P. RICARDO LUSUEGRO

MISSIONE AMICIZIA     "Fighter and survivor!"     DIARIO

Così si definiva "Padre Ricky": "combattente" e "sopravvissuto"!
Lasciando la famiglia di "contadini", nelle Filippine,
si dona ai "poveri" del "Mato Grosso".
Là, una "morte prematura" lo ferma.
Nel dolore della "perdita", un "amico" scopre il suo tesoro di "umanità".

P. RICARDO LUSUEGRO (1967-2010), Missionario del Pime in Brasile!

P. Giovanni Demaria
("Missionari del Pime", Febbraio 2011)

«È vero, a volte arrivare in alto non è facile come in questo gioco, ma dobbiamo continuare, perché tanti sono gli sguardi puntati su di noi... Se si vuole, si può! Possiamo farcela... Possiamo raggiungere la meta!». Ricky.

Ora mi accorgo che non mi è possibile scrivere di un amico senza esserne intimamente coinvolto; allo stesso tempo, sento che se non scrivessi di Ricky e degli altri miei amici, credo che verrei meno a me stesso. E ancora, riconosco che Ricky, e ciascuno di loro, è più di quanto io ho colto...
Una mattina dello scorso Dicembre ho ricevuto la notizia che
Padre Ricardo Lusuegro, amico e Confratello, era in fin di vita, in Ospedale, presso Ibiporà, in Brasile.
Originario delle
Filippine, era diventato "Missionario" del "Pime" nel Maggio del 2004; destinato in Brasile poco dopo, solo da alcuni mesi era diventato Parroco a Jardim, nel "Mato Grosso". Soffriva da tempo di epatite; lo scorso Agosto era stato operato di tumore al fegato, e negli ultimi giorni le sue condizioni di salute erano precipitate.
Mi sono fermato, ho posto ascolto al cuore e ho deciso di partire!
L’indomani, il giorno 3 Dicembre, sono arrivato ad Ibiporà; raggiunto l’Ospedale, "il Signore era da poco passato"...
Alcuni giorni dopo, nel mezzo di tante emozioni, ho avvertito come se mi fosse sfuggito l’"essenziale", come se vi fosse un "di più" che non avevo colto. Sono rimasto in Brasile, e in quelle settimane mi sono ritrovato a ricordarlo, e a chiedermi se in questi anni lo avessi davvero incontrato.
Padre Ricky è nato il 13 Ottobre 1967 da una famiglia di contadini nella periferia della Città di Sorsogon, al limite Meridionale dell’Isola di Luzon, nelle Filippine. Sesto di otto fratelli, ha vissuto con la famiglia fino alla conclusione della Scuola Elementare. A 14 anni intuisce chiaramente che, se non prosegue gli Studi, non potrà emergere dalla povertà. Decide, da solo, di lasciare la famiglia e di raggiungere una delle sorelle maggiori presso la periferia della Città di Paranaque, in "Metro-Manila". Si iscrive alla "High-School" e completa i relativi quattro anni di Studi: ricorda di quel periodo di aver frequentato la Scuola con lo stesso paio di pantaloni, puntualmente lavati la Domenica e il Mercoledì, giorno in cui nelle Filippine l’uniforme non è obbligatoria. Terminata la "High-School" si iscrive al Corso di "Comunicazioni Sociali" presso un "College" di Paranaque. Mentre lavora come può per pagarsi gli studi, si coinvolge nella Vita Politica del suo quartiere e incomincia a pensare di diventare Prete. Il luogo in cui vive si trova nel quartiere povero della grande Parrocchia "Mary Queen of Apostles", dei "Missionari" del "Pime". In quegli anni, Ricky incontra Padre Gianni Sandalo ed altri padri del "Pime" che prendono a cuore i suoi Studi e i suoi progetti. Dopo qualche tempo, matura la decisione di entrare in "Seminario". Frequenta il "Seminario" del "Pime" a Roma, e poi la "Comunità Internazionale" del "Seminario Teologico" di
Tagaytay, nelle Filippine. Poco prima di diventare "Diacono", perde il papà, e poco prima dell’"Ordinazione Presbiterale", viene a mancare anche la mamma. Nel Settembre 2005, parte alla volta del Brasile, e svolge il suo Ministero dapprima nella Parrocchia di Assis ("Paranà") e solo ultimamente, come Parroco, a Jardim, in una piccola Città di campagna e di contadini, nello Stato del "Mato Grosso do Sul".
Ascoltando alcuni tra coloro che erano con lui a Jardim, credo che qui, e in questi ultimi mesi, Padre Ricky abbia vissuto alcuni tra i momenti più felici della sua vita.
Qui è giunto a vivere in pienezza la relazione con il Signore, nella dedizione e nel servizio alla gente; si sentiva ed era davvero il loro "Pastore"!
Emerso e riscattato dalla povertà della sua terra di origine, non ha rinnegato le proprie radici, e ha desiderato e accolto con gioia la proposta di andare in "Mato Grosso", per tornare alla gente semplice e povera.
Ha vissuto nella concretezza l’"Obbedienza", anzitutto verso l’"Istituto"; se il "Pime" ha avuto cura di lui fin dall’inizio, lui ha tuttavia liberamente scelto di vivere l’appartenenza all’"Istituto" con una sincera e fedele gratitudine...
Ripensando a quanto è accaduto, e con l’aiuto di alcune "parole amiche", ora provo anche pace e gratitudine per il tesoro di umanità che si è svelato con questa "partenza"; in noi, in Ricky e nel Signore!