MISSIONE SPERANZA

IL COMPAGNO

CASA SAN GIUSEPPE: MISSIONE SPERANZA

ACCORGERSI

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Tutti sappiamo che la speranza quando viene annunciata solo a parole diventa illusione, quando invece diventa un modo di vivere rapporti sempre nuovi con le persone che ci sono accanto allora succede qualcosa di inaudito: la speranza diventa un modo di vivere come «servi per amore». La comunità dei credenti diventa missionaria proprio mentre cerca di diventare vera comunità. La Missione suggerisce questa via della speranza, nel cuore di chi si mette a sua disposizione e ogni giorno si fa attento alla sua Parola.
Tacitamente ci siamo trovati in cammino su questa via della speranza, ognuno con il suo fardello di fatiche e con lo scrigno di vita nuova accolta nei vari paesi dove la Missione ci aveva inviato: Birmania, Hong Kong, Bangladesh, India, Giappone. Approdati alla Casa San Giuseppe non ci siamo trovati soli: altre persone erano in attesa...
Giorno per giorno l’accoglienza è segno di quanto ognuno sia effettivamente alla scuola della Parola. Allo stesso tempo la Parola di Dio ci rimanda alla concretezza del servizio e del rispetto reciproco. In questo cammino non ci sono glorie personali da vantare, ma solo la gioia della Missione. E con gratitudine ci accorgiamo della via che lo Spirito ci ha fatto compiere.
Concretamente tutto questo vuol dire che, alla Casa San Giuseppe, veterani della missione si rimettono in cammino come discepoli della prima ora per poter vivere il Vangelo con quanti chiedono di poter stare un po’ di tempo con noi. C’è il rosario quotidiano alla scuola di Maria, che prepara la celebrazione dell’Eucaristia, aperta a tutti quelli che desiderano partecipare. Ci sono gli incontri biblici quindicinali, il cammino di preghiera settimanale, incontri con persone che desiderano un momento di ritiro, e accoglienza a gruppi che seguono qualche programma diocesano. E c’è anche un sito internet!

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atma-o-jibon.org

UNA PAGINA PER CONDIVIDERE LA GIOIA DELLA MISSIONE

"ATMA O JIBON", sono parole Bengalesi che significano "SPIRITO E VITA". Si riferiscono ad una frase di Gesù riportata nel Vangelo di Giovanni:  

"È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; 
le parole che io vi ho dette sono spirito e sono vita."

(Gv 6, 63)

Con questo titolo nel 1988 era apparso in Bangladesh un bollettino scritto a mano.
P. Giuseppe Cavagna Pime, prima di morire, aveva tanto spinto perché si iniziasse... Così incominciarono questi "esercizi di scrittura"! Chi compilava il bollettino non era altro che un "amanuense" che semplicemente trascriveva quanto riceveva, e così si esercitava nella scrittura Bengalese.
Dalla carta si è passati al computer, e col computer "ATMA O JIBON" entra ora in internet con lo stesso stile e con la stessa proposta: "prova a scrivere, imparerai a leggere!". Leggere la propria vita, la storia, il piano di Dio che tutto conduce con la sua Provvidenza Amica, e imparare a scrivere con la propria vita messaggi di speranza, di pace, di amore, di gioia, di riconoscenza e lode a Dio.  
ATMA O JIBON internet è al terzo anno, con una media di 4500 visite al mese. L’aggiornamento quotidiano del sito è curato da una giovane volontaria, Elena, che fin dall’inizio si è dedicata con passione e generosità alla missione di far conoscere Gesù. La sua testimonianza è una proposta di impegno missionario concreto al mondo dei giovani.
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MAMME MISSIONARIE

Quando i miei genitori erano venuti a trovarmi in Bangladesh, mia mamma un giorno mi disse che avrebbe desiderato tanto rimanere in missione con me... Ora posso dire che il suo sogno si è realizzato, anche se non siamo in Bangladesh. Dal dicembre del 2000 mia mamma è qui con me a Genova, ed io condivido la missione che lei sta vivendo nei "territori avvolti dalla nube della non conoscenza". Credo che gli unici momenti un po’ lucidi per lei siano quelli dell’affetto e della preghiera. Lucidità che si legge nei suoi occhi e nella serenità del suo sorriso: è questa la sua missione e il suo dono a tutti quelli che la vengono a trovare e ad aiutare.
Altre volte si è parlato su queste pagine di mamme missionarie e non è soltanto un modo per esprimere riconoscenza a tutte le mamme dei missionari: la missione, prima di essere opera, è frutto dello Spirito. Occorre quindi riscoprire l’aspetto materno della missione, coltivando quegli atteggiamenti – affetto e preghiera - che dipingono sul volto quel sorriso che accoglie, incoraggia e riaccende la vita!
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P. Achille Boccia