VIRTÙ APOSTOLICHE  
Lettere ai missionari
Beato P. Paolo Manna

L'ISTITUTO DIPENDE DALLA CONGREGAZIONE DI PROPAGANDA FIDE

«Offro la Messa per voi perché vi facciate santi»

Lettera circolare n. 7

Milano, 6 Gennaio 1927

Amatissimi Confratelli,

1. Nella sua ineffabile bontà il Signore ci fa vedere la luce di un nuovo anno, ed io che vi ho tutti nel cuore, non posso non augurarvelo felice e ricco di grazie, di pace e di misericordie per voi e per tutte le anime alle quali il Signore vi ha donati. La prima S. Messa celebrata in quest'anno fu offerta per convalidare e rendere efficaci questi miei voti per voi, ed ho grande fiducia che fi Signore li abbia accettato ed esauditi. Accesi di vivissima fede nella santità della nostra sublime vocazione e interamente appoggiati alle infallibili promesse del nostro Divin Maestro Gesù, del quale abbiamo l'invidiabile privilegio di continuare la Missione, andiamo avanti nel nostro lavoro e l'anno, in cui siamo entrati, segni nuove ascensioni di santità per noi e nuovi progressi per l'Opera che Dio ci ha affidata.

2. Seguo sempre con grande interesse le vostre apostoliche fatiche, e ringrazio il Signore che vi concede tanto ardore di zelo, tanta incrollabile perseveranza nell'arduo quotidiano lavoro, pur condotto fra si gravi difficoltà e privazioni. Ma il Signore benedice visibilmente i vostri sacrifici, ai quali sono degno premio quaggiù i confortanti frutti spirituali raccolti ed in cielo l'immensa somma di meriti che tante fatiche vi vanno accumulando. L'esame dei Resoconti che mi sono pervenuti mi ha grandemente confortato, e mi compiaccio con tutti voi per aver potuto offrire ai piedi di Nostro Signore cosi bei manipoli di anime. lo e tutti i Confratelli di qui santamente vi invidiamo e ci lusinghiamo di aver pur noi una piccola parte a tanto vostro merito.

Questo mio compiacimento per il lavoro apostolico dei nostri Missionari è tanto più profondo e sentito, in quanto ho avuto la gioia di vederlo condiviso dagli alti Personaggi che la S. Sede ha inviato recentemente a rappresentarla nei paesi nei quali voi lavorate. Tanto S.E. Mons. Alessio Lépicier, ultimo Visitatore delle Missioni dell'India, come S.E. Mons. Costantini, Delegato Apostolico per la Cina, si sono espressi con me in termini lusinghieri sul lavoro che i nostri fanno nelle Missioni. Ne vada a Dio tutta la lode ed il ringraziamento; ma è bene che anche noi ne godiamo, perché l'approvazione di questi autorevoli Rappresentanti della S. Chiesa è una manifestazione dell'approvazione di Dio che noi solamente dobbiamo desiderare.

Guardiamo con fiducia all'avvenire della Cina

3. Lo stato di irrequietezza in cui si agita la Cina, le guerre dalle quali è continuamente lacerata, l'ostilità verso gli stranieri e le Missioni, ci fanno stare in grande trepidazione per i nostri dilettissimi Missionari che lavorano in questo paese, in danno dei quali tanti vandalismi furono già perpetrati. Adoriamo i disegni di Dio! Non c'è dubbio che quanto si va ora svolgendo in Cina risponde ad un piano di Provvidenza i cui sviluppi a noi non è dato chiaramente vedere. Una sola cosa sappiamo di certo, ed è che quanto accade è voluto o permesso da Dio, il Quale, per vie a noi il più delle volte nascoste, tutto infallibilmente indirizza alla Sua gloria e per il bene degli eletti. Guardiamo con piena fiducia all'avvenire della Cina: non sarà oggi né domani, ma Gesù Cristo vi deve regnare, e beati se allo stabilimento di questo Regno avremo anche noi cooperato con i nostri sacrifici, con l'immolazione della nostra vita. Noi non cessiamo di pregare il Signore per il ristabilimento della pace e dell'ordine, perché protegga i nostri Missionari e le loro cristianità, e perché, nonostante gli incagli e le difficoltà, la fede sempre più si propaghi in questo grande Paese, che è il più bel campo di apostolato della Chiesa. A questo intento in questi giorni ho ordinato una novena di preghiere in tutte le nostre Case.

