L’ABETE BIANCO RACCONTA

 

Un giovane si recò un giorno da un monaco del deserto e lo interrogò:
- Padre come si costruisce una comunità?
Il monaco gli rispose:
- È come costruire una casa, puoi utilizzare pietre di tutti i generi; quel che conta è il cemento, che tiene insieme le pietre.
Il giovane riprese:
- Ma qual è il cemento della comunità?
L’eremita gli sorrise, si chinò a raccogliere una manciata di sabbia e soggiunse:
- Il cemento è fatto di sabbia e calce, che sono materiali così fragili! Basta un colpo di vento e volano via. Allo stesso modo, nella comunità, quello che ci unisce, il nostro cemento, è fatto di quello che c’è in noi di più fragile e più povero. Possiamo essere uniti perché dipendiamo gli uni dagli altri.

... È così anche per la fraternità della speranza. Quando qualcuno di noi è stanco o non sta bene, allora sentiamo il desiderio di stargli vicino... e così cresce la comunità!

Ho saputo dal Castagno che l’Olmo non sta bene e allora ho voluto scrivere il mio saluto con una preghiera speciale.

Abete Bianco