MISSIONE AMICIZIA   P. CESARE PESCE    DIARIO

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Uno degli ultimi scritti di Don Cesare 

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TRAMONTO: il mio.

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E cosi', tra un' avventura e l'altra, una piu' bella dell'altra,arrivai all'ultima, quella di ieri. E' pomeriggio inoltrato.

L'ho visto gia' centinaia di volte, da quando sono qui in Bangladesh, il sole che cade, che va a nascondersi dietro la catena dell'Himalaia: uno spettacolo quotidiano, ordinario, ma sempre splendido e meraviglioso.

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Ma ieri c'era qualcosa di particolare. Eccomi a Rajarampur, ritto sull' altura della scalinata di questo nuovissimo santuario mariano. Concepito, nato e cresciuto indisturbato

in mezzo a centinaia di mezzelune, dipinte o scolpite sulle decine di moschee del vicinato. Il santuario e' cresciuto al ritmo dei salmi e delle invocazioni del muezzin, al ritmo delle cantilene

mattutine, di ninna nanne esotiche al Babbo Sole, presso i vetusti tempietti Indu', di cui e' disseminata la terra di qui.

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Sto meditando vicino a questo monumento cristiano, eretto a ricordo dell' avvenimento storico piu' grande, piu' importante per l' umanita' intera. Un tesoro impensato in mezzo a capanne di aborigeni, tra gente di scarsa cultura, tra persone quasi emarginate dalla societa', gente per cui Gesu' e' nato piu' di duemila anni fa. Splendida opera di architettura che, appunto perche' splendida, attira, dal buio di questo mondo, l'uomo alla ricerca di un' ora di pace e di felicita'.

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Vedo che i gruppetti di pellegrini e dei curiosi stanno disperdendosi.

" Oh, si' ! ", esclamo a voce alta, ora che sono rimasto solo, libero da tutta quella gente sconosciuta, qui venuta a dare sfogo ai loro sentimenti di dolore, rabbia, odio, amore...

Che gioia! Solo con me stesso, anch' io lasciato un pochino in pace: libero anch'io di vuotare il sacco delle mie emozioni!  Poco prima una studentessa universitaria della Facolta' di Agraria della citta' vicina, con un sorriso angelico, mi ha offerto una rosa, grossa come una dalia, farfugliando:

" I miei due nonni sono morti. Gradiscila, prego, sei tu ora il mio nonno... "

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Tramonto. Il mio. Ottant' anni...passati.

All' interno della chiesa, vi e' quella tenue lucetta della lampada rossa presso il tabernacolo:

niente se paragonata all' enorme massa di fuoco e luce laggiu', lontano, che scende lentamente dietro l' Himalaia fino a scomparire: mi lascia nell' animo una dolce, inesprimibile mestizia, mista ad una soffusa, mistica, delicata gioia.

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Volgo lo sguardo verso l' abside del tempio, debolmente illuminata dalle ultime luci del tramonto...

oh...prodigio...Maria sorride, sorride a me, davvero a me? Meravigliosa avventura!

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p.Cesare Pesce