4. E parlando della Cina, a voi tutti è noto come il campo di lavoro dalla S. Chiesa affidatoci in questo Paese si sia, lo scorso anno, considerevolmente ampliato, in seguito all'unione dei due Istituti di Milano e di Roma. Mentre scrivo, una bella schiera di nostri Missionari è in viaggio per raggiungere Hanchung-fu, a nuovo Vicariato assegnatoci. Accompagna i Missionari il P. Gerardo Brambilla, nostro Procuratore Generale, il quale è stato mandato, con missione straordinaria, in qualità di Visitatore e Superiore religioso.

Mi è caro, scrivendo questa lettera, mandare anche pubblicamente al P. Desiderio Vicario, Amministratore Apostolico, al Re.mo P. Brambilla ed a tutti i Missionari di questa nuova Missione, il mio saluto paterno e cordiale, accompagnato dai voti più ferventi perché i valorosi e zelanti Padri che da anni lavorano nel Vicariato e quelli che ora giungono a rinforzarne le file, si fondano subito in un'unica famiglia, per proseguire compatti e con nuovo ardore nel lavoro di spirituale conquista dai predecessori già si felicemente avviato. Il sangue del venerato Martire Crescitelli, le preghiere del santo Vescovo Passerini e di tanti altri gloriosi apostoli di questa bella Missione, ottengano questa grazia, che oggi e sempre i carissimi Padri che lavorano nello Shensi siano «un cuor solo e un'anima sola» (At 4,32), infiammati da un unico proposito: santificarsi e salvare molte anime. Tanto dobbiamo per la nostra vocazione, tanto si aspettano il S. Padre e la S. Congregazione di Propaganda, tanto dobbiamo per compiacere il Cuore SS. di Gesù.

5. E mi piace segnalare un altro avvenimento che nell'anno appena trascorso ha tanto allietato la nostra importantissima Missione di Hong Kong: voglio dire la consacrazione di S.E. Valtorta che è tanto degnamente successo all'indimenticabile Mons. Pozzoni di s.m. Il grandioso plebiscito di venerazione, di stima ed esultanza che ha accompagnato questa successione dice in quanta considerazione sia tenuta nell'Isola cosmopolita ed in tutta la Missione la venerata persona di Mons. Valtorta e l'opera zelante, multiforme, infaticabile che vi svolgono i nostri Missionari. Abbiamo reso vive grazie a Dio anche di questa manifestazione, e mentre auguriamo al novello Vescovo di poter attuare quanto il suo cuore di apostolo va programmando per una più vasta opera di propaganda, lo assicuriamo che l'Istituto sarà sempre al suo fianco per assisterlo nella misura del possibile, in tutte le sue sante iniziative di bene.

Vescovi cinesi a Milano

6. Con gentile pensiero, di cui Gli siamo riconoscentissimi, S.E. Mons. Costantini volle che i sei nuovi Vescovi Cinesi, dopo la solenne consacrazione per le mani del S. Padre in S. Pietro e le gloriose giornate di Roma, passassero a Milano per una visita di omaggio al nostro Istituto, come quello che tanto ha lavorato e lavora per la conversione della Cina. Quello che l'Istituto, così onorato, fece in questa circostanza per rendere gradita agli Ecc.mi Ospiti la nuova ospitalità, lo avrete letto su Le Missioni Cattoliche. Quello che può interessarvi di più è il sapere come Mons. Delegato fa sperare che forse, fra non molto, anche nel cuore dei nostri Vicariati del Honan sarà eretta una Missione affidata al Clero indigeno da noi formato. Ce ne rallegriamo perché così ci si offre una nuova occasione di poter anche noi contribuire all'attuazione dei piani della S. Sede, e più ancora perché la creazione di una Missione indigena in territorio finora evangelizzato da noi è indice del buon lavoro compiuto e naturale coronamento dell'opera di un Istituto di Missioni Estere.

