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Così, "crescerete" con loro!»

È dal "dialogo" tra diverse "generazioni", che spesso nascono le scelte "Vocazionali".
Per ogni persona che "racconta", ce ne deve essere un’altra che resta in "silenzio",
e presta "attenzione".

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Fra pochi giorni, sarà "Pentecoste"; i giovani amano questa Festa dello Spirito Santo, perché lo Spirito è luce, nella ricerca della propria Vocazione: è coraggio, nella testimonianza, è calore, ed amore!
In molte
Diocesi, e Parrocchie Italiane, si celebra la Veglia di "Pentecoste", spesso animata dai giovani, vivacizzata da testimonianze, racconti Vocazionali e Missionari...
Alcune settimane fa, durante un "Convegno", ho incontrato un anziano
Missionario, che aveva vissuto per più di quarantacinque anni in Africa, al servizio del "Vangelo"!
Dopo aver ascoltato i Discorsi dei vari Relatori, mi ha fermato, per manifestarmi il suo pensiero: «Tornato in
Italia, sono rimasto stupito da una cosa: qui si parla, soprattutto, di ciò che noi potremmo, o dovremmo, fare per Dio; in Africa, la predicazione è, invece, basata sul racconto di ciò che Dio ha fatto, e continua a fare, per noi!».
Poche ore dopo questo incontro, al termine di una piacevole serata, sono stato accompagnato a casa da una Suora, Superiora della Casa di Spiritualità, in cui ero alloggiato; aveva circa quarant’anni; abbiamo iniziato a parlare di giovani, e di
Vocazione alla Vita Consacrata; spontaneamente, il discorso è andato a finire sulla nostra vita di Consacrati... La Suora ha iniziato a raccontarmi la storia della sua giovinezza, di come si era allontanata dalla Chiesa, durante l’adolescenza: della sua passione per le moto, di come aveva abbandonato presto gli studi, per andare a lavorare, ed acquistarsi una motocicletta, di grossa cilindrata. La sua vita è cambiata, quando ha sentito dire, con grande convinzione, da un Sacerdote, che Dio la amava; a questo punto, mi raccontò che riprese a frequentare la Messa Domenicale, e volle provare a riavvicinarsi ad un gruppo giovanile; in quel gruppo, si parlava poco di Gesù, e non si pregava mai in modo serio. Iniziò, quindi, a partecipare alla Messa, tutti i giorni! Lo Spirito Santo lavorò dentro di lei e, dopo alcuni mesi, si ritrovò a chiedere di essere accolta in una Casa Religiosa. Il racconto dell’azione del Signore, nella vita di questa Sorella, mi colpì, ed è rimasto dentro di me!
Per ogni persona che racconta, deve esserci qualcuno che ascolta, che fa silenzio! Ascoltare, e raccontare, con i giovani; un modo, per crescere insieme, è quello di chiedere ai giovani di raccontare, con semplicità, ciò che succede a Scuola, all’Università, in Famiglia, in Parrocchia, sul posto di lavoro, con gli amici, nell’amicizia e negli affetti; raccontando, si può scoprire, insieme, che Dio è presente nella nostra vita; la "Parola di Dio", il "Vangelo", sono, in fondo, il racconto dell’esperienza di uomini e donne, che hanno vissuto con Dio; Adamo ed Eva, Caino ed Abele, Mosè, Geremia, Ester, Sansone, Pietro, Maria, Paolo: il racconto della loro vita ha tante, tantissime cose in comune, con il racconto della nostra vita; sono noi stessi!

("Avvenire", 23/5/’12)