VIRTÙ APOSTOLICHE   
Lettere ai missionari
Beato  P. Paolo Manna

LE NUOVE COSTITUZIONI

«L'Istituto non è un'agenzia di reclutamento di personale, ma una vera e propria famiglia religiosa»

Lettera circolare n. 3 Milano, 31 luglio 1925 75.mo anniversario della nostra fondazione

Carissimi Confratelli,

1. E’ coi sentimenti della più santa gioia che vi mando le nostre nuove Costituzioni, definitivamente approvate. Non poteva il Signore farci regalo più gradito in quest'anno in cui cade il 75.mo anniversario della fondazione del nostro Istituto , del quale la suddetta approvazione viene ad attestare la piena maturità ed efficienza.

Mandando a ciascun membro della nostra Società copia di queste Costituzioni dalla S. Chiesa approvate, invito tutti a ringraziare il Signore dello speciale favore, ed a pregarlo che dia a tutti noi la grazia di uniformarci sempre e fedelmente a questa autentica manifestazione della sua Volontà a nostro riguardo, onde possiamo rispondere sempre più degnamente alla nostra sublime vocazione.

Queste Costituzioni che ora vengono a Voi, nella loro brevità e concisione, sono, come sapete, il frutto di lunghissimi ed elaborati studi, il risultato della esperienza e della tradizione apostolica del nostro Istituto.

Senza dire quanto le abbiano pensate e quanto su di esse abbiano pregato i nostri Fondatori e primi Superiori e Padri, sapete di quanto studio e riflessione furono esse oggetto nella Assemblea generale del 1912. Ulteriori esperienze e la necessità di conformarle alle disposizioni del nuovo Diritto Canonico hanno richiesto ed imposto una nuova e definitiva revisione, che fu fatta dal nostro Capitolo generale dell'Agosto del 1924 sotto la sapientissima guida di S. E. Mons. Luca Ermenegildo Pasetto C. su tassative e precise direttive della S. Congregazione di Propaganda Fide. Ma non basta. Inviate a Roma per l'approvazione, queste Costituzioni furono ancora oggetto di amoroso ed accurato esame dell'E.mo Card. Prefetto di Propaganda nonché di una speciale Commissione, che disposero un migliore ordinamento delle materie, ritoccarono parecchi articoli, altri ne aggiunsero, e compilarono per intero i capitoli sul superiore regionale e sul Noviziato.

Dopo tanta diligente ed accurata elaborazione di queste Costituzioni la S. Sede ha creduto poterle approvare definitivamente con il decreto che potrete leggere in principio del testo. Tale decreto mi è stato trasmesso con una lettera dell'E.mo Card. Prefetto, nella quale si fa voto che, «dall'osservanza di tali Costituzioni l'Istituto possa ritrarre i più salutari effetti, e che esso moltiplicandosi e rafforzandosi, continui la sua bella attività per il bene delle Missioni e della Chiesa».

Le nuove Costituzioni

2. Per la più chiara comprensione dei principali mutamenti introdotti in queste Costituzioni credo bene aggiungere alcune parole di spiegazione.

Essendo l'Istituto di diritto pontificio, esente quindi dalla giurisdizione vescovile, come, congrua congruis referendo (con gli adattamenti del caso, n.d.r.), gode dei privilegi di cui godono i religiosi esenti, così gli è stata applicata la legislazione canonica dei religiosi per quella parte di cui esso è capace.

I principali cambiamenti furono introdotti dai Rev.mi Padri Capitolari, i quali nel fare ciò non ebbero che da seguire le «emendationes» proposte dalla stessa S. Congreg. di Propaganda. Tali cambiamenti riguardano il giuramento obbligatorio per i membri chierici e fratelli, l'elezione del Superiore Generale e degli Assistenti in Capitolo generale, il procedimento per il licenziamento dei membri, ed altri che hanno riferimento al Diritto Canonico.

Come ho detto, dalla stessa S. Congregazione furono aggiunti i Capitoli sul Noviziato e sui Superiori regionali, quest'ultimo anche in seguito ad un «desideratum» passato a maggioranza di voti dei Padri Capitolari e presentato alla S. Congregazione di Propaganda che l'ha accettato, modificandolo come ora viene presentato nel testo delle Costituzioni.

