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15 agosto 2005
Assunzione della Beata Vergine Maria
Ap 11,19°. 12,1-6a .10ab 1Cor 15,20-26 Lc 1,39-56

VIVERE IL VANGELO

Le letture oggi sono veramente originali. La prima è tratta dall’Apocalisse – un libro pieno di fantasie, che presenta grandi verità, rivestite, secondo l’uso del tempo, con avvenimenti straordinari, per aiutare la memoria: una donna che sta per dare alla luce il figlio, un drago che cerca di prendere il bambino per annullarlo, la grande potenza divina che salva la donna e il bambino, che è destinato a portare salvezza al mondo.

Non è difficile dare un nome ai singoli personaggi: la Chiesa, Maria, Cristo Gesù, il demonio, la provvidenza divina che regge tutto e di tutto fa unità: l’unità del Dio che vuole bene a tutti e quindi vuole tutti chiamare a sé.

S.Paolo parla come sempre della volontà divina di donare salvezza attraverso Cristo Gesù, primizia dei risorti, attraverso Cristo Gesù che risorge per indicare la strada.

Il nostro tempo, lo sappiamo, è alla fine di tutti i tempi, quando finirà questa vita terrena, non la nostra singola, ma la vita di tutti: allora risorgeremo; allora prenderemo nuovamente il nostro corpo, glorificato, senza difetti, senza le situazioni difficili: fuori del tempo, nell’eternità.

Paolo non parla di Maria, ma è evidente che Maria è colei che subito, terminata la sua missione, viene glorificata in modo completo.

Ognuno di noi sarà glorificato secondo i suoi meriti, quando sarà chiamato da Dio, ma non in modo completo, perché mancherà ancora il corpo. Di Maria invece subito è stato glorificato anche il corpo: quel corpo di cui lei ha detto: "Sia tutto di Dio"; quel corpo che è servito al Padre per mandare in modo naturale Gesù Cristo sulla terra; quel corpo che stava per morire sotto la croce.

E’ lei che noi oggi vogliamo gloriosamente festeggiare.

E poi la pagina di vangelo che ci riporta indietro, al tempo in cui Maria ha incontrato Elisabetta e, ispirata, ha detto: "Mi glorificheranno tutte le genti, non per merito mio, ma perché è Lui che fa grandi quelli che sono piccoli, che annulla quelli che sono grandi, che si serve dell’umiltà di me che sono serva. Ecco, ha glorificato la mia piccolezza, perché io mi metto a sua disposizione e Dio mi utilizza".

Che Dio ci utilizzi per cose piccole o grandi, dipende da Dio, non da noi. Da noi dipende saper dire come ha detto Maria: "Eccomi!". Siamo capaci a fare questo?

Secondo l’insegnamento dei grandi Padri della Chiesa, Dio ha seminato il bene dappertutto. Giustino – maestro, filosofo e martire dei primi anni della Chiesa, nella sua seconda Apologia rivolta ai grandi di Roma perché finissero le persecuzioni dice che il bene di Dio è stato seminato ovunque, lo chiama il verbo spermatico - la parola diventata seme e disseminata ovunque. Ogni tanto esce fuori qualche grande –Giustino nomina Platone, Socrate, i grandi patriarchi dell’antichità – che pur non sapendo di essere irrorati dal seme divino dicono cose belle. Ma accanto a questi grandi, vi sono poi tutti i padri di famiglia, tutte le mamme, tutti i figli obbedienti, tutti coloro che fanno bene il loro lavoro spinti dall’interno da questo seme divino. A un certo momento il seme divino si fa vedere: da Maria il seme che ovunque c’è si fa vedere splendido fiore: è Gesù Cristo.

Questo terreno perfetto ha fatto sì che il seme divino, la Parola silenziosa che invitava a fare il bene dall’interno, la coscienza umana, l’ispirazione divina, a un certo punto diventasse Parola chiara. E adesso Gesù Cristo ci chiama esplicitamente, dicendoci con chiarezza: "Vieni ho bisogno di te" e lo dice a ciascuno di noi; lo ha detto nella sua predicazione e continua a dircelo.

