VIRTÙ APOSTOLICHE   
Lettere ai missionari
Beato  P. Paolo Manna

IMPEGNO PER LA STAMPA MISSIONARIA

"Sulla stampa riposano le speranze dell’Istituto"

Lettera circolare n. 2 Milano, 30 Novembre 1924

Eccellenze Reverendissime ed Amatissimi Confratelli,

1. Come accennai nella mia prima lettera circolare del 16 Settembre, sembra nostro dovere per il maggior incremento dell’Istituto e per aiutare a risolvere il nostro problema economico, volgere l’attenzione a migliorare la nostra stampa qui in Italia. Vi promisi che sarei tornato sull’argomento e lo faccio ora dandovi alcune norme che, voglio augurarmi, saranno prese in degna considerazione, perché, come l’attuale rifioritura delle nostre case è dovuta in larga parte a questa attività, così e meglio dovrà essere per l’avvenire.

Dirò in breve qualche cosa sul dovere della desiderata collaborazione alle pubblicazioni dell’Istituto e particolarmente a "Le Missioni Cattoliche"e sui modi di esplicarla.

In quanto al dovere non spenderò molte parole, perché è cosa intuitiva, ed ho fiducia che tutti coloro che possono, in qualche modo, collaborare alla nostra stampa, lo faranno volentieri, sapendo di concorrere con ciò al bene dell’Istituto intero, perché la stampa è l’unico mezzo di contatto che esso ha con il pubblico, sul quale, dopo che sulla Provvidenza, l’Istituto stesso fonda, e non può non fondare, le sue speranze per la continuità e l’accrescersi delle vocazioni e dei soccorsi. Se la nostra stampa languisce per mancanza di collaborazione, anche l’Istituto risente della diminuita stima e fiducia, a tutto vantaggio, oggi, di altre istituzioni. Non è che noi dobbiamo o possiamo dolerci degli altrui progressi: non avremmo cuore di Missionari; ma è certo che tutti noi dobbiamo sentirci impegnati al progresso del nostro Istituto, perché ciò significa progresso delle Missioni affidateci, delle quali solo noi abbiamo la responsabilità davanti a Dio e alla Chiesa. Bisognerà quindi organizzare la corrispondenza per le nostre pubblicazioni (Missioni Cattoliche, Italia Missionaria, Propaganda Missionaria, Bibliotechina Missionaria) le quali con il 1925 saranno inviate (eccetto la Bibliotechina Missionaria) a tutti i Missionari.

Quanto alle norme cercherò di riassumere in breve.

Per gli avvenimenti che interessano tutto il vicariato (feste, opere generali, seminario, ecc.) a meno che S.E. Mons. Vicario Ap. Non voglia farlo egli stesso (e qualche volta sarebbe desiderabile) ci divrebbe essere un corrispondente ordinario, ma uno solo (o, se diverso, uno solo per lo stesso fatto) perché non avvenga che sullo stesso fatto in tempi diversi e senza che siano avvenuti ulteriori sviluppi, si inviino due, e anche tre relazioni, che dicono perfettamente la stessa cosa.

Trattandosi di avvenimenti (conversioni, aperture di scuole, ecc.) che direttamente toccano un solo distretto, il capodistretto o il suo coadiutore (e non un Padre di un altro distretto) ne mandi relazione per la I parte della rivista (la quale parte è più propriamente l’organo dell’Istituto); se no, una breve informazione, che troverà luogo nelle "Notizie". L’importante è sulle Missioni Cattoliche non si trascurino notizie che ci possono dare un’idea della situazione delle nostre Missioni, sì che la nostra rivista non debba mendicare da altre riviste le notizie di casa propria.

Gli appelli pure bisognerà regolarizzarli. Medesime osservazioni fatte al N. 1 e 2 per quanto riguarda chi deve scrivere. Inoltre bisognerà aver cura che l’appello sia motivato e circostanziato con serietà e con sobrietà. Questa motivazione deve essere sempre messa in rapporto diretto con la conversione degli infedeli, e occorre che questo rapporto ci sia, se no l’appello non convince, non commuove e non ottiene l’effetto.

Le M.C. hanno poi una terza parte, quella culturale, nella quale i membri dell’istituto nostro hanno dovere di non essere sempre assenti, se non si vuole che la rivista perda molto terreno. Appunti sui popoli evangelizzati o sopra aspetti particolari di essi, sociale, religioso ecc...; note di storia della evangelizzazione del proprio distretto o della Missione, narrazione di viaggi apostolici, avventure ecc.; insomma tutte quelle osservazioni che non può non fare un missionario che conosce, ama e vive per il suo popolo, possono fornire materia istruttiva ed interessante per questa parte.