I Superiori regionali

3. Questa dei Superiori regionali è l'innovazione più saliente fra quelle introdotte nelle nuove Costituzioni. La S. Congregazione nell'ultima revisione ha curato giustamente di distinguere tra il missionario quale operaio evangelico, e, come tale, dipendente specialmente da essa e soggetto ai superiori ecclesiastici: Vescovi, Vicari e Prefetti apostolici; e il missionario quale membro di un Istituto religioso, e, come tale, dipendente dal Superiore generale dell'Istituto al quale appartiene. Così, mentre la S. Congregazione ha tenuto a riaffermare l'autorità sua e quella dei Superiori ecclesiastici e Capi di Missione da Essa dipendenti, ha parimenti affermato e rafforzato l'autorità del Superiore Generale sui missionari tutti, tanto in Italia che nelle Missioni, in quanto sono membri dell'Istituto. L'attenta lettura di tutto il libretto delle Costituzioni dà chiaramente questa impressione e tutti dobbiamo essere grati dell'affermata distinzione.

L'Istituto nostro non è stato fondato per essere un'agenzia di reclutamento di personale per le Diocesi e i Vicariati che gli sono affidati; esso è una vera e propria famiglia religiosa, i cui membri hanno diritto di attendersi dai loro superiori una continua assistenza spirituale e materiale, nella gioventù come nella vecchiaia, nella sanità e nella malattia, in Italia come in qualunque altro luogo ove dalla obbedienza sono dislocati. Come missionari apostolici debbono lavorare al bene della Chiesa e delle anime sotto la guida dei Vescovi e dei Vicari apostolica: come membri dell'Istituto debbono essere assistiti anche dai loro Superiori religiosi, per quello che riguarda specialmente la loro perfezione e santificazione personale.

Il primo scopo che i membri dell'Istituto debbono raggiungere è la propria santificazione; in questo soprattutto sta anche la vera forza delle Missioni. Questa santificazione personale non è affare da lasciarsi esclusivamente alle cure dei singoli, e nella .quale l'Istituto non abbia ingerenza e responsabilità. Bene al contrario! Le prime cure dell’Istituto devono essere rivolte a procurare la perfezione e santificazione dei suoi membri; per questo nulla si deve risparmiare; per questo si deve perfino trascurare quello che a tutta prima potrebbe sembrare bene maggiore delle anime che ci sono affidate. Potrebbe anche avvenire che alcuni non abbiano bisogno di questa particolare assistenza, ma tale non è la regola generale. Di questa assistenza furono e sono sempre incaricati gli Ecc.mi nostri Vescovi e Vicari apostolica. E’ questa una parte importante e delicata della loro apostolica sollecitudine. Ma è necessario altresì che i nostri missionari, membri dell'Istituto, sparsi per tante regioni lontane, sentano più vicina anche l'assistenza spirituale e paterna del loro Superiore generale. E’ necessario che essi si considerino in tutti i luoghi dove possano essere mandati e in tutti i tempi della vita, non solo operai di Propaganda Fide, ma anche membri di una Famiglia religiosa che teneramente li ama, li segue, li sostiene, all'occorrenza li corregge, è al loro fianco nei loro bisogni e difficoltà, e cura che vivano secondo lo spirito dell'Istituto, osservandone fedelmente le regole. A tutto questo provvede l'istituzione dei Superiori regionali, che sono nelle Missioni i rappresentanti del Superiore generale ed hanno piena autorità sui missionari in quanto sono membri dell'Istituto.

L'istituzione dei Superiori regionali è nuova per le nostre Missioni, e come tutte le istituzioni nuove, specialmente se della natura della presente, può incontrare difficoltà nella sua attuazione. Potrà sembrare che l'entrata nelle Missioni di un'altra autorità, oltre a quella del Superiore ecclesiastico, possa dare occasione a malintesi, contestazioni e divisioni. C'è però da avvertire che l'autorità del Superiore generale sui missionari, quali membri dell'Istituto, è sempre stata esercitata nella nostra Società; i Superiori regionali non sono alla fine che dei rappresentanti, che il Superiore generale mantiene nei luoghi di Missione, perché ne tengano autorevolmente le veci ed assistano più da vicino i missionari. Inoltre la S. Congregazione di Propaganda che conosce bene l’Istituto e le sue Missioni, ha approvato questa riforma nella nostra organizzazione introducendola nelle nuove Costituzioni. Dobbiamo accettarla docilmente, attuarla sapientemente in modo che essa, lungi dal creare inconvenienti, sia nuovo e vitale elemento di edificazione per gli individui, per l’Istituto e per le Missioni. E saranno i nostri Vescovi e Vicari apostolici, saranno le nostre Missioni, che anzi tutto si avvantaggeranno di questa desiderata riforma, in quanto che avranno vicino chi possa autorevolmente assistere i missionari a vivere da veri uomini apostolici, aiutarli nelle difficoltà, sostenerli negli scoraggiamenti che qualche volta possono finire nella perdita della vocazione.

