"MISSIONE CINA"

RITAGLI     Essere "cattolici":     SPAZIO CINA
un bene "prezioso" quanto la stessa "vita"!

La Processione della Via Crucis, a Shanxi, in Cina...

SR. ANTONIETTA D'ONFRIO
("Missionarie dell’Immacolata", Maggio 2010)

Mi sono trovata poco tempo fa in "tram" con il "Signor Lin", un tipo dall'apparenza "semplice", "dimessa", senza pretese.
Il "Signor Lin" è in
Italia perché "perseguitato" in quanto "Cattolico", appartenente alla "Chiesa Clandestina Cinese". Pur conoscendolo da un paio d'anni, e pur avendolo accompagnato da vicino nei vari "passi legali" per ottenere il "permesso di soggiorno" come "rifugiato politico" per motivi "religiosi", non avevo mai capito quanto grande fosse la sua "fede" e il suo "amore" per Gesù, fino a quel momento, durante la nostra "chiacchierata" in "tram". Il "Signor Lin" è un uomo "silenzioso", che fatica ad esprimersi. Mi era perciò molto difficile comunicare con lui in "profondità". Da un po' di tempo viene da me per imparare l'"Italiano". Così ho saputo che conosce abbastanza bene il "Cantonese", la lingua "Cinese" che si parla ad Hong Kong e nella zona di Canton. Quando non facciamo "lezione", volentieri scambiamo opinioni sulla situazione della Cina o della "Comunità Cinese" a Milano. Non ricordo più il filo del discorso di oggi, ma certo ricordo la "risonanza" che hanno avuto nel mio cuore le sue "parole", dette con forza, con "autorevolezza" e con "semplicità" estrema. «Quando ero in Cina – racconta – tante volte mi hanno detto: "Se tu continui ad essere ‘Cattolico’, sarai ucciso!"; ma io sempre rispondevo: "Che mi uccidano, che mi uccidano, io resterò ‘Cattolico’ sempre, perché amo Gesù e Gesù ama me!"».
Aveva paura che io non capissi bene il suo "Cantonese sgrammaticato", e perciò ha ripetuto la stessa "frase" con sempre più forza, finché io gli ho risposto con un sorriso, e poi ho aggiunto che lo capivo e che da tempo lo consideravo un "amico". Poi mi ha detto: «Molti credono che il "Cattolicesimo" sia un insieme di "pratiche", ma non sanno quanto può essere profonda la radice della "fede" dentro di noi, e non sanno che essere
"Cristiani" non è una cosa "banale", ma un modo di "esistere" che coinvolge tutta l'esistenza!». Le sue "parole" avevano una forza tale da toccarmi profondamente, perché erano dette da un uomo di 46 anni che vive in "povertà", che non vede le sue figlie e sua moglie da sette anni e che si fida "ciecamente" del Signore, mai lamentandosi della sua situazione, perché la sua "speranza" è in Dio. La "Comunità Cattolica Cinese" di Milano ha bisogno di crescere, e tanti "Signori Lin" daranno sempre più vigore a questa "Comunità" ancora in germe. Il mio pensiero è andato a quell'"aneddoto", che racconta di un contadino che, tornando a sera dal lavoro, si fermava in "Chiesa" e stava lì per lungo tempo. Alla gente che gli chiedeva che cosa facesse lì fermo tutto quel tempo, rispondeva: "Io dico a Gesù: ‘Gesù, sono io!’, e so che lui è lì e mi sente!". Avvenne che l'uomo si ammalò gravemente. Gli amici erano preoccupati perché le sue condizioni erano "serie"; una volta "guarito", disse che non aveva mai avuto paura, perché tutte le sere Gesù veniva a visitarlo e gli diceva: "Sono io!". Perciò lui non si era mai sentito "solo". Grazie, Signore, per i tanti "Lin" che esistono nel mondo e che offrono la vita in tuo nome, perché venga il tuo "Regno" anche in un mondo così toccato dalla "violenza" e dalla "persecuzione", come il nostro mondo di oggi!