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DALLA CAMBOGIA, P. MARIANO PONZINIBBI

CIAO, P. MARIANO!

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KOMPONG CHHNANG (CAMBOGIA), DICEMBRE 2006

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"PAROLE DI UN’AMICA…"

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Oggi, primo dicembre, la Chiesa ricorda il martirio di Charles De Foucauld; la sua vita segna, indica una modalità di servizio e presenza missionaria particolare: "Essere lampada che arde, in pura perdita di sé davanti a Dio, dimenticando completamente se stesso".
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Sto concludendo il terzo anno di presenza in Cambogia. Tra pochi giorni, a metà dicembre, il rientro in Italia per una sosta, un po' di riposo, e la possibilità di condividere, ascoltandoci, pensieri avuti, percorsi intrapresi, scelte effettuate.
Possibilità di consegnare anche a voi i momenti di oscurità e quelli più sereni, i tanti "silenzi" provati e le parole comunicate.
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Penso a questo ultimo periodo, in particolare gli ultimi cinque mesi. La presenza di amici che hanno voluto incontrare la missione della Cambogia è stata una ricchezza condivisa.
Proprio a partire da queste visite, in questa ultima circolare dell'anno 2006, ho voluto lasciare la parola ad alcune emozioni, sentimenti, riflessioni di un'amica che ha speso due settimane da noi.
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Ecco allora alcuni passaggi di un testo che ci ha inviato dopo il suo rientro in Italia…
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«Troppo pochi 15 giorni vissuti in Cambogia per poter dire: "Ho capito" un popolo, una cultura, una realtà troppo misteriosa. Direi, con più umiltà, che "Ho visto"…

Ho visto la ricchezza e la povertà tenersi per mano nella città dei templi (Siem Reap): accanto ad enormi alberghi e macchine di lusso, ecco le capanne lungo il piccolo fiume, mentre tanti bambini giocavano tra un ramo ed un altro nell'acqua di un colore indescrivibile.

Ho visto la grandezza e la bellezza dei templi, immaginavo la fatica umana nel costruirli, cercavo di capirne la storia; poi, dopo poco, eccomi nella casa delle Suore di Madre Teresa: anche lì il gioco dei contrasti: bellezza e disabilità che si incontrano…; e così invocavo e pregavo:

"Signore, fammi accogliere il mistero di ogni giorno e confidare nella tua Provvidenza!".
Dopo Siem Reap, eccomi a Kompong Chhnnang, Chnok Tru, (l'area dove operano P. Mariano, Stefania e Cristina, missionarie laiche), poi il villaggio nominato "Lago 94", e Phnom Penh.

Ho visto anche qui la doppiezza di una Cambogia strana, ho visto la bellezza della sua natura, le sue risaie, i suoi immensi campi, i suoi alberi persi dietro a tramonti e albe dai colori stupendi tenere per mano capanne che nascondevano oscurità di volti solcati da solitudini e difficoltà, realtà al limite della dignità umana…

Quante domande, mi sono fatta, e quante poche risposte avute. Ho lasciato un po' di cuore a Kompong Chhnnang, in quella chiesa, davanti a Dio, dove non avevo parole da dire, ma solo una fragilità da donargli.

A Phnom Penh ho visto le attività di un altro missionario del Pime, il progetto per i bambini colpiti da Aids, l'enorme lavoro di una coppia francese che ha tolto (salvato) dalla discarica 5000 ragazzi, dando a loro possibilità di cibo, di istruzione, di dignità. Numeri anche alti di successo e di realizzazione di opere.

Ma ciò che più mi ha colpita siete stati voi, missionari dei villaggi - (qui parla di me, e di Stefania) - , in questo vostro cammino per incontrare le persone, il vostro dedicare tempo per una o due persone, per qualche ragazzo disabile, per alcuni poveri. Tornare poi a casa e sentirvi discutere su problemi inerenti i progetti, e poi vivere momenti di solitudine.

Tornata a casa, vi ho pensato come persone capaci di tenere in pugno il dono della Speranza, e con questo tesoro tra le mani ripartire ogni volta.

Ho colto, stando con voi, un aspetto del missionario/a un poco sconosciuto. Di vedere persone che fanno di un uomo, di una donna (cosa può essere questo segno di poche persone per chi invece ama i grandi numeri, i successi evidenti…?) il "TUTTO" dei loro impegni e delle loro fatiche, perché ogni vita è degna di questo nome».

( ADELE - Busto Arsizio )

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Ho condiviso anche con voi, non tanto le mie parole, ma quelle di altri… che ci hanno incontrato, anche se per pochi giorni, in Cambogia.
Come accennavo all'inizio, è imminente la partenza per l'Italia: 11 dicembre.
Con alcuni di voi avrò modo di incontrarmi prima di Natale: con altri, magari, in altri momenti.
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Un altro anno volge al termine: ho sentito, anche durante questo tempo, la vicinanza di tanti di voi, ho colto la bellezza della fraternità e dell'amicizia.
Ringrazio di cuore per questo cammino condiviso. Un grazie particolare ai tanti donatori che rendono possibile qualche forma di aiuto, di intervento verso persone povere. Un pensiero di affetto e di gratitudine per la Diocesi di Lodi che ha scelto un villaggio cambogiano che vive sull'acqua, KOMPONG LUONG, per la costruzione di una Scuola.
Il "Pane Spezzato e Condiviso", nella solennità del "Corpus Domini", sta dando frutti di speranza, in particolare per i bambini.
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Alcune brevi note…
Come missionari del Pime, stiamo concludendo la visita del nostro Superiore Generale: una bella opportunità di confronto e di ascolto reciproco.
Domenica 3 dicembre avremo una Celebrazione Eucaristica speciale, ricordando il "450mo anno" della prima venuta dei missionari in Cambogia.
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A TUTTI UN PENSIERO DI AFFETTO E L'AUGURIO DI GIOIA, PENSANDO AL NATALE DEL SIGNORE!
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P. Mariano Ponzinibbi

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P. S. : Dal 10 dicembre l'indirizzo di posta elettronica: newhum.enpepedul@online.com.kh è cancellato. Vi comunicherò poi il nuovo indirizzo. Abbiamo avuto tantissimi problemi al riguardo. Per favore, dopo il 10 dicembre non mandate più mails all'indirizzo sopra citato.