7. Ed ora eccomi a darvi qualche sommaria notizia dei principali sviluppi che la nostra opera ha avuto in Italia nell'anno scorso.

Il fatto più saliente che ha dato alla nostra famiglia missionaria, quale oggi è costituita, un carattere di maggior importanza e nobiltà è stato la fusione dei due istituti di Milano e di Roma in un unico e più grande Pontificio Istituto di Missioni Estere. Oramai il nostro Istituto, con il suo centro principale a Milano, con la sua degna sede di Roma, con i suoi Seminari sparsi nelle varie regioni, è divenuto la più grande Società di Missionari d'Italia, non solo, ma ha acquistato una nuova e superiore personalità per il titolo di Pontificio, con il quale il S. Padre ha voluto onorarlo.

Quando lo scorso maggio il S. Padre mi comunicava personalmente il suo disegno di questa unione, mi diceva: «Nel decider questa fusione dei due Istituti abbiamo guardato in Alto e Ci siamo ispirati ai più grandi interessi di Dio e delle anime». A questi eterni interessi di Dio e delle anime dobbiamo ispirarci anche noi nel considerare ed apprezzare il grande fatto compiuto, tutti quanti siamo delle due famiglie di ieri e dell'unica e sola famiglia d'oggi. La S. Sede ci ha fatto oggetto di sue delicate premure, ci ha onorato di particolare fiducia: a queste premure, a questa fiducia dobbiamo tutti generosamente rispondere, sacrificando, ove ne avessimo, ogni personale veduta, fondendoci nei sentimenti nei propositi in un'unica forte compagine per essere, come il Papa ci vuole, i suoi Missionari, per essere più validi strumenti neri mani di Dio per lo stabilimento del Suo santo Regno sulla terra.

Mi è intanto di grande conforto il poter constatare lo spirito veramente ammirevole con il quale da tutti sono state accolte e realizzate le pontificie disposizioni, e mi è caro qui fame pubblica attestazione.

L'Istituto è diventato Ente morale nazionale

8. Ma non è tutto qui il bene che la S. Sede ci ha, lo scorso anno, dimostrato. Mentre si elevava e mobilitava così l'Istituto dinanzi alla Chiesa, la S. Congregazione di Propaganda pensava altresì di ottenergli dal Governo d'Italia la personalità giuridica; ed oggi l'Istituto è eretto in Ente morale autonomo e gode di tutti i vantaggi relativi. Il regio Decreto che riconosce l'Istituto come Ente morale e ne approva lo Statuto presentato dalla S. Congregazione, è del 26 agosto u.s.

Potrà interessare conoscere come lo Statuto cui qui si allude, formulato dalla stessa S. Congregazione ed accettato ed approvato dal Governo, stabilisce, tra le altre cose, che l'Istituto è fondato dalla Propaganda, dipende in tutto da essa e partecipa di tutti i diritti e privilegi di cui godono gli altri Istituti Missionari della stessa S. Congregazione. L'Istituto è dichiarato Nazionale, e qualora, per qualsiasi motivo, perdesse la sua personalità giuridica, la S. Congregazione di Propaganda succederà immediatamente nella proprietà dei beni che l'Istituto si trovasse allora possedere.

Come si vede la pratica per la nostra erezione in Ente morale è stata promossa e trattata direttamente e con ogni garanzia dalla S. Congregazione, della quale l'Istituto appare come una emanazione, e non v'ha dubbio che l'opera nostra, anche per questo riguardo, avrà a riportare considerevoli vantaggi.