Fatti edificanti, racconti veri, bozzetti di vita missionaria colti dalla realtà, possono servire sempre per le altre due pubblicazioni: quella popolare diffusissima, Propaganda Missionaria e quella giovanile assai diffusa, Italia Missionaria!

Le fotografie sono sempre accolte con piacere: esse devono sempre essere inviate contemporaneamente all’articolo relativo: se lì per lì non è possibile, si avvisi di aspettare. Ancora: esse devono sempre essere nitide, altrimenti nella riproduzione saranno ancor più confuse, sicché non val la pena di sostenere la spesa del cliché per poi pubblicare illustrazioni poco chiare. Infine devono portare sempre scritto che cosa rappresentano. Anche indipendentemente dalle relazioni, le fotografie potranno essere inviate con vantaggio, dovendo sempre un piccolo stock di materiale per eventuali pubblicazioni, per l’Almanacco ecc. Chi può, poi, ci fornisca serie di fotografie artistiche di paesaggi, costumi, ecc. Atte per le riproduzione di cartoline illustrate. Queste cartoline oltre avere arrecato in passato un considerevole vantaggio economico all’Istituto, hanno costitutito un efficace e geniale mezzo di propaganda. Il costo di queste fotografie sarà rimborsato.

Sarebbe buona cosa che sulla situazione generale dei paesi o sui fatti religiosi o politici o politico-religiosi o sociali-religiosi ci fosse qualche padre nei posti centrali, per es. Ad Hong Kong per la Cina, ad Hyderabad per l’India, il quale mandasse qualche relazione, provvedendo anche qualche fotografia. Per es., mentre tutte le riviste missionarie italiane ed altre hanno riportato illustrazioni del sinodo generale della Cina, nessuno dei nostri ha pensato a "Le Missioni Cattoliche". Le spese per queste eventuali fotografie verrebbero pure compensate. In questo caso bisognerebbe essere pronti, se no, si sarà preceduti.

Devo dire una parola sul Resoconto da inviarsi ogni anno alla Casa Madre, in doppia copia, una per l’archivio ed una per la redazione di "Le Missioni Cattoliche". Esso deve essere steso sopra i moduli inviati dalla direzione dell’Istituto. Non facendo così, ma usando altri moduli (l’anno scorso per 7 missioni si usarono 4 moduli differenti), si rende impossibile la compilazione delle tabelle generali dei dati di tutte le missioni dell’Istituto.

Con questa mia invio ai missionari, specialmente ai capi-distretto, un questionario, al quale raccomando di rispondere con sollecitudine dovendo servire per presentare in modo conveniente le nostre Missioni sulla Rivista della Esposizione Missionaria, il cui primo numero è già uscito al momento in cui scrivo. Chi può unire delle fotografie, farà cosa graditissima. La corrispondenza per le pubblicazioni e le risposte al questionario siano indirizzate al P. GB. Tragella. Nella fiducia che tutti i confratelli vorranno corrispondere a questi miei desideri pel bene comune del nostro Istituto, passo a dire una parola su un altro argomento di natura più intima ed importante.

2. Avendo mandato a titolo di informazione all’E.mo Card. Van Rossum, Prefetto della S.C. di Propaganda, copia della mia prima circolare, ne ho avuto una risposta che stimo utile farvi conoscere, pubblicandola in seguito a questa mia. Ciò credo anzi nio dovere di fare, poiché l’aver l’E.mo Cardinale dato forma ufficiale alla sua risposta, mi fa intendere essere suo desiderio che si conosca da tutti i nostri quale sia il pensiero della S. Congregazione sul punto tanto importante del buon andamento delle nostre case di formazione, sul quale io m’intrattenni nella suddetta prima circolare. La parola autorevolissima della S. Congragazione su tale questione varrà certamente a rendere meno dolorosi quei sacrifici che si sono fatti o che eventualmente ancora si richiederanno per il migliore assestamento del nostro Istituto qua in Italia, per poter poi in breve tempo regalare alle Missioni operai sempre più validi e numerosi.

Termino questo lunga lettera augurando che l’imminente Anno Santo, che coincide con il 75º di nostra fondazione, sia foriero per tutti di particolari grazie e benedizioni.

Raccomandandomi alle vostre preghiere e salutandovi rispettosamente mi dico

 

Delle Eccellenze Vostre Rev.me

E di Voi, Carissimi Confratelli

Dev. Ed aff.mo in C.J.

P. PAOLO MANNA, Sup. Gen.