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MISSIONE BRASILE
Amazzonia, culla di vita


Ogni anno, durante la Quaresima e la Settimana Santa,
la Chiesa cattolica promuove in Brasile
la campagna della fraternità, un invito a guardare la realtà alla luce del Vangelo.

P. BENITO DI PIETRO, Missionario in Amazzonia.

P. Benito Di Pietro
("Missionari del Pime", Aprile 2007)

Quest’anno la campagna promossa dalla Chiesa cattolica in Brasile ha come tema «Fraternità e Amazzonia» e come slogan «Vita e missione su questo suolo»: propone «assieme alla penitenza, al digiuno e alla carità, lo sviluppo della vita dei popoli amazzonici, indios e caboclos, difendendo le loro culture, le terre e i sogni» (Padre Carlos Alberto Chiquim).
Già in passato fu dedicata un’attenzione particolare all’Amazzonia. Nel 2002 la campagna mise in luce la condizione dei popoli indigeni con lo slogan «Per una terra senza mali». E nel 2004, con lo slogan «Acqua, fonte di vita», ha riflettuto sul grande bacino idrografico dell’Amazzonia.
Questa terra è una delle regioni più ricche di elementi minerali, vegetali e animali, un patrimonio che suscita interesse, fascino e ambizione in molta gente. I popoli indigeni e i caboclos possono insegnare a preservarla e a proteggerla. Diceva Chico Mendes, assassinato perché difendeva i diritti di chi ci abita: «Fin quando ci saranno indios e "seringueiros" (raccoglitori di caucciù) c’è speranza di salvare la foresta amazzonica. Salvando il popolo, si salva pure la foresta».
Purtroppo a distruggere l’Amazzonia sono le compagnie nazionali e multinazionali che estraggono in modo "irrazionale" il legname e i minerali, e i coltivatori di soia che rubano le terre per le proprie piantagioni con la connivenza di certe autorità che chiudono entrambi gli occhi in cambio di vantaggi economici. Non si spiegherebbe altrimenti come mai imprese straniere o del Brasile meridionale invadano regioni immense ed esportino carichi di legname e di minerali con navi di grande tonnellaggio che lasciano i porti brasiliani senza che le suddette autorità abbiano qualcosa da ridire.
Noi cattolici non rimaniamo indifferenti davanti a tanta incoscienza e cerchiamo di sensibilizzare la gente a questi problemi, non avendo il potere di intervenire direttamente.
Dio Creatore ci ha affidato la sua creazione: «Popolate la terra e sottomettetela... coltivate la terra e conservatela» (Genesi). Non ci ha autorizzato a distruggerla o a inquinarla, ma ci ha chiesto di preservarla, di farla vivere e viverci, usandola con criterio, a beneficio di tutti e non solo di alcuni.
L’Amazzonia è stata definita «polmone della terra» per l’ossigeno che produce, indispensabile per la maggior parte dei processi vitali, e «santuario della vita», perché è una regione piena di ricchezze naturali, leggende, tradizioni e bellezze.
I vari popoli dell’Amazzonia convivono pacificamente con le loro culture e religioni differenti, preservano ciò che è di tutti e si tramandano le tradizioni antiche come patrimonio biblico.
Ne è un esempio la leggenda della "mandioca" (in italiano manioca), da cui si ricava la farina (granulosa come il miglio triturato) presente tutti i giorni sulla mensa del brasiliano, specie se dell’Amazzonia. Racconta una leggenda che la figlia di un capo-tribù rimase incinta misteriosamente e diede alla luce una bellissima bimba dalla pelle bianca come un giglio. Fu chiamata Mani. Tutti l’amavano e l’ammiravano per la sua bellezza. Ma all’età di tre anni fu colpita da un male misterioso e morì, senza che il "pagé" (stregone) riuscisse a curarla. Il corpicino fu sepolto nell’orto di casa e la mamma e gli altri indios andavano a versare lacrime sulla sua tomba. Dopo vari giorni sull’umile sepoltura spuntò una pianticella sconosciuta a tutti. La gente, incuriosita, ne estrasse la radice, una specie di tubero che aveva la polpa bianca come il corpo di Mani. Per questo la nuova pianta venne chiamata "mandioca", che significa "corpo di Mani".
È necessario che tutti noi preserviamo le culture dei popoli per evitare che diventino semplice oggetto di ricerche archeologiche. Preghiamo con la preghiera della campagna della fraternità:
«Signore, suscita in noi il rispetto e l’ammirazione per l’opera che la tua mano ha affidato alla nostra responsabilità. Che l’Amazzonia, culla che accoglie tante vite, sia pure la terra della distribuzione fraterna, patria del rispetto dei popoli e delle culture, casa di molti fratelli e sorelle. Il Vangelo della vita, luce e grazia per il mondo, indichi il cammino della giustizia e della pace per i popoli dell’Amazzonia e del Brasile».