9. Con questa nuova e confortevole sistemazione di cose, l'Istituto si mette sulla via di un sempre maggior sviluppo, e già all'attivo dello scorso anno mi è dato potervi segnalare alcuni buoni passi in avanti.

Nella mia lettera del gennaio 1926 vi notificavo che i nostri alunni di Teologia e Filosofia erano 115 e 140 quelli di Ginnasio; cioè un totale di 255 giovani. Oggi, dopo un anno, abbiamo un totale di 336 Alunni, dei quali 69 in Teologia, 62 in Filosofia e 205 in Ginnasio. Se si considera che, dagli alunni dello scorso anno, bisogna togliere i Missionari ultimamente partiti ed alcuni venuti meno per altre cause, si ha il confortante aumento di circa cento nuovi aspiranti entrati nel corso dell'anno, dei quali una ventina appartenenti all'ex Pont. Seminario di Roma.

I Seminari dell’Istituto in Italia

10. Nella Casa di Milano è stata sistemata la Comunità dei Fratelli i quali hanno ora tutto un ordinamento a sé, e sono guidati e formati da un Missionario a ciò espressamente deputato. Questa Comunità conta già una ventina di membri che promettono assai, ma bisogna darci il tempo di formarli bene, prima di inviarli nelle Missioni. Intanto essendo il loro numero ancora molto limitato, la maggior parte sono impiegati nella nostra Tipografia, e voi potete già vederne la perizia dalle nostre pubblicazioni che escono tutte dal nostro piccolo stabilimento.

E’ nostra intenzione dare molto maggiore incremento a questa istituzione dei Fratelli ed addestrarli anche in altre arti utili nelle Missioni: ma siamo angustiati dalla ristrettezza della Casa che non consente, così come stiamo, una più larga accettazione di aspiranti.

11. A Monza è stata ultimata l'ala di fabbricato, cui accennai nella lettera dello scorso anno, e se ne fece la solenne inaugurazione nel mese di giugno. Con il compimento di questa costruzione è completato il piano di ampliamento di questa importante casa dell'Istituto, che oggi ospita comodamente, nelle due ali di destra e sinistra, in locali ben distinti, gli alunni di Filosofia e il Noviziato, mentre il fabbricato centrale, l'antica villa, è riservata ai Superiori e Professori.

Parimenti completati sono i lavori di ampliamento della casa di Ducenta, anch'essi solennemente inaugurati con l'intervento di Vescovi ed Autorità. Le tre nuove amplissime Camerate, lunghe complessivamente 54 m, la nuova Cappella, il Salone di ricreazione, il refettorio ed altre aggiunte hanno considerevolmente aumentato la capacità di questa Casa che oggi ospita una sessantina di alunni.

A Treviso abbiamo ora un'amplissima Casa, l'ex Collegio Pio X, della quale siamo entrati in possesso nello scorso settembre. La Casa contiene già in questo primo anno 64 alunni, compresi tutti i nuovi aspiranti di prima ginnasiale di quest'anno, per i quali non c'era più posto nella Casa di S. Ilario, che è affatto al completo con i suoi 70 giovani.

Aspetta ancora una migliore sistemazione la Casa di Carraia (Lucca) per gli aspiranti dell'Italia centrale e si sta provvedendo anche a questo. La Casa di Carraia ha ora una dozzina di alunni.

Nella Casa di Roma abbiamo mandato un primo piccolo gruppo di studenti di Teologia e Filosofia, che frequentano i corsi dell'Università di Propaganda, e ci proponiamo, di anno in anno, di accrescerne A numero.

A Gaeta infine, in luogo ameno e solitario, l'Istituto possiede un'altra Casa con un insigne Santuario, già appartenenti al Seminario di Roma. La casa, nella quale ora manteniamo due Padri per l'assistenza del Santuario, sarà per intanto adibita a luogo di villeggiatura per gli alunni di Ducenta.