La Costituzione sui Superiori regionali definisce chiaramente quale è l'estensione di questa nuova autorità nelle Regioni nelle quali potranno essere divise le nostre Missioni: dove le regole non arrivano, arriverà l'amore della pace, lo spirito di conciliazione che animerà sempre tanto gli Ecc.mi Ordinari quanto i Superiori regionali.

La nomina di questi Superiori regionali sarà fatta appena possibile, dopo cioè che il Consiglio generale avrà determinato in quante Regioni potranno essere divise le nostre Missioni e quali persone eleggere per si delicato ed importante ufficio. Essendo di sommo rilievo la buona elezione di questi Superiori, invito i Confratelli ad aiutarmi intanto con le loro preghiere.

Il giuramento obbligatorio

4. Altra riforma sostanziale introdotta nelle presenti Costituzioni è il giuramento obbligatorio per tutti gli aspiranti presenti e futuri come vincolo di aggregazione all'Istituto. Questa riforma, a cui ha sempre ripugnato la nostra tradizione, viene ora quasi imposta dalla nuova legislazione canonica, per cui un alunno che viene dall'Istituto promosso agli Ordini Sacri resta ad esso necessariamente incardinato. Se l'Istituto è legato a lui con tutti i doveri e le obbligazioni che ne conseguono, è ben giusto che anche il soggetto si leghi all'Istituto con un vincolo solenne di aggregazione ed assuma rispettivi doveri ed obbligazioni.

Del resto anche da questa riforma non potrà che venir bene tanto ai membri dell'Istituto quanto alle sue opere. L'essere stata la nostra Società senza alcun vincolo, ha dato talvolta luogo ad interpretazioni troppo larghe e ciò non ha sempre portato al bene delle Missioni e a quello individuale di parecchi missionari che hanno per questo defezionato, cedendo troppo facilmente davanti alle inevitabili contrarietà della vita, ai sacrifici imposti dall'obbedienza, alle difficoltà con superiori e confratelli. Il giuramento obbligatorio ed il conseguente incardinamento all’Istituto aiuterà grandemente ad assicurare la maggiore stabilità dei membri, con evidente vantaggio individuale e collettivo di tutto l'Istituto.

Mi astengo dal far rilevare altre modifiche pur importanti introdotte in queste Costituzioni: tutto quanto vi è di nuovo è stato ponderatamente considerato, per dare al nostro caro Istituto una sempre più precisa fisionomia e per determinare il più esattamente possibile i diritti e i doveri di ciascuno.

5. Amatissimi Confratelli, godo tutte le volte che ho il privilegio di pensare a voi e di indirizzarvi la mia parola. Questa volta il mio gaudio è più grande perché vengo a voi con il nobilissimo dono delle nostre Costituzioni, quali ho ricevuto dalle mani della nostra S. Madre Chiesa, perché siano la regola delle nostre relazioni ed il piano della nostra religiosa condotta. Studiatele ai piedi del S. Crocifisso: il Crocifisso e questo libretto si spiegano a vicenda ed entrambi ci debbono aiutare ad essere sempre operai fedeli e santi sacerdoti. L'E.mo Cardinale Van Rossum, consegnandomi queste Costituzioni mi ha detto che esse sono ora un vero modello di Regole per un Istituto del nostro genere: io aggiungo l'augurio che noi tutti, conformandoci ad esse, abbiamo a divenire e mantenerci veri modelli di missionari.

Come Superiore generale dell'Istituto procurerò di conformare tutta l'opera mia secondo le norme di queste Costituzioni e di vegliare sempre, affinché siano da tutti e in tutto osservate. Sarò anzi particolarmente grato a quei Superiori e missionari che all'occasione vorranno richiamare la mia attenzione su qualche punto che fosse qua e là trascurato. Teniamo alla lettera, ma teniamo molto più allo spirito di queste Costituzioni: teniamo ai nostri diritti, ma teniamo di più ai nostri doveri ed alle virtù che debbono adornare la nostra vita, sull'esempio di quella nobile schiera di uomini apostolico che ci hanno preceduto, i quali, pur non avendo il bene di possedere regole cosi elaborate, hanno edificato la Chiesa di Dio nelle nostre Missioni con le più solide virtù apostoliche, con la fermezza dei loro propositi, con il più eroico spirito di sacrificio e dedizione per le anime.

