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20 giugno 2004
XII Domenica T.O. C

Zc 12,10-11 Gal 3,26-29 Lc 9,18-24

SEGUACI DI CRISTO

Paolo ci dà una bellissima lezione di politica universale "Non c’è più giudeo, greco, uomo, donna, schiavo, libero" , ma non voglio commentarla; ognuno la sappia applicare al giorno d’oggi e a se stesso. D’altra parte, il mondo di Paolo non è poi così lontano dal nostro mondo!

Ho qui il giornale di ieri e da esso traggo qualche situazione di servizio: a Siena sono stati ordinati 4 preti; a Venezia, uno; a Reggio Emilia, tre; a Reggio Calabria, uno; a Udine, tre; a Savona, due; alla Fraternità di San Carlo – non è una diocesi - cinque; a Lodi, tre; a San Marino, uno; da ultimo, è riportato un caso speciale: "professore di agraria sui campi del Signore", si tratta di Luigi, di 79 anni, vedovo, già docente universitario a Salerno, ora è prete, come a significare che qualcosa da fare c’è anche per chi ha più di 70 anni…

Dalla lettura dell’articolo potrebbe a prima vista sembrare che i seguaci di Cristo siano i preti, ma, invece, continuando la lettura del giornale, in un’altra pagina è messo in evidenza come in questi ultimi anni il papa cerchi di trovare degli altri modelli di santità, oltre quelli classici dei preti, delle suore e dei frati: sono due anni che sono stati dichiarati santi Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi, non separatamente, ma insieme perché proprio la loro vita coniugale è stata ‘motivo di santità’. Così come ormai sono numerose le persone sposate che sono state dichiarate sante – una di queste è la Gianna Berretta Molla di cui vi ho già parlato altre volte perché è legata a Quinto – Il papa sta continuando su questa strada, infatti sono in corso altri processi di canonizzazione per coppie di coniugi, tra cui Zelie e Luigi Martin - i genitori di Santa Teresina di Lisieux – e, proprio recentemente, per i coniugi Marcello e Anna Maria Inguscio, vissuti a Catania nella seconda metà del ‘900, quindi a noi molto vicini.

Non so cosa di straordinario abbiano fatto, perché il processo non è ancora compiuto, ma è certo che è nella loro vita ordinaria di coniugi che si leggerà la santità, nel miracolo quotidiano di camminare insieme sulla strada del Signore e non certo nei c.d. ‘miracoli straordinari’ che ogni tanto fanno accorrere la gente .

Parlando dei pagani, Paolo diceva che i pagani cercano le parole, le discussioni – quanto paganesimo c’è oggi nel nostro spirito di servizio, quante discussioni- mentre gli ebrei cercano i miracoli – quanto desiderio di miracoli straordinari anche ai nostri tempi – Sembra che nei processi di canonizzazione vogliano eliminare la ricerca del miracolo; sarebbe proprio auspicabile, perché santi non lo sono perché da morti fanno un miracolo, ma santi lo sono perché in vita hanno fatto il miracolo di seguire Gesù.

"Chi non prende la sua croce per seguirmi, non è mio discepolo".

Nei primi venti anni della storia della Chiesa coloro che seguivano Cristo erano chiamati seguaci, soltanto dopo – basta leggere le prime pagine degli Atti degli Apostoli – hanno preso il nome di cristiani, dal nome stesso di Colui che seguivano "Da quel momento sono stati chiamati cristiani"

Ma, come spesso ho detto, siamo abituati a chiamare cristiani coloro che sono battezzati: non è vero! Cristiani sono quelli che, dopo aver ricevuto il battesimo, si nutrono di Cristo: si nutrono del Cristo sotto le specie eucaristiche e del Cristo attraverso la lettura della Parola. Sì, ci si nutre di Cristo anche attraverso la Sua Parola, ecco perché oltre che l’altare – che con la riforma liturgica ha preso il posto centrale – anche l’ambone dovrebbe essere messo maggiormente in evidenza, anche perché, quando non c’è il prete – e purtroppo verranno ancora i tempi in cui il prete non ci sarà – la gente si deve riunire lo stesso e se non potrà farlo attorno alla mensa eucaristica, lo dovrà fare attorno alla Parola. Tra l’altro è più facile, perché questa Parola ce la portiamo anche in tasca – sul tavolino in chiesa metto sempre delle Bibbie; quando mi accorgo che qualcuno manca, sono contento, perché vuol dire che qualcuno ha capito e se l’è portata a casa. E’ importante, infatti, averla in casa, è importante conoscerla, saper trovare la propria pagina, quella che pare scritta proprio per me: allora la santità è fatta per tutti, perché la santità è seguire Cristo.

