DEBOLEZZA

DOMENICA

DIALOGO

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"Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci ed esultiamo in esso".
( Salmo 117 (118), 24 )

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Ricordo il giorno in cui, per decreto presidenziale, in Bangladesh, la Domenica venne trasformata in giorno di lavoro. Fu un momento difficile per i cristiani: si trattava di decidere se accettare di trasformare il venerdì in "domenica", oppure riaffermare il significato della Domenica (giorno del Signore), anche a costo di chiedere con forza il riconoscimento del diritto a pregare in quel giorno. Tale diritto venne riconosciuto e fu concesso il tempo misurato per la partecipazione alla Messa.
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Il problema fu, in quei giorni, argomento di conversazione con numerosi amici musulmani. Consideravano la decisione come una mossa politica del "dittatore" di turno, ben coscienti del significato del venerdì (giorno della riunione): il "Corano" infatti non proibisce il lavoro in quel giorno, ma invita semplicemente a partecipare in moschea alla preghiera di mezzogiorno. In questo senso mi dicevano che l’osservanza del venerdì non è come quella del sabato per gli ebrei: per essi infatti è il giorno del riposo.
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La sorpresa si dipingeva sul loro volto, quando dicevo che per i cristiani la domenica è "il giorno del Signore" e non semplicemente "il giorno del sole", come si dice in bengalese, inglese e in altre lingue. Normalmente mi dicevano che non lo sapevano, però mi esprimevano le loro scuse, perché capivano che abolire "il giorno del Signore" è una cosa un po’ grossa per chi pensa di avere il timore di Dio.
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In Italia non c’è stato nessun decreto presidenziale, eppure la domenica si è trasformata in un semplice "giorno del sole", con tante lamentele se piove... E sono pochi quelli che si sentono di chiedere scusa, come facevano quei musulmani in Bangladesh!
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P. Achille Boccia, Pime