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21 dicembre 2008
IV Domenica d’Avvento B
2Sam 7,1-5.8b-12.14a.16 Rm 16,25-27 Lc 1,26-38

LASCIAR ENTRARE IL SIGNORE

Nella pagina di Vangelo di oggi vengono descritti tre momenti. Ve li presento.

Abbiamo da fare con il "mistero".

Questo non lo leggiamo, lo intuiamo. Maria si sente avvolta nel "mistero" di Dio. Entra nel "mistero".

E’ una particolare sensazione che a volte proviamo quando, dovendo prendere decisioni forti, ci sentiamo incapaci ma poi, pian piano, intuiamo, anzi, sappiamo che proprio il Signore vuole questo.

-Sto conducendo una vita comoda e ad un certo punto il Signore mi dice: Basta.

-Sto conducendo una certa vita che ho deciso per emozione, e ad un tratto il Signore mi dice: Non va bene.

-E così altre, altre situazioni. Sentiamo che la volontà di Dio è un’altra. Capiamo che ci vuole l’azione di Dio. I dubbi che si accompagnano a questo momento non devono spaventarci. E’ importante avere dei dubbi. Avere dei dubbi è un incoraggiamento a svegliarsi ed a decidere qualcosa, lasciando e prendendo.

Quando si parte si lascia sempre qualcosa ma davanti a noi c’è qualcosa di nuovo che ci aspetta.

C’è il "mistero, ma c’è una strada da percorrere che ci si apre. Pian piano capiremo sempre di più…

E’ il momento forte in cui dobbiamo ricordarci che, quando siamo certi che Dio vuole qualcosa da noi, ce la farà fare, anzi sarà Lui a farla per noi, se …

Eccomi, sono la serva del Signore.

Ad alcuni la parola "serva" non piace, traducono "ancella", ma Maria ha detto proprio così. La parola greca è "deilos", che significa "schiavo".

"ECCOMI".

Ormai Maria, superati i suoi dubbi, non conta più su di sé. Conta solo su Dio. Ora capite cosa vuol dire "ECCOMI"? Mettersi completamente al servizio di Dio.

Maria è riuscita a farlo perché lei è una "piccola". L’abbiamo detto all’inizio della messa nella preghiera. Dio si serve dei più piccoli, dei più umili, per costruire la sua Chiesa. Quando, pochi giorni dopo l’annuncio dell’angelo, Maria incontrerà la cugina Elisabetta, dirà: Ha guardato al mio essere umile, al mio essere niente.

La parola "umile" deriva da "humus", che significa "terra marcia" nella quale però i semi si sviluppano molto bene, perché in essa il coltivatore ha messo tutto ciò che serve al loro nutrimento.

Maria ha capito che Dio farà tutto, purché lei accetti e si metta completamente nelle sue mani.

E’ un fatto straordinario, questo. Continuo ad applicarlo a noi. Quando Dio ci chiede qualcosa di grande, qualcosa che ci sembra impossibile, se ce la chiede la rende possibile. Ma vuole la nostra incondizionata accettazione. Vuol servirsi di noi per operare con noi.

Vi cito spesso S. Agostino. Ecco cosa ci dice al riguardo:

Dio che ti ha creato senza di te, non ti salva senza di te.

Con Dio puoi fare cose divine; puoi continuare a fare ciò che Dio ha cominciato a fare. Ma devi accettarlo, completamente. Devi accettare di percorrere quella STRADA (quante volte vi presento questa immagine …), quella STRADA che Maria ha accettato di percorrere, quella strada che porta a LUI, LUI che ancora non vediamo ma di cui pian piano sempre più avvertiamo la presenza in noi e con noi, in attesa di vederlo davvero.

Martin Buber , il colto ebreo che voleva aiutare gli altri a percorrere bene la strada che porta a Dio, nel libro Il cammino dell’uomo che vi ho citato, racconta un piccolo episodio che mi sembra estremamente efficace.

In una riunione di maestri rabbini, uno di essi provoca gli altri, chiedendo: Ma Dio, dov’è? Gli altri reagiscono: E’ in cielo, è in terra, è dovunque, è … - No – dice il rabbino. DIO E’ SOLTANTO DOVE LO SI LASCIA ENTRARE.

Ce ne rendiamo conto? Questa frase ci fa pensare. E noi? Riusciamo a svuotarci, a farci "piccoli", ad aprirci per lasciarlo entrare in noi, o, sempre più pieni di noi e delle nostre cose non gli lasciamo spazio, non gli permettiamo di entrare?

Il notissimo Gibran, ha un capitolo che mi sembra completare molto bene questo pensiero.

Ho sognato – egli racconta – di aver incontrato uno straniero per strada. Era scoraggiato e stanco per aver bussato a tante, tante porte, senza mai essere stato accolto. Nessuno gli apriva, nessuno si fidava. – Perché non vieni a casa mia? – gli propone. Lo straniero guarda stupito: Ma ogni giorno busso alla tua porta e tu non mi apri! Era Gesù.

Gesù che sempre ci cerca, ma non con la faccia del Gesù di una volta, con la faccia del "Gesù di oggi", che può essere quella del tuo amico, di tuo marito, di tua moglie, del forestiero, del povero, di chi si vuol aiutare …

E noi? Noi che in questo AVVENTO siamo stati sollecitati a vigilare per incontrare il Signore, abbiamo fatto qualcosa in più?

Nelle prime due pagine del Bollettino di dicembre, che vi ho dato, ho scritto alcune proposte. Sono pagine forse "difficili". Leggetele o rileggetele. Parliamone insieme. Cerchiamo, insieme, di realizzare davvero qualcosa per trasformarci, per aprirci, per diventare più semplici. Per lasciar davvero entrare il Signore nella nostra vita.