Bisogna essere personaggi importanti? No! Maria è stata glorificata proprio perché non si credeva importante.

Vi racconto un apologo che sembra andar bene per questi nostri tempi.

Un papa (naturalmente di fantasia) era triste perché quando appariva in pubblico nelle cerimonie importanti o nelle liturgie solenni era applaudito, mentre quando scriveva qualcosa di importante e di profondo non era ascoltato e tutti lo criticavano. Non riusciva più a comprendere il mondo, per cui decide di abbandonare la sua sede per andare tra la gente a cercare di capire quello che stava succedendo, perché Gesù Cristo sembrava non più conosciuto. Colpivano solo gli aspetti esteriori, le belle parole, ma non le azioni da fare, gli impegni da prendere, la serietà e la fedeltà della vita cristiana. Decide così di girare il modo per scoprire se c’era ancora qualcosa di bello. Saluta i cardinali; raccomanda loro di continuare a fare quello che avevano sempre fatto e di fare in modo che nessuno si accorgesse dell’assenza del papa. Nel nascondimento parte e comincia il suo viaggio per le grandi capitali di Europa. Giunge a Parigi, dove per vivere decide di trovare un lavoro. Viene assunto da una ditta come autista di taxi e in tale qualità un giorno accompagna a casa una signora con vari pacchi pesanti. Arrivato a destinazione, scende dall’auto per aiutare la signora a portare i pacchi. Quando ritorna verso il taxi, nel cortile di una casa scorge una bambina che da sola gioca a palla, lanciandola contro un muro e cantando una cantilena. Si avvicina e chiede alla bambina se si sentiva triste a giocare da sola. La bambina interrompe il suo gioco e, stupita, risponde "Ma io non solo sola, perché sto giocando sotto gli occhi della Madonna e con lei c’è Gesù che gioca con me e tiene il conto dei miei punteggi!! Signore, impari anche lei a fare il suo mestiere insieme a Gesù!" Quel papa diventato tassista pensa: "Questa è una vera lezione di vangelo. Il vangelo lo leggo nei libri, ma poi lo devo cercare nelle persone. Non sempre si manifesta con chiarezza.

La Madonna che è assunta in cielo ha lasciato il suo ricordo e il suo ricordo è che lei è stata una brava mamma, che lei è stata la cristiana perfetta che ha detto: "Sia fatta la tua volontà", ma non si è limitata a dirlo,lo ha fatto ed è per questo che il Signore se l’è portata con sé.

Tocca a noi! Leggere il vangelo è importante, ma poi è importante sentire che il vangelo deve essere vissuto nella nostra vita di famiglia, nel nostro lavoro, nelle nostre relazioni personali con gli altri, deve essere vissuto anche nei nostri pensieri. Qualche volta siamo sotto la croce insieme a Maria e ci sembra di morire: "…ma perché mio figlio…ma perché i miei parenti…ma perché io devo essere trattato a questo modo!" "Signore, sia fatta la tua volontà".

Mentre viviamo il nostro tempo, abbiamo sempre presente il punto d’arrivo: Maria Assunta in cielo è stata glorificata perché ha saputo dire "Eccomi", ma poi quell’eccomi ha saputo viverlo, ha saputo realizzarlo sotto la croce, insieme ai 12 quando ha aspettato lo Spirito Santo e non sapevano quello che avrebbero dovuto fare, insieme ai 12 quando i 12 predicavano, finchè lei non ha terminato la sua missione.

Anche la nostra missione terminerà e se saremo stati vicini al Signore, se la sua parola sarà diventata la nostra azione, allora il Signore a suo tempo ci glorificherà.

Grazie a Dio di questa certezza, che noi diciamo speranza, non perché forse si realizza, ma perché certamente si realizza.

È la parola del Signore Gesù: se l’accogliamo ci pensa Lui a renderla reale.