LA MESSA NON È FINITA!   ZIA OLIVA E LA GLOBALIZZAZIONE   IO, MISSIONARIO CON LA PASSIONE PER IL LEGNO

Zia Oliva mi reputa un parente ben informato sulla situazione delle cose del mondo, ed è ansiosa di sapere, di essere al corrente, di non soffrire complessi di inferiorità quando fa "salotto" con le sue amiche. Ora è angosciata dal desiderio di avere idee chiare sul tema della globalizzazione.

"Cara zia", le ho detto, "si tratta più di un problema che di un tema; le soluzioni variano secondo mille ottiche diverse, seguono l'umore della gente, l'onda psico-politica, l’educazione subita, l’influsso mass mediatico, il fluttuare delle borse, l’indice telematico, i giochi economici...".

"Sono così complicate le cose?", mi obbietta.

"Purtroppo, le rispondo, c'è confusione in giro... Possiamo semplificare!

Quando in estate con le tue colleghe dell'OTL (oasi dei tempo libero) ti concedi una vacanza al fresco sulle Alpi, e trascorri una notte a cavallo tra Italia, Austria e Svizzera, quella notte si può definire globalizzata: il tuo corpo riposa sul crinale di tre culture.

Non ti sei mai trovata in Piazza S. Marco a Venezia, per esempio quando c'è l'acqua alta? Sulle passerelle incroci stormi di turisti giapponesi che scattano foto a destra e a manca: la tua bella faccia e la tua eleganza occidentale potrebbe finire in una mostra fotografica a Tokyo.

Approfitta degli incontri per esercitare le lingue che conosci: il francese, l'inglese, il tedesco..., e mi hai detto che il tuo club ha organizzato anche un corso di lingua cinese!

E quei pesci che occhieggiano sotto le passerelle, cosa credi, che siano fauna ittica della laguna? Ormai la temperatura dell'acqua ha spinto fin qui anche i pesci del basso Mediterraneo! E quelle meduse sono una specie che vive nei mari caraibici: sono arrivate qui rimorchiate da qualche catamarano.

Non c'è più barriera che tenga!

Vieni con me in autobus verso la città.

Al volante c'è una donna, se non ti spaventi. Pensi che solo gli uomini abbiano il privilegio e l'abilità dì portare a spasso la gente?

Viaggiano studenti di tutti colori, più pittoreschi della pubblicità di Benetton. Un senegalese parla italiano fluente con un fiorentino. Una studentessa italiana ripassa lezioni di greco con un nigeriano. Un cinese scambia impressioni sociologiche con un egiziano: e non parlano il robottese! Anzi, puoi sentire espressioni del mondo giovanile che è meglio non mettere per iscritto.

Una signora equadoregna sta sudando per tenere a bada due gemelli, figli di una norvegese sposata con un marinaio genovese.

Un giovanotto singalese chiede gentilmente a qualcuno un biglietto dell'autobus; una voce gli spiega: ‘Vada tranquillo! C’è una sola probabilità su 50 di subire un controllo: se proprio ti capita, la sanzione che devi pagare è niente rispetto al prezzo di 49 biglietti che hai risparmiato!’. Anche questo capita nel villaggio globale, dove sono più i furbi che i santi.

Non ti pare che abbiamo visitato il mondo in una... scodella?

E le offerte che hai appena inviato in Brasile per il progetto ‘Salviamo i bambini di strada’, non sono forse un segno che hai vinto la tentazione del ‘pensiero debole’ e dei ‘sentimenti corti’?

So che una buona fetta dei vostro tempo libero lo dedicate alla lettura della Bibbia , alla discussione e alla preghiera. Quando leggi che ‘Dio è venuto ad abitare in mezzo a noi’, non è forse vero che le nostre case ospitano il Signore del cielo e della terra?

La globalizzazione l'ha inventata Lui.

S. Paolo afferma che noi ‘siamo domestici e familiari di Dio’. Non ti pare che noi facilmente siamo fuori casa? E che da domestici siamo diventati un po’ selvatici?".

P. Luciano Lazzeri