test ha una sua % di errore (per vari motivi)! C’é chi pensa che stiamo tentando di spaventarlo per nulla o che non sia vero o che lo consideriamo una persona di riprovevoli costumi. Aggiungiamo il fatto che sia io sia l’assistente sociale siamo alle prime armi in questo settore ed ecco che si capisce come sia nata qualche difficoltá di relazione con alcuni pazienti, il che ci ha richiesto alcuni incontri extra con queste persone, cercando di recuperare la loro fiducia in noi. Personalmente, io mi rimprovero che non sempre ho lasciato da parte le attivitá normali dell’ambulatorio per, invece, chiaccherare con calma con queste persone.

Di positivo, in questo settore, c’é il fatto che abbiamo ripreso a raccogliere il sangue (non pensiate che sia diventato un vampiro!) per fare altri due tipi di esami per aidetici: conta della carica virale e di alcuni linfociti (CD4 e CD8). La parte "difficile" del procedimento consiste nel dover inviare i campioni, centrifugati, trattati e messi in fresco, subito ai laboratori di Manaus, altrimenti non é piú possibile realizzare l’esame. Ció implica contattare la compagnia aerea, un incaricato di fiducia a Manaus e il laboratorio di Manaus perché aspetti finché non arrivino i campioni, anche se l’aereo tarda. Devo dire che la prima prova é andata bene ed abbiamo trovato buona disponibilitá in tutti e rimborsi delle spese da parte della segreteria municipale di sanitá. Speriamo di continuare cosí , perché ció permette di evitare tutte le spese di viaggio e soggiorno a Manaus, cosa che non tutti i pazienti possono permettersi.

Un altro aspetto dell’accompagnamento delle persone com HIV o con altre malattie veneree sono le indicazioni sulle precauzioni da tenere nei rapporti sessuali. Qui in Brasile tutto verte sul propagandare e distribuire preservativi (maschili e femminili), che il governo passa gratis a varie unitá sanitarie, inclusa la nostra. Chiaramente, io sono piú che convinto che una educazione umana (non solo morale) non trova certo nel preservativo il suo miglior alleato ! Peró, realisticamenmte parlando, io posso certo tentare di spiegare perché bisogna avere relazioni solo col proprio coniuge, ed eventualmente rispettare dei periodi di astinenza. Tuttavia so che nel 99% dei casi le mie parole entreranno in un orecchio ed usciranno subito dall’altro, cosí che la persona infettata andrá a spargere l’infezione ad altri. A questo punto, il preservativo diventa un male da bilanciare con l’altro male che é il propagandarsi della infezione. Quale scegliere ? É un argomento che devo discutere con il vescovo ed anche con l’assistente sociale che lavora con noi. Lei é cattolica e molto dedicata nel seguire la persone, peró temo che senta il condizionamento della propaganda e delle direttive sanitarie che insistono sulla divulgazione del preservativo. Ed anche io, come direttore di una unitá sanitaria privata ma inserita nella rete pubblica, quanto posso evitare di prendere in considerazione questo tipo di direttive ?

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Costruzione del nuovo ambulatorio-laboratorio: i lavori vanno avanti un po’ in ritardo sui tempi previsti. Contiamo di terminare metá del tetto entro la fine dell’anno, prima che inizino le pioggie. Pure per il tetto della casa ove abitiamo contiamo di terminare prima che san Pietro apra i rubinetti del cielo; Ciccio ce la sta mettendo tutta ma deve dare un occhio anche ai lavori di costruzione dell’ambulatorio e, ogni tanto, anche a qualche altro lavoretto della diocesi.

Non so se ci riusciremo a rispettare questi tempi per l’ambulatorio; per la casa, quasi sicuramente sí. Di sicuro le spese stanno aumentando rispetto ai preventivi e non so se riusciremo a concludere le opere in un colpo solo.

(a chi interessasse, posso inviare informazioni piú dettagliate sul progetto).

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A questo punto, voi vi chiederete se metto il naso anche fuori dalla Casa p. Vittorio. Non molto, per la veritá, a parte le compere settimanali del cibo. Ho fatto vari viaggi a Manaus (anche 2 al mese, da luglio ad ottobre) sia per problemi e compere varie relative alla attivitá della casa, sia per seguire Paolo e Stefania, i due volontari dell’ALP (= Associazione Laici PIME) che, se riusciremo a risolvere i problemi di Visto di Entrata per Paolo, verranno ad aiutarmi, sia per partecipare ad un incontro dei consiglieri municipali di sanitá dello stato dell’Amazonas (n.b.: con due giorni di diaria ho guadagnato poco piú di un salario minimo mensile !). Una o due volte al mese c’é la riunione del consiglio municipale di salute, di cui faccio parte ma senza tempo per prepararmi, o altri incontri su argomenti di sanitá . Dulcis in fundo, fino a gennaio devo curare anche compere e salari della casa regionale del PIME, in Parintins.

Comunque, anche se esco poco, ció che ascolto mi permette di dire che in molte famiglie della cittá la povertá, la sottoalimentazione, la scarsitá di igiene, la instabilitá familiare sono delle realtá ben presenti. Famiglie di 7 o 10 persone, che vivono in una baracca di legno e paglia di dieci metri quadri non sono infrequenti in certi bairros di Parintins. Giá é molto se il marito há un qualche tipo di lavoro. Solo da noi, per 20 posti di muratore, aiutante e carpentiere, si sono presentate quasi 300 persone. É pure immaginabile che in queste situazioni prosperino violenza (a volte anche all’interno della famiglia), furti, un po’ di droga e prostituzione.

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Beh, a questo punto sará bene che termini qui questa relazione a puntate.

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Pregate per noi e per le attivita’ che stiamo per iniziare tra la gente. Io vi ricordo nelle preghiere.

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CIAOOOO ! fr.Silvio