BISSAU, A BUON PUNTO LA CLINICA BOR   DALLA GUINEA BISSAU, P. BATTISTI   MISSIONE AMICIZIA

Un grazie da padre Ermanno!

P. ERMANNO BATTISTI, Missionario in Guinea Bissau.

Bissau, Gennaio 2007

Carissimi amici,
qualcuno, nei giorni passati, mi ha chiesto se, nonostante la miseria, le malattie, le privazioni, le malinconie di tutti i tipi che ogni giorno mettono uno alla prova in questo Paese, io non sono ancora arrivato allo scoraggiamento. Francamente non ci avevo mai pensato! La situazione, a dir poco, così… precaria della Guinea-Bissau non mi è sfuggita, ma non mi ha mai scoraggiato e non sono rimasto a guardarla come qualcosa di inevitabile a cui uno deve mestamente rassegnarsi e basta. Ho cercato di darmi da fare per contribuire a migliorarla e, francamente, con la vostra intelligente generosa collaborazione, con l’aiuto di Dio e di persone brave e care di qui, che abbelliscono e rallegrano la vita e fanno amare questa terra, tutti insieme siamo riusciti a far sorgere cose valide e grandi. Basta pensare, prima ancora che alla
«Clinica Bor», ai più di trecento giovani che abbiamo finora avviato agli studi superiori e universitari, all’inizio in Italia e poi, in questi ultimi anni, qui in Guinea-Bissau e nel vicino Senegal. Ormai i laureati e i diplomati sono molti e non pochi stanno già tornando nella loro patria. Noi qui continuiamo a credere nella validità di questo progetto, perché, nonostante le molte difficoltà e qualche delusione, fornirà (e già fornisce) alla Guinea-Bissau un alto numero di quadri di valore, soprattutto medici, economisti o formatori di insegnanti, indispensabili per il suo sviluppo ordinato e sostenibile.
La «Clinica Bor», a sentire quello che dicono coloro che l’hanno vista, è un’opera ammirevole. Non funziona ancora a pieno ritmo, ma solo in parte. Quando sarà arrivato il pediatra, dottor Augusto Bidonga, i bambini ammalati potranno essere internati. Per intanto un bravo medico, aiutato da altri due, visita ogni giorno gli ammalati e prescrive le medicine. I bambini di famiglie particolarmente povere le ricevono gratis. Questo lo possiamo fare perché ci siete voi che, soprattutto per mezzo delle adozioni di bambini ammalati poveri della «Clinica Bor», ci permettete di venire incontro alle necessità di questi angioletti così fragili. Assieme ai bambini vengono spesso anche adulti.
Vi penso e vi saluto con profonda riconoscenza, uno per uno, e mi scuso con voi se non ce la faccio a scrivervi più spesso. Il lavoro è senza fine, ma per fortuna ho ancora solo… settant’anni, con una salute buona e con la certezza che Dio e voi mi accompagnate.

P. Ermanno Battisti