VIRTÙ APOSTOLICHE  
Lettere ai missionari
Beato P. Paolo Manna

I FRATELLI COOPERATORI

«Pressanti richieste di Fratelli dalle missioni»

Lettera circolare n. 14

Milano, 3 Dicembre 1930

Amatissimi Confratelli,

1. Lo sviluppo che in questi ultimi anni ha preso nell'Istituto il ramo dei Fratelli cooperatori ha reso necessario studiare meglio ed alquanto particolarmente la loro organizzazione, formazione e la loro vita, tanto in Italia che nelle missioni.

Frutto di questo studio, fondato sulla nostra breve esperienza e su quella di altri Istituti analoghi al nostro, è il Direttorio che pubblico in questo numero del Vincolo. Esso non è né definitivo né completo, perché solo una più lunga prova potrà dire l'ultima parola su un'opera che fra noi è tuttora in formazione.

Lo sviluppo dei Fratelli nell'Istituto in questi ultimi anni è dato dal seguente specchietto:

Giurati
ANNO In missione   In Italia Novizi Probandi Totale
1924-25 5 6 8 19
1926-27  6  8   17  31
1928-29  6  21 12 16   55
1930-31  10  27  11 16  64

2. Il progresso numerico avrebbe potuto essere anche maggiore se si fosse stati larghi nelle accettazioni, perché le domande davvero non mancano; ma ci preoccupiamo molto della formazione, la quale per la varietà di istruzione e di educazione che bisogna impartire ai postulanti presenta non lievi difficoltà, anche perché fra gli aspiranti Fratelli non c'è quella omogeneità di preparazione che esiste fra gli aspiranti chierici.

Poiché dei Fratelli si è spesso parlato nelle nostre pubblicazioni, così è naturale che da quasi tutte le missioni ne sia stata fatta pressante richiesta; ma bisogna dare tempo al tempo, per non mandare all'estero del personale impreparato spiritualmente e professionalmente, che potrebbe fare cattiva riuscita e finirebbe in breve per essere di aggravio ed ingombro alle Missioni ed all'Istituto.

1 nostri Fratelli non hanno dinanzi a sé il Sacerdozio e neanche la vita religiosa propriamente detta fra le mura di un convento. Ad essi bisogna però dare ugualmente ed a più forte ragione, anzitutto una più seria e profonda formazione spirituale, che, santificandoli ed elevandoli, dica loro sempre la ragione della vita laboriosa e sacrificata che vogliono abbracciare a fianco dei missionari e loro assicuri la grazia di potervi perseverare. Perciò nel Direttorio si insiste tanto, anche a costo di ripetizioni, sulla necessità che tanto i Fratelli come quelli che li debbono dirigere, badino soprattutto alla formazione dello spirito. Su questa base non c'è edificio che non si possa elevare e, solo così, questa istituzione sarà una benedizione per l'Istituto e le Missioni.

Né minori cure richiede la formazione professionale di questi Fratelli, volendo noi mandare nelle Missioni non uomini di tutti i mestieri e buoni per nessuno, ma preferibilmente soggetti che posseggono delle vere abilità di pratica utilità al lavoro missionario, capaci anche, all'occorrenza, di dirigere fabbriche, scuole industriali ed altre opere.

Attualmente questa preparazione sembra già alquanto bene avviata. I nostri Fratelli dividono il tempo fra la scuola e l'officina. Alcuni sono impiegati in tipografia, altri in falegnameria, alcuni frequentano l'ospedale per uscirne infermieri, altri la scuola del Beato Angelico per il corso di edilizia. Tutti hanno scuola di disegno e di musica e non è trascurata l'agricoltura.

Questa preparazione specializzata richiede alcuni anni, e la Direzione dell'Istituto ci tiene a che essa sia condotta a termine per ciascun Fratello; senza dire che quasi tutti gli aspiranti hanno anche bisogno di completare la loro istruzione elementare, ciò che si cerca di fare durante il periodo di probandato e di noviziato. Per questa preparazione del resto il tempo non manca, perché, ad evitare, in quanto sarà possibile, dolorose sorprese, è stato deciso che, di regola generale, non si inviino Fratelli alle Missioni prima dei 24 anni e quando abbiano già emesso A giuramento perpetuo, ciò che secondo le Costituzioni non può avvenire che dopo uno o due trienni di giuramento temporaneo.

Al presente in Italia non vi sono che due Fratelli giurati perpetui, addetti ai servizi domestici, ragione per cui non si è potuto quest'anno accogliere le domande d'invio di Fratelli che ci sono pervenute.

Perché poi dai membri dell'Istituto sparsi nelle Missioni si conoscano bene la natura, lo spirito, i doveri di questi futuri collaboratori e la cura di cui sempre e dovunque debbono essere oggetto, si è stimato bene pubblicare questo Direttorio su un numero del Vincolo. Ciò si è fatto anche per richiamare l'attenzione di tutti su alcuni punti di interesse generale, che nelle Costituzioni sono appena - accennati, e che la necessità di compilare questo Direttorio ha obbligato a sviluppare e chiarire.

Infine si dichiara che questo Direttorio, benché, come s'è detto, non sia definitivo, è però assolutamente obbligatorio, e potrà essere modificato solo dai superiori competenti. La sua fedele osservanza non è semplicemente ingiunta ai Fratelli ed ai loro immediati superiori, ma, per la parte che li può riguardare, è raccomandata anche agli altri membri dell'Istituto, perché da tutti si cooperi concordemente al bene di una istituzione che, saggiamente organizzata e diretta, potrà dare un considerevole contributo di nuove energie all'opera di Dio.

Raccomando l'opera alle comuni preghiere, e tutti salutando cordialmente, mi confermo

aff.mo in N. Signore

P. PAOLO MANNA, Sup. Gen.