UNA STRADA NUOVA…

"E tu, sai seguire una strada nuova, per scoprire, lungo il cammino, la bellezza della meta?"...

Il Gufo nei suoi pensieri notturni disse:

All'uscita del paese, si dividevano tre strade:
una andava verso il mare,
la seconda verso la città, e la terza non andava in nessun posto!
Martino lo sapeva, perché lo aveva chiesto un po' a tutti
e, da tutti, aveva ricevuto la stessa risposta:
"Quella strada, lì? Non va, in nessun posto! È inutile, camminarci!".
"E, fin dove, arriva?". "Non arriva, da nessuna parte!".
"Ma, allora, perché l'hanno fatta?".
"Non l'ha fatta nessuno: è sempre stata lì!".
"Ma nessuno è mai andato, a vedere?".
"Sei una bella testa dura: se ti diciamo, che non c'è niente, da vedere...".
"Non potete saperlo, se non ci siete mai stati!".
Era così ostinato, che cominciarono a chiamarlo "Martino-Testadura",
ma lui non se la prendeva, e continuava a pensare alla strada,
che non andava in nessun posto...
Quando fu abbastanza grande, una mattina, si alzò per tempo,
uscì dal paese e, senza esitare, imboccò la strada misteriosa,
e andò sempre avanti!
Il fondo era pieno di buche e di erbacce e, ben presto, cominciarono i boschi...
Cammina, cammina, la strada non finiva mai:
a Martino dolevano i piedi,
e già cominciava a pensare, che avrebbe fatto bene a tornarsene indietro,
quando vide un cane!
Il cane gli corse incontro, scodinzolando, e gli leccò le mani:
poi, si avviò lungo la strada e, ad ogni passo, si voltava,
per controllare se Martino lo seguiva ancora.
 Finalmente, il bosco cominciò a diradarsi,
e la strada terminò, sulla soglia di un grande cancello di ferro.
Attraverso le sbarre, Martino vide un castello
e, a un balcone, una bellissima signora, che salutava con la mano...
Spinse il cancello, attraversò il parco e, sulla porta, trovò la bellissima signora!
Era bella, vestita come una principessa e, in più, era allegra, e rideva:
 "Allora, non ci hai creduto!". "A che cosa?".
"Alla storia della strada, che non andava da nessuna parte!".
"Era troppo stupida e, secondo me, ci sono più posti, che strade!".
"Certo, basta aver voglia di muoversi... Ora, vieni: ti farò vedere il castello!".
C'erano più di cento saloni, zeppi di tesori...
C'erano diamanti, pietre preziose, oro, argento
e, ad ogni momento, la bella signora diceva:
"Prendi, prendi quello che vuoi... Ti presterò un carretto, per portare il peso!".
Martino non si fece pregare, e ripartì, col carretto pieno...
In paese, dove l'avevano già dato per morto, Martino fu accolto, con grande sorpresa!
Scaricato il tesoro, il carro ripartì!
Martino fece tanti regali a tutti, e dovette raccontare, cento volte, la sua storia...
 Ogni volta che finiva, qualcuno correva a casa, a prendere cavallo e carretto,
e si precipitava giù, per la strada, che non andava da nessuna parte!
Ma, quella sera stessa, tornarono, uno dopo l'altro,
con la faccia lunga, per il dispetto:
la strada, per loro, finiva in mezzo al bosco, in un mare di spine...
Non c'era, né cancello, né castello, né bella signora!
Perché certi tesori esistono soltanto,
per chi batte, per primo, una strada nuova...

"Nella vita, certi tesori esistono soltanto,
per chi batte, per primo, una strada nuova...".