12. Come vedete l'Istituto ha ora in Italia ben sette Seminari, senza contare la Casa di Gaeta e la villa Grugana, e ben potete immaginare quale considerevole somma di energie si richieda per condurli convenientemente. Torno ora dall'averli visitati quasi tutti, e, grazie a Dio, vi posso assicurare che fervore, ordine, disciplina e buona volontà regnano dappertutto.

Voi sapete come, gradatamente, la Provvidenza ha fatto sorgere queste Case, ed i sacrifici che esse sono costate a quelli specialmente che furono incaricati di assisterne gli inizii. Tutti hanno fatto il meglio che han potuto, e lo stato odierno delle Case nostre qui in Italia, mentre ci dà ampia materia di dover ringraziare Dio per l'assistenza con la quale ha accompagnato e benedetto tanti nobili sforzi, mi obbliga pure a segnalare a tutto l'Istituto i benemeriti che a forza di abnegazione, fatiche e sacrifici, hanno lavorato e tuttora lavorano a dirigere e sostenere le dette nostre Case, nelle quali si vanno formando quelli che dovranno un giorno essere compagni del vostro Apostolato.

La molteplicità di questi Seminari, appartenenti ad uno stesso Istituto, ha reso necessario che si badasse ad avere in tutti uno stesso indirizzo di pietà, di disciplina e di studio. A questo ho diretto particolarmente le mie cure e con il principio del nuovo anno scolastico furono inviate a tutte le Case norme di disciplina per gli Alunni e per i Prefetti, furono precisate e regolate le pratiche di pietà da seguirsi, mentre per ogni Seminario di studi classici fu nominato un Prefetto degli studi alle dipendenze di un Direttore Generale, del quale si dovranno seguire le norme e gli indirizzi in materia scolastica.

Su questo argomento voglio anche dire una parola a quelli ai quali potrà sembrare che meglio sarebbe raccogliere i nostri alunni in poche ma grandi Case, anziché tenerli divisi in tante che richiedono maggiore impiego di personale e di mezzi. Ma si deve notare che la molteplicità delle Case risponde per noi ad una duplice esigenza di strategia ed economia. Assolutamente parlando sarebbe certo più bello raccogliere, p. es., i nostri duecento apostolini di ginnasio in un solo grande seminario. Ma chi ce li manterrebbe? La necessità di aver sparse le nostre case nelle varie regioni d'Italia è stata imposta all'Istituto dal bisogno di allargare la sua sfera di propaganda e di reclutamento, e perché ognuna di queste Case, parlo specialmente delle Scuole Apostoliche, possa essere mantenuta dalla carità della regione nella quale essa sorge. Se l'Istituto fosse ricco, potremmo altrimenti ordinare i nostri piani, ma di fatto è avvenuto qui quello che si verifica in tante Missioni povere, nelle quali molto di quello che si fa, più che ai modesti aiuti che le Missioni possono dare, è dovuto all'energia, allo zelo, alle industrie dei Missionari. Ed in questo è ammirevole l'attività dei nostri Padri preposti ai nostri Seminari, i quali, oltre al pane spirituale, debbono anche industriarsi ed affaticarsi a cercare e provvedere per i loro Apostolini anche il pane materiale.

13. Mi lusingo che quanto vi son venuto dicendo a riguardo del nostro lavoro in Italia vi interessi e serva a stringere sempre più fra voi del fronte e quelli sacrificati nelle retrovie i più stretti vincoli di mutua carità e benevolenza; serva a confortarvi, facendovi vedere che qui si lavora e si lavora attivamente, intensamente per voi e, sia che si attenda all'educazione o istruzione dei giovani e dei fratelli, o all'opera di propaganda e stampa, tutti viviamo la vostra vita ed i vostri propositi.

Rimandata la visita alle Missioni

14. Nella mia lettera del Gennaio dello scorso anno espressi la speranza di poter intraprendere la visita alle Missioni prima della fine dell'anno stesso; prudentemente però dissi pure che ciò sarebbe dipeso dal poter sistemare in tempo le cose di qui e dalle condizioni della mia salute. Di questa non vale la pena parlare, benché, non volendo il mio essere un viaggio di piacere, debbo pure misurare le mie forze; il fatto è che, per tutto l'anno, si è avuto tale pressione di affari, che non vi è stato nemmeno il tempo di considerare seriamente la possibilità di tale viaggio.

