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DALLA THAILANDIA, P. ADRIANO PELOSIN

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P. Adriano e i suoi piccoli amici...

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Una rete di luce e di vitalità...

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Natale 2005

Bangkok, 30 Novembre 2005

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Carissimi amici e sostenitori a distanza dei nostri bambini,
è con immensa gratitudine a Dio che vi penso. Noi dello staff dirigente, le mamme e i papà delle case famiglia e tutti i bambini da voi aiutati vi ricordiamo e preghiamo per voi ogni giorno. Voi siete parte di un grande movimento di solidarietà e di salvezza che viene dall’interesse e amore attivo di Dio verso tutti gli uomini. Appena una persona si mette a fare qualcosa per un altro meno fortunato di lui, si attiva una rete di luce e di vitalità che supera l’iniziativa personale.
Voi e noi siamo stati chiamati da Dio a compiere questa opera di difesa della vita e della dignità dei bambini altrimenti abbandonati. In realtà non è un optional, ma una esigenza della nostra stessa esistenza. Questo mi pare sia infatti il senso delle parole di Gesù: "Tutto quello che avete fatto a questi miei fratelli più piccoli lo avete fatto a me". Lui che è "l’Alfa e l’Omega", mette i più piccoli al centro della nostra attenzione. Se il più piccolo è onorato, allora tutti sono onorati; anch’io sono onorato. O si gioisce della vita tutti assieme o si perde il senso della vita… tutti.
Da quando abbiamo cominciato otto anni fa, i ragazzi stanno crescendo e con la loro crescita nasce la necessità di dare loro una formazione che li renda capaci di inserirsi nella società come persone responsabili.
La CEI (Conferenza Episcopale Italiana) sponsorizza un progetto di tre anni per la formazione dei formatori e dei ragazzi stessi. Adesso stiamo anche esaminando la possibilità di avere esperti delle scienze dell’educazione che vengano a darci una mano dall’Italia.
Purtroppo ci sono ancora tante situazioni di ragazzi che ci straziano il cuore anche per la nostra incapacità di dare una risposta adeguata. Solo per citarvi gli esempi di alcune situazioni…
Il caso di una ragazzina di dieci anni la cui madre lascia che abbia rapporti sessuali con il proprio marito molto più giovane di lei per tenerselo buono. Così la bambina ha perso ogni senso della vita e non va neanche più a scuola.
In un altro caso, una mamma non si accorge che la figlia di 16 anni invece di andare a scuola sta con un ragazzo, rimane incinta, fa l’aborto e scopre tutto quando la figlia la chiama dall’ospedale quasi morente.
Oppure il caso di quella madre che fa sposare la figlia di sedici anni con un ragazzo di cui la mamma è innamorata, e il tutto per nascondere di fronte alla gente i rapporti che aveva con lui.
Oppure il caso di quel papà che ci aveva dato in custodia i suoi tre figli di 5, 7 e 9 anni; ad un certo punto è venuto a riprenderseli per portarli a chiedere la carità, e i soldi "raccattati" li spendeva ubriacandosi, lasciando poi i figli sulla strada. Questo caso, tuttavia, siamo riusciti a risolverlo…, il papà ha capito che non era bene sacrificare i figli per i propri vizi.
Siamo anche riusciti a recuperare due ragazze di diciotto anni che, invece di andare a scuola, andavano a prostituirsi. Ora fanno un lavoro dignitoso.
D’altra parte troviamo anche tanta collaborazione tra i poveri delle baraccopoli. Le Suore del Buon Pastore, che hanno una casa per ragazze madri, ci hanno portato cinque bambini dai sei mesi a un anno di età perché le loro mamme non potevano seguirli. Alcune delle loro mamme sono prostitute e provengono da zone povere del nord-est della Thailandia. Una di queste bambine è bellissima, ha i capelli biondi (i Thai hanno tutti i capelli nerissimi) ed è certamente figlia di un turista. Abbiamo trovato subito delle persone interessate a prendersi cura di questi bambini. Noi assicuriamo uno stipendio, il latte in polvere e i pannolini.
Alcune mamme dei nostri bambini, dopo una permanenza in prigione, sono uscite, hanno trovato un lavoro e spesso un nuovo marito e si sono riprese i loro figli. Noi stiamo facendo una azione di risveglio delle responsabilità, affinché le mamme che per diversi motivi avevano abbandonato i loro figli possano poi riportarseli a casa e seguirli con amore. Per questo ogni anno organizziamo bene la festa della mamma in ricorrenza del compleanno della regina, il 12 agosto.
Ai primi di ottobre è terminato il primo semestre di scuola e con grande soddisfazione abbiamo notato che alcuni dei nostri ragazzi sono tra i primi della classe. Non è facile per bambini abbandonati avere concentrazione e costanza nello studio. Per i ragazzi delle case famiglia abbiamo organizzato il doposcuola. Ogni casa ha due o tre maestre che aiutano i bambini a fare i compiti e seguono soprattutto i più deboli. Sempre in questo mese di ottobre, che è un mese di vacanza, abbiamo invitato i ragazzi della quinta, sesta elementare e le tre medie a un campo scuola sul tema dell’amore. Alla fine dei cinque giorni ho fatto un piccolo esame pubblico. Alla domanda: "Chi dovrei impegnarmi ad amare di più?", una bambina di 10 anni ha risposto: "Io mi impegnerò ad amare Kitar". " Perché?" ho chiesto io, "Perché Kitar è piccola, ha un anno e mezzo, è molto simpatica, ed è senza genitori!". A lei ho dato il primo premio.
