VIRTÙ APOSTOLICHE  
Lettere ai missionari
Beato P. Paolo Manna

  IL MIO COMPITO STA PER FINIRE

 «Voi siete testimoni che per l'Istituto non mi sono risparmiato»

Lettera circolare n. 23

Milano, S. Natale 1933

 Amatissimi Confratelli delle Case d'Italia,

Giunto orinai al termine della mia carica  (Il mandato decennale di Superiore Generale affidato al p. Manna cominciò nel 1924 e terminò nel 1934)e nell'imminenza di lasciare l'Italia per recarmi al Capitolo, sento il bisogno di rivolgere a Voi in particolare una parola di ringraziamento, di raccomandazione e di saluto.

Di tutte le parti di cui consta l'Istituto, i Seminari e le Case d'Italia rappresentano indubbiamente la più importante e delicata, quella che durante il mio governo ha assorbito il più ed il meglio delle mie attenzioni e premure.  A tutti quanti siete stati miei collaboratori in queste vitali opere, impiegati nella direzione morale e spirituale o nell'insegnamento dei nostri amati giovani, a quanti avete lavorato nelle Procure, nelle opere di stampa e propaganda e nelle altre attività nostre invio l'espressione della mia più viva riconoscenza.

E questa riconoscenza vuol essere l'espressione non solo del mio animo grato, ma di quello di tutto l'Istituto del quale sono tuttora l'interprete; poiché se al termine dei quasi dieci anni dell'attuale Direzione della nostra Società abbiamo il conforto di trovarci con tutte le suddette opere in confortevole efficienza e buon ordine, il merito, dopo che a Dio, che sempre ci assiste, va tutto a Voi, amati confratelli, che con quotidiana, diligente, affettuosa fatica tutti vi siete prodigati e continuate a prodigarvi per esse.

Il mio compito e quello degli altri membri della Direzione sono quasi al loro termine: ma non è finito il vostro compito e nessuno di voi scade dal proprio dovere ed ufficio.  Per voi, ottimi Confratelli, come per tutto l'Istituto, la prossima assemblea generale deve rappresentare un momento particolarmente importante e squisitamente delicato nella vita della nostra famiglia missionaria, perciò s'impone a tutti un maggior raccoglimento di spiriti, più intensa preghiera, più cordiale unione e la più fiduciosa attesa.  Se quindi la necessità richiede che i Superiori maggiori ed i Rettori di qualche nostra Casa si debbano assestare, non dubito che tutti, consci dell'importanza del momento, vorrete molti-P-'11care d'impegno e di attenzione perché l'andamento delle cose proceda del tutto regolare e normale; sicché sia reso meno gravoso il compito di chi deve sostituire i Superiori assenti, ed i nuovi che il Signore ci darà, prendendo la direzione dell'Istituto, possano confortarsi e compiacersi della perfetta regolarità, del buon spirito che troveranno nei Seminari e nelle altre opere d'Italia.

Questa è la raccomandazione che con particolare fervido affetto rivolgo a Voi ed in pari tempo ai nostri cari giovani chierici e fratelli, ai quali tutti farete sentire il dovere che in questo anno particolarmente li spinge a più grande esattezza disciplinare, a un più assiduo impegno negli studi, ad una vita di più stretta unione con Dio, per mostrarsi degni aspiranti missionari nella nostra Società, ed in tale modo impetrare dal Signore sui lavori del Capitolo abbondanza di celesti benedizioni.

Di queste benedizioni del Signore l'Istituto ha ora più che mai bisogno.  Noi consideriamo questo Capitolo generale non tanto come l'affare privato di una congregazione religiosa, ma piuttosto come un grande interesse del divino Apostolato per cui solamente l'Istituto esiste e vive la sua vita.  Dalla nomina, infatti, di un'abile ed autorevole Direzione, dalle sagge deliberazioni che il Capitolo potrà prendere dipenderanno in buona parte il progresso sempre più consolante delle missioni dalla S. Chiesa affidateci, la salvezza di un numero di anime sempre più grande e la maggior gloria di Dio, fine ultimo dei nostri comuni sforzi.

Ad ottenere adunque una particolarissima assistenza divina sul nostro Capitolo richiamo quanto fu ordinato nella Circolare del 31 maggio u.s. e prego i Rettori delle singole Case di curarne l'esatto adempimento.  Alle preghiere comuni, alle S. Messe prescritte, aggiungiamo le nostre suppliche private, nonché il merito delle nostre fatiche, delle nostre sofferenze e mortificazioni.

Ed ora un'ultima parola.  Quando, piegando la mia volontà a quella manifesta di Dio, accettai il grave incarico della direzione di questo nostro caro Istituto, promisi che quanto avrei avuto di forze, di capacità, tutto avrei consacrato senza riserva al Signore nel servizio della causa per cui tutti lavoriamo.  Voi siete testimoni che per l'Istituto non mi sono risparmiato, dando tutto quello che questa mia povera vita poteva dare.  Pur tuttavia, lo so, non si è potuto sempre giungere a tutto.  Ebbene, sicuramente, compatendo alla mia insufficienza, voi mi avrete scusato e perdonato: raccomandatemi altresì caldamente al Signore che mi sia anche Lui clemente, perdoni tutte le mie manchevolezza, e dia al nostro Istituto più esperti ed autorevoli Superiori.  A tale proposito non mancate di segnalare ai Rev. Deputati da voi eletti i vostri desideri e voti sui migliori provvedimenti da adottare e sugli uomini che davanti al Signore stimate più degni di reggerci e guidarci.

A nome mio personale e degli altri membri della Direzione uscente invio a tutti un cordiale saluto con i migliori auguri di S. Feste Natalizie e di un felicissimo Anno Nuovo I. Il Signore ci conservi nella sua carità e tutti ci benedica.

 

Aff.mo

P. PAOLO MANNA, Sup.  Gen.