Qualche cosa di questo da fare la potete aver intravveduta dai fugaci accenni che vi ho fatto su alcune delle cose succedute nell'anno appena decorso. Gravi affari che interessano l'Istituto si stanno ancora trattando, fra gli altri lo smembramento di alcune delle nostre Missioni, e non posso pensare di assentarmi. Quando mi sarà dunque dato il piacere di visitarvi? Non oso precisarlo; di una sola cosa vi assicuro ed è che questa visita è fra i miei primi pensieri, perché è un dovere che mi è imposto dalle Costituzioni e risponde altresì ad un vivo desiderio del mio cuore. Nell'adempimento del dovere vi debbo essere di esempio, ed il piacere di vedervi so che è anche vostro. Appena potrò ragionevolmente assentarmi, intraprenderò la visita.

Rimandata la nomina dei Superiori Regionali

15. La nomina dei Superiori Regionali, come vi scrissi lo scorso anno, fu rimessa, anche per consiglio di Propaganda, ad altro tempo, aspettando che prima io facessi la visita alle Missioni. Non essendosi questa potuta ancora effettuare, non ho mancato di considerare e riconsiderare la cosa; l'ho trattata più d'una volta anche in seno al Consiglio, ed ho pur fatto qualche consultazione nelle Missioni.

Al punto in cui siamo non si hanno ancora tutti gli elementi per una decisione, sia riguardo al definire il numero delle Circoscrizioni, sia specialmente per la scelta delle persone. Se alcuno avesse qualche lume da portare sull'uno o sull'altro punto, gli sarò grato se mi scriverà: rimane però ben inteso che la Direzione si riserva ogni libertà di azione, poiché ogni decisione su questa materia, secondo le Costituzioni, spetta al Superiore Generale con il suo Consiglio. La riforma è della più grande importanza e mi preme attuarla; deve però offrire le migliori garanzie di bene e non essere fonte di inconvenienti più gravi di quelli ai quali si vuole ovviare. Comprenderete quindi perché si vada a rilento nel prendere decisioni.

16. Chiudo questa lettera con il domandarvi l'aiuto di molte preghiere per me e per tutto l'Istituto. Ogni domenica dell'anno offro la S. Messa per voi, perché so essere grande, immenso il bisogno che tutti avete delle grazie di Dio, perché vi facciate santi, perché possiate fino all'ultimo perseverare nella vostra vocazione e salvare molte anime. Ogni martedì da tutti gli alunni delle nostre Case si offre la S. Comunione ed il Rosario secondo le mie intenzioni, e la mia prima intenzione siete voi, sono le nostre Missioni. Abbiate anche voi ogni giorno un fervoroso Memento per me e per tutti quanti siamo qui in Italia, bisognosissimi quant'altri mai di celesti aiuti, perché il lavoro è di molto superiore alle nostre forze e le imprese molto al di là dei mezzi disponibili.

Uniti nella carità, nei propositi, nelle preghiere andiamo avanti con coraggio: facciamo l'opera di Dio e Dio non ci può mancare se solo in Lui porremo la nostra confidenza.

Affettuosamente tutti abbracciando in Gesù Cristo, abbiatemi

vostro aff.mo

P. PAOLO MANNA, Sup. Gen.

* Mons. Alessio Lépicier, cardinale e teologo dell'ordine dei Servi di Maria nacque a Vancouleurs (Lorena) il 28 febbraio 1863. Ordinato sacerdote nel 1885, fu inviato a Roma all'Ateneo di Propaganda Fide, dove si laureò in filosofia e teologia. Consultore di varie Congregazioni romane, fu anche Visitatore Apostolico in India. Nel 1927 fu nominato Prefetto della Congregazione dei Religiosi. Mori a Roma il 20 maggio 1936.