Ma conosciamo Cristo?

Quelli che conoscevano gli apostoli, sapevano che Gesù era un uomo straordinario, e gli attribuivano dei fatti straordinari: "Fa i miracoli", oppure "E’ risorto".

Noi lo dobbiamo conoscere attraverso la sua parola: è lui che parla, che ha parlato, che ci ha lasciato persone che ci hanno tramandato la sua parola; è lui che ci continua a parlare personalmente anche oggi, basta dargli il tempo e lo spazio nel silenzio e nel raccoglimento.

S. Gregorio Magno papa in una sua predica dice : "Molti di voi coltivano i legumi e sanno che, dopo averli seminati, bisogna separarli perché facciano radice molto solida. Solo dopo diverranno belli, forti e nutrienti"

Sapete cosa vuol dire fare radice? Io sono bello, forte, nutriente nella mia coscienza se la mia radice è messa, come quella di tutti gli altri, in Cristo Gesù per crescere, per nutrirmi continuamente, perché senza radice abbiamo soltanto delle apparenze.

S.Paolo ci diceva: Rivestitevi di Cristo, ma rivestitevi di Cristo perché le vostre azioni siano anche manifeste in Cristo, perché voi presentiate Gesù Cristo vivo.

Gesù ci dice: Non abbiate paura, io porto la croce – la prevedeva e l’annunciava già, forse non voleva parlare proprio della sua croce di legno, ma sapeva che il supplizio peggiore era la croce per gli schiavi di allora, così prevedeva che in qualche modo anche per lui ci sarebbe stato il supplizio peggiore – anche voi dovete sopportare il supplizio.

Sarà una croce? Sarà un taglio di testa? Sarà una fucilata? Non lo so proprio. Quello che però è sicuro, anzi sicurissimo è la derisione e il disprezzo. Questo lo devo sopportare certamente, perché questa è la strada normale, ma non avere paura perché seguire Cristo non vuol dire cercare la sofferenza, ma godere, gioire, essere insieme, e, quando capita di essere perseguitato - che sia sangue o che sia soltanto opinione, o derisione - seguire la via di Cristo e avere chiara la proprio via, sapere quello che il Signore chiede a me personalmente.

Ognuno di noi ha una strada diversa, ma tutte convergono nell’arrivare al Padre.

"Io sono la via" ha detto Gesù e noi, con le nostre scelte particolari, sempre prese alla luce della parola del Signore, troviamo il modo per seguire Gesù Cristo.

Al tempo di Papa Leone XIII stavano progredendo le missioni e c’era molto personale europeo che andava in Africa ed il papa soleva ricevere gruppi di missionari con alcuni africani perché potessero parlare al papa e, tornando al proprio paese, parlare del papa. Un giorno ha ricevuto un gruppo di missionari dal Congo e tra loro c’era un ragazzino che camminava con le stampelle. Il papa, incuriosito, ha chiesto perché fosse senza un piede. Gli raccontano che il piede gli era stato tagliato da alcuni che lo deridevano perché faceva sempre un lungo viaggio a piedi insieme ai suoi per andare a Messa "Così non camminerai più per andare a Messa" gli aveva detto ridendo! Il papa rimane impressionato, lo compatisce e lo incoraggia per il fatto un atto eroico di cui era stato protagonista e gli dice: "Sei contento di essere senza piede?". Quel bimbo risponde: "Sono contento perché ora non soffro più ed il mio piede l’ho regalato a Gesù".

Siete capaci di regalare a Gesù la vostra parola, le vostre mani, non con un taglio fisico, ma mettendovi a sua a disposizione? E’ quanto ci chiede il Signore, non cambiando mestiere o famiglia o il nostro modo di fare, ma semplicemente continuando a fare il nostro dovere, pensando che Lui al mio posto avrebbe fatto così!

Rivestitevi di Cristo, prendete la vostra croce, prendete la sicurezza della risurrezione che Gesù Cristo ci dà e continuiamo ad operare nutrendoci di lui, della sua parola e seguendo la sua strada.