MISSIONE AMICIZIA   Giubileo del PIME in Bengala   MONS. PAUL TSCHANG IN-NAM

Discorso di accoglienza
P. Francesco Rapacioli

Dinajpur, 15-02-2005

Molto Reverendo Arcivescovo Paolo,
Nunzio Apostolico in Bangladesh,
Molto Reverendi Vescovi,
Sacerdoti, Consacrati
e Carissimi Fratelli e Sorelle,

a tutti voi un cordiale saluto e benvenuto.

Oggi noi missionari del PIME in Bangladesh celebriamo il nostro giubileo. Centocinquanta anni fa i primi missionari arrivarono in Bengala. Nel 1855 quattro missionari Italiani cominciarono la loro presenza a Berhampur, Khrishnagar e Jessore e circa cinquant’anni dopo essi approdarono nel Nord del Bengala.

Attraverso Gabriel Topno, un lebbroso che si era trasferito dall’India a Begunbari, nella missione di Beneedwar, e che si era messo in contattato con loro, i missionari di Milano arrivarono nel Nord. Nel 1902 P. Francesco Rocca visitò Bengunbari e dopo qualche anno i missionari del Seminario Lombardo per le Missioni Estere si trasferirono al Nord del Gange.

In centocinquanta anni circa duecento missionari hanno lavorato in Bengala, e come risultato del loro e del lavoro di tanti altri nel 1927 e nel 1990 furono erette rispettivamente le diocesi di Dinajpur e Rajshahi.

Dopo la sua risurrezione e prima di andare al Padre, Gesù disse ai suoi discepoli: "Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura" (Marco 16, 15). Da quel giorno fino ad oggi molti, secondo questa parola di Gesù, hanno lasciato la propria terra, si sono recati presso altri popoli e in lingue diverse dalla propria hanno annunciato e continuano ad annunciare la buona notizia del Vangelo.

In questo giorno vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno lavorato in questo paese come missionari e inoltre vogliamo pregare per i missionari che si trovano attualmente in Bangladesh, perché anch’essi possano continuare a testimoniare l’amore e la misericordia di Dio verso tutti. Esprimiamo infine la speranza e la preghiera perché anche da questo paese molti possano dare il proprio contributo alla missione universale della Chiesa.

P. Francesco Rapacioli