Vi lascio amatissimi Confratelli, con la più calda raccomandazione di voler essere fedeli osservatori di queste Costituzioni. L'osservanza più perfetta delle Regole ha tanta importanza per noi, quanta ne può avere per qualunque altro Ordine religioso: leggetele, studiatele, su di esse esaminatevi in ogni corso di Santi Esercizi e nei giorni del vostro ritiro mensile. Se queste Costituzioni saranno fedelmente osservate l'Istituto prospererà a gloria di Dio, voi vi santificherete e le anime sulle quali effonderete il vostro zelo vi Benediranno.

Termino con le parole dell'Apostolo quando chiude la sua lettera ai Galati: «Su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli!». (Gal 6,16. 18).

Vostro affmo

P. PAOLO MANNA, Sup. Gen.

 

 

NOTE

* Le Costituzioni qui indicate sono quelle approvate con Decreto del card. G.M. Van Rossum del 18 luglio 1925; esse seguono nell'ordine: Proposta di alcune massime e norme per l'Istituto delle Missioni Estere iniziato in Saronno, Milano 1851; Regole dell'Istituto Lombardo per le Missioni Estere del 1866; Breve Direttorio per i Missionari dell'Istituto delle Missioni Estere, Milano 1917. Nell'Archivio del Segretariato Paolo Manna, Ducenta (ASPMD) è custodita una copia delle Costituzioni del 1925 con numerose aggiunte manuali di p. Manna.

* L'Istituto Lombardo per le Missioni Estere nacque a Saronno (Varese) il 31 luglio 1850, per volontà di Pio IX e la collaborazione dei vescovi della Lombardia. Il fondatore fu Angelo Ramazzotti (1800-1861) poi Vescovo di Pavia e Patriarca di Venezia. Nel 1925 fu celebrato il 75" della fondazione.

* DECRETO DI APROVAZIONE (tradotto dal latino): L'Istituto delle Missioni Estere di Milano, il cui Regolamento questa S.C. per la Propagazione della Fede aveva approvato «ad experimentum» con Decreto 2 Luglio 1914, ha recentemente presentato un altro testo di Costituzioni, redatto secondo le norme del Diritto Canonico ma lasciandolo immutato nelle parti che l'avvenuto esperimento ha mostrato più opportune, a questa stessa Sacra Congregazione perché l'approvasse definitivamente dopo previo esame. Il testo delle Costituzioni è stato sottoposto più volte all’esame della rev.ma Commissione istituita a tal fine.

Con le opportune modifiche ad esso apportate, come si può vedere nell'esemplare qui allegato, questa Sacra Congregazione preposta alla Propagazione della Fede, in forza delle facoltà concesse dal Sommo Pontefice Pio XI felicemente regnante, con il presente Decreto lo approva e conferma definitivamente.

Roma, 18 Giugno 1925

dal Palazzo della S.C. de Propaganda Fide

† G.M. Card. Van Rossum Prefetto

† Francesco Marchetti Selvaggiani Arciv. tit. di Seleucia

Segretario

* L'istituzione dei Superiori regionali fu voluta dalla Congregazione di Propaganda Fide per dare all'Istituto delle Missioni Estere di Milano (come fu detto dal 1917 in poi) un assetto più organico. I missionari, come tali, dipendevano dagli Ordinari dei luoghi di missione; come membri dell'Istituto dipendevano invece dai Superiori regionali.

* Fino agli anni '40 i missionari del PIME partivano per le missioni loro assegnate con il titolo di «Missionario apostolico» e quindi come inviati dalla S. Sede e non a nome del proprio Istituto; erano loro concesse molte facoltà, in deroga alle norme liturgiche vigenti circa la celebrazione della Messa, il digiuno, le astinenze, e con la facoltà di benedire con un unico segno di croce, corone, crocifissi, immagini, ecc. con tutte le indulgenze annesse.

* Il richiamo alla santità è frequentissimo negli Scritti spirituali di p. Manna; è stato codificato anche nell'enciclica Redemptoris missio di Giovanni Paolo Il del 7 dicembre 1990, al n. 90, ove si legge che «il vero missionario è il santo».

* Le Costituzioni dell'Istituto delle Missioni Estere di Milano a partire dal 1925 furono proposte dalla Congregazione di Propaganda Fide come «modello di Regole» anche agli Istituti missionari senza voti religiosi, come quelli di Maryknoll (USA), di Cucujaes (Portogallo), di S. Patrizio (Irlanda), di Guadalupe (Messico), ecc.