* Mons. Celso Costantini, nato a Castions di Zoppola (diocesi di Concordia) d 3 aprile 1876, fu ordinato sacerdote nel 1899. Dal 1922 al 1933 fu in Cina quale Delegato Apostolico. Dal 1935 al 1953 fu Segretario della Congregazione di Propaganda Fide e poi Cardinale. Mori nell'ottobre del 1958.

* P. Desiderio Vicario, nato a Borgomanero (Novara) nel 1869, entrò nel Seminario dei Ss. Apostoli Pietro e Paolo di Roma nel 1888, partì per lo Shensi Meridionale (Cina) nel 1894. Morì ad Hanchung il 25 marzo 1933.

* Il Santo martire Alberico Crescitelli, nato ad AltaviUa Irpina (Aveflino) nel 1863, entrò nel Seminario dei Ss. Apostoli Pietro e Paolo di Roma nel 1880, partì per lo Shensi Meridionale (Cina) nel 1888. Fu ucciso dai Boxers il 21 luglio 1900; beatificato da Pio XII il 18 febbraio 1951, canonizzato il 1mo ottobre 2000.

* Mons. Pio Giuseppe Passerini, nato a Binasco Vecchio (Vigevano) nel 1866, entrò nel Seminario dei Ss. Apostoli Pietro e Paolo di Roma nel 1886, pare per lo Shensi Meridionale (Cina) nel 1889. Ne fu Vescovo Vicario Apostolico dal 1895. Mori ad Hanchung il 16 aprile 1918.

* Mons. Enrico Valtorta, nato a Carate Brianza (Milano) nel 1883, entrò nel Seminario Lombardo per le Missioni Estere e parti per Hong Kong nel 1907. Fu Vicario Apostolico in quella missione dal 1926 e primo Vescovo dal 1946. Morì a Hong Kong il 3 settembre 1951.

* Mons. Domenico Pozzoni, nato a Paderno d'Adda (Milano) nel 1861, entrò nel Seminario Lombardo per le Missioni Estere nel 1882, partì per Hong Kong nel 1885. Ne fu Vicario Apostolico dal 1905 fino al 20 febbraio 1924, anno della sua morte.

* I sei vescovi cinesi furono consacrati nella Basilica Vaticana da Pio XI il 28 ottobre 1926 e successivamente furono ospiti dell'Istituto delle Missioni Estere di Milano.

* La Missione affidata al Clero indigeno, di cui qui si fa cenno, è quella di Chumatien, distaccata da Nanyang (Cina) nel 1933.

* La sede di Roma è quella eretta nel 1910 per A Seminario dei SS. Apostoli Pietro e Paolo in Corso d'Italia, 36 (via S. Teresa, 12), divenuta Procura Generale del P.I.M.E. nel 1926, in seguito all'unione con il Seminario Lombardo delle Missioni Estere e poi casa generalizza nel 1951.

* L'erezione del PIME in Ente morale autonomo avvenne con il Decreto di Vittorio Emanuele III, re d'Italia, firmato a Racconigi il 26 agosto 1926 e controfirmato dal Guardasigilli Ministro Carmine Rocco.

* Alla lettera di p. Manna del 6 gennaio 1927 è allegato l'elenco del personale del Pime: Il vescovi, 219 padri, 49 chierici teologi, 8 fratelli, 62 studenti di filosofia, 205 di ginnasio, 17 aspiranti fratelli. 18 membri dell'Istituto in cura o con mansioni fuori dell'Istituto. 4 sacerdoti entrati nel Pime ma non ancora con giuramento.

In Italia i membri sacerdoti erano 39. Gli altri nelle missioni di Hyderabad (25), Bengala (22), Birmania (27), Hong Kong (24), Nanyang (18), Weihweifu (22), Kai-feng (14), Hanchungfu (14), California (7). I sei fratelli in missione erano tutti in Birmania.