PIERRE TEILHARD DE CHARDIN
LA MESSA SUL MONDO

Queriniana

L’Offerta 

Il Fuoco al di sopra del Mondo

Il fuoco nel Mondo

Comunione 

Preghiera

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Comunione

Se il Fuoco è disceso nel cuore del Mondo, è finalmente per impadronirsi di me ed assorbirmi. Non basta, pertanto, che io lo contempli e che, con una fede costante, intensifichi senza posa attorno a me il suo ardore. Dopo aver cooperato con tutte le mie forze alla Consacrazione che lo fa divampare, debbo infine acconsentire alla Comunione che gli offrirà, nella mia persona, l'alimento che egli è venuto finalmente a cercare.

Mi prostro, o Signore, dinanzi alla tua Presenza nell'Universo diventato ardente e, sotto le sembianze di tutto ciò che incontrerò, e di tutto ciò che mi accadrà, e di tutto ciò che realizzerò in questo giorno, io Ti desidero e Ti attendo.

È una cosa terribile essere nati, trovarsi cioè irrevocabilmente portati via, nostro malgrado, da un torrente d'energia formidabile che, sembra. voler distruggere tutto ciò che trascina con sé.

O Signore, voglio che, con un capovolgimento di forze di cui solo Tu puoi essere l'autore, lo spavento che mi coglie di fronte alle innominate alterazioni che si preparano a rinnovare il mio essere si muti in una gioia esuberante di essere trasformato in Te.

Anzitutto; senza esitare, stenderò la mano verso il pane ardente che mi presenti. In questo pane, in cui hai racchiuso il germe di ogni sviluppo, riconosco il principio ed il segreto dell'avvenire che Tu mi riservi. So che accettarlo significa abbandonarmi alle potenze che mi strapperanno dolorosamente a me stesso per spingermi verso il pericolo, verso la fatica, verso il rinnovamento continuo delle idee, verso l'austera rinunzia agli affetti. Mangiarlo significa contrarre per ciò che è, in tutto al di sopra di tutto, un gusto ed un'affinità che d'ora innanzi,mi renderanno insipide le soddisfazioni che riscaldavano la mia vita. O Signore Gesù, accetto di essere posseduto da Te e guidato dall'inesprimibile potenza del tuo Corpo al quale sarò legato, verso vette deserte ove, solo, non avrei mai osato salire. Come ad ogni uomo, anche a me piacerebbe, istintivamente, piantare quaggiù la mia tenda su un monte eletto. Come tutti i miei fratelli, ho anche paura dell'avvenire troppo misterioso verso il quale mi spinge la durata. E poi, ansioso con loro, io mi chiedo dove vada la vita... Possa questa Comunione del pane con il Cristo ammantato dalle potenze che dilatano il Mondo liberarmi dalla mia timidezza e dalla mia indolenza! O Signore, sulla tua parola, mi precipito nel turbine delle lotte e delle energie in cui si svilupperà in me la capacità di cogliere e di sperimentare la tua Santa Presenza. A colui che amerà appassionatamente Gesù nascosto nelle forze che fanno crescere la Terra, la Terra, sollevandolo maternamente tra le sue gigantesche braccia, farà contemplare il volto di Dio.

Se il tuo regno, o Signore, fosse di questo Mondo, per possederti sarebbe sufficiente affidarci alle potenze che ci fanno soffrire e morire perché ci sviluppano in modo palpabile, noi o ciò che ci è più caro di noi. Ma, poiché il Termine verso il quale si muove la Terra si trova oltre non soltanto ogni cosa individuale bensì l'insieme delle cose, - poiché l'impresa del Mondo consiste non già nel generare in sé una qualche Realtà suprema, bensì nel compiersi per unione con un Ente preesistente, ne risulta che, per accedere al Centro ardente dell'Universo, non basta che l'Uomo viva sempre di pì per se stesso, nemmeno che sacrifichi la sua vita per una causa terrestre, per quanto nobile sia. Il Mondo non può finalmente giungere a Te, o Signore, che mediante una sorta d'inversione, di capovolgimento, di ex-centrazione, in cui s'inabissa per un tempo non solo la riuscita individuale ma la stessa apparenza di un qualsiasi vantaggio umano. Affinché il mio essere sia per sempre annesso al Tuo, deve morire in me non solo la monade ma il Mondo: debbo cioè superare la fase straziante di una diminuzione che nulla di tangibile potrà mai compensare. Ecco perché, raccogliendo nel calice l'amarezza di tutte le separazioni, di tutte le limitazioni, di tutti i decadimenti sterili, Tu ce lo porgi: «Bevetelo tutti».

Come potrei rifiutare questo calice, o Signore, adesso che, con il pane che mi hai fatto gustare, è penetrata sin nel midollo del mio essere la passione inestinguibile di raggiungerTi, oltre la Vita, attraverso la morte? Poco fa, la Consacrazione del Mondo sarebbe rimasta incompiuta se Tu non avessi animato con predilezione per i credenti le forze che uccidono dopo quelle che vivificano. La mia Comunione sarebbe ora incompleta (semplicemente non sarebbe cristiana), se, assieme agli accrescimenti che questo nuovo giorno mi porta, io non accettassi, a nome mio ed a nome del Mondo, come la più diretta partecipazione al tuo Essere, il processo, occulto o manifesto, d'indebolimento, d'invecchiamento e di morte che mina senza posa l'Universo, per la sua salvezza o per la sua condanna. O Signore, io mi abbandono perdutamente alle temibili azioni dissolventi per cui, oggi (voglio ciecamente crederlo), la tua divina Presenza si sostituirà alla mia ristretta personalità. Su colui che avrà amato appassionatamente Gesù nascosto nelle forze che fanno morir la Terra, la Terra, venendo meno, chiuderà le sue gigantesche braccia; e, con essa, egli si risveglierà nel seno di Dio.