Il gruppo dei giovani sempre delle baraccopoli, seguiti da Suor Angela Bertelli Saveriana di Parma, ogni Sabato, è impegnato ad accogliere i bambini che più fanno fatica a scuola e insegnano loro a leggere e scrivere. La Suor Angela con la cooperazione di sei donne segue anche i malati delle baraccopoli, soprattutto gli ammalati di AIDS e i bambini handicappati; per questi ultimi, la caritas Veneziana ha già fatto un contratto con la Caritas di Bangkok impegnandosi a costruire una casa per la loro terapia. Suor Angela sarà incaricata di seguire questo nuovo progetto. In questa casa verranno ospitati anche alcuni bambini portatori di handicap sopravissuti allo Tsunami nel sud della Thailandia. Suor Angela, con il suo team, è attualmente impegnata anche a seguire una casetta a quattro stanze per anziani e malati di AIDS abbandonati.
Il signor Alfredo Villa, di Milano ha aperto una Fondazione "Homes for Hope" (Case della Speranza), che ha comprato quattro belle case vicino alla nostra chiesa e le ha messe a disposizione di quattro nostre case famiglia; c’è anche un bel cortile comune a prato verde, così i bambini possono giocare all’aria aperta. Quasi ottanta bambini vivono già nelle case e stanno molto meglio che nelle baraccopoli.
Nelle baraccopoli seguiamo i bambini poveri, le ragazze madri e gli ammalati di AIDS. L’AIDS sta facendo sempre più vittime tra gli adolescenti thailandesi, i quali hanno rapporti sessuali frequenti con diversi partners senza rendersi conto delle conseguenze. Da questo seguono tante gravidanze non volute, tanti aborti e tanti bambini abbandonati.
La storia di Kitar di cui si accennava sopra è un esempio. I suoi genitori si sono messi assieme all’età di quattordici e quindici anni, è nata Kitar, i genitori non potevano seguire questa piccola e l’hanno consegnata a noi. Ora Kitar ha poco più di un anno e suoi genitori sono già separati.
Perché questo fenomeno? Gli adolescenti non trovano affetto nelle loro famiglie e così pensano che l’amico o l’amica dia loro quello che cercano, troppo spesso sono ingannati doppiamente e da lì poi comincia la sfiducia totale nella vita. A noi arrivano bambini appena nati ma già stanchi di combattere per la loro sopravvivenza. Le loro mamme ci raccontano che prendevano la pillola ma non ha funzionato, poi hanno fatto l’iniezione per l’aborto ma non è funzionata, hanno cercato di cadere a terra perché il figlio morisse nel grembo, ma neanche quello è funzionato, allora se lo sono tenuto… ma porta i segni del rifiuto sul suo volto… Noi incoraggiamo le donne a portare a termine la gravidanza e promettiamo aiuto sopratutto al momento del parto e poi con il latte in polvere o accogliendo i piccoli nelle nostre case famiglia.
Abbiamo 14 case famiglia con circa duecento bambini in tutto. Poi seguiamo un migliaio di bambini poveri nelle diverse baraccopoli e nei villaggi delle tribù dei monti Lahu nel Nord della Thailandia a Klong Lan e nei villaggi di Mae Put e Suksawan. Per dare un futuro ai bambini di questi villaggi stiamo comprando le risaie.
Continuiamo il nostro piccolo contributo alle vittime dello Tsunami nel sud della Thailandia assistendo due gruppi di donne che ricamano e confezionano divise per studenti. Oltre a tutto ciò, assicuriamo a una sessantina di ragazzi poveri i soldi per le spese scolastiche.
La situazione economica sta migliorando, il turismo sta a poco poco ritornando.
Abbiamo contribuito ad avviare una piccola scuola con circa duecento ragazzi profughi dalla Birmania a Me Sot nel nord della Thailandia. Il Parroco locale, P. Rangsipon, ne è il responsabile. Ora tutto è ben avviato e sono stati coinvolti maestri e maestre Birmani. L’insegnamento è fatto in birmano, tuttavia un nostro volontario insegna la lingua thailandese secondo le disposizioni del governo.
Vorremmo far adottare questi bambini per poter dare loro un futuro migliore nel tempo che, per motivi politici e religiosi, devono trascorrere in Thailandia come profughi.
Voglio fare a tutti gli auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo!
Preghiamo Gesù Bambino che, nato povero a Betlemme, ma accolto con amore da Maria e Giuseppe, dagli angeli festanti e dai semplici pastori, conceda ai nostri bambini abbandonati di trovare persone che li accolgano e li amino e che Dio il Padre di Gesù, il Padre degli orfani, dia a tutti noi la forza di collaborare con Lui, per una vita più felice e serena di questi bambini.
Con tanto affetto e riconoscenza!
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Tutti i bambini, tutti i collaboratori e

P. Adriano Pelosin PIME

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Reportage di Giampiero Sandionigi
"La Bangkok di Padre Adriano"
www.mondoemissione.it 

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NB: Ci sono ancora molti bambini che aspettano di essere adottati.
Per una nuova adozione contattare:

1. Ufficio per la Pastorale Missionaria
Piazza Duomo, 2 36100 Vicenza
Tel 0444226546 e-mail

2. Adozioni PIME
Via Mosé Bianchi, 94
20149 Milano Tel 02438201 e-mail