PRECEDENTE  LE OMELIE DI DON GIUSEPPE CAVALLI  SEGUENTE

10 febbraio 2013
V Domenica del Tempo Ordinario C
Is 6, 1-2a.3-8 Sal 137 1 Cor 15, 1-11 Lc 5, 1-11

PESCATORI DI PERSONE

Ecco che cosa è il centro, quello che gli antichi chiamavano il "Kérigma", che vuole dire il "messaggio" che viene annunziato... Gesù Salvatore, che fa dei segni: i segni qualche volta sono parole, qualche volta sono Miracoli, qualche volta sono chiamare delle persone, per potere fare un gruppo che porti nel mondo una novità: una novità forte, che serva a dare un senso alla vita e a dare una spiegazione all’oltre vita!

Gesù ordina di fare una cosa che non ha senso, ma qualche volta Gesù ci dice delle cose che per noi non hanno senso, superano il ragionamento!

Rispondono Simone, e i pescatori: "Abbiamo pescato tutta la notte, non abbiamo preso nulla: allora, cosa ci dice di andare a pescare di nuovo?".

Gesù era uno che chiacchierava a parole, gli altri erano gente che pescava e viveva della pesca: Gesù lavorava forse il legno, era certamente un artigiano.

Non faceva certo il pescatore, però se ne intende, perché vuol dare un segno!

"Io conosco cose, che voi non conoscete!". Lo dice a loro...

"Pescate un po’ là!", non perché se ne intendeva come pescatore, non per esperienza: ma perché Lui aveva una visuale superiore!

Risponde bene, Pietro: "Io, da pescatore, so che non serve a niente: ma, sulla tua parola, getto la rete!".

Cosa vuol dire: "Sulla tua parola!"? Vuol dire che c’è una Parola...

È Lui stesso la Parola: è Gesù la "Parola"! E Gesù la parola l’ha data agli Apostoli, e gli Apostoli l’hanno data a quelli che ci credono, l’hanno data a noi... La Parola è scritta qui, sul Libro della Bibbia!

La Bibbia è fatta di Antico Testamento e di Nuovo Testamento... All’inizio c’è la vita degli Ebrei, poi c’è la vita di Gesù, con tutte le spiegazioni che gli Apostoli hanno dato, con tutte le spiegazioni che la Chiesa continuerà a dare, basandosi su quelle parole.

Parole che non sono solo ragionamenti, ci sono anche ragionamenti normali, ma che sono un: "Gettare la rete, sulla tua parola, perché io mi fido di Te! Perché Tu hai detto delle cose, che io non posso ragionare!".

Che dopo la morte c’è qualcosa, lo dicono tutti! Ma che c’è un Padre! Che c’è una gioia goduta personalmente, e una gioia goduta tutti insieme, questo è scritto "nella tua Parola", e a questo è bello poterci veramente legare...

Della Parola di Dio, ci sono delle parti che sono state seminate qua e là!

C’è uno dei primi Predicatori, un Filosofo, che si chiama Giustino, che in Roma predicava, ed ha scritto anche per noi una "Apologia". Ci sono delle parole che sono straordinarie: anche prima di Cristo, c’era qualcuno che aveva ricevuto delle parole seminate qua e là... Le chiama il "Verbo spermatico": "sperma" vuol dire "seme"! Il "Verbo seminato", la Parola di Dio, è nella bontà di Platone, è nella bontà di Aristotele, nella bontà della persona buona, di una mamma buona; nella bontà del vecchio, che dice: "Io non ho paura di morire, perché so che gli Dèi – allora, li chiamavano così – mi accoglieranno, e mi metteranno nelle isole dei Beati!".

Sono "semi" di Verbo! C’è una intuizione che è stata seminata da Dio, prima che Lui venisse per dare la garanzia!

Ce ne è un altro, un certo Clemente, sempre tra il 150 e il 200, poche decine di anni dopo Gesù, che pare abbia fondato la Scuola Catechistica di Alessandria, e che dice: "Ci sono delle scintille che sprizzano, dal fuoco caldo e luminoso del Verbo di Dio!".

Il Verbo di Dio è nell’Eternità: queste "scintille" hanno colpito gente intelligente, ma soprattutto gente buona del mondo... Le "scintille" del Verbo!

E noi stiamo a discutere, se quelli che non sono Cristiani si salvano?

Certo che si salvano, se sono buoni! Perché Dio con le sue "scintille", Dio con i suoi "semi", ancora adesso li chiama alla salvezza...

Peccato che non sappiano che Dio, non solo ha parlato, non solo lo ha messo nel cuore, questo bisogno di Eternità, bisogno di una Paternità da parte di Dio, bisogno di bontà da diffondere nel mondo; peccato che non lo sappiano il Nome di Gesù, perché a loro non è arrivato: oppure, è arrivato, ma mescolato a tante altre idee, soprattutto oggi!

Le persone meno fortunate, oggi, sono gli indifferenti... Quelli, che dicono: "Io, di queste cose, non mi interesso!"; che non danno retta alla serietà, che non danno retta ai "semi" del Verbo ed alle "scintille" di bontà che ci sono... "Io me ne infischio! Che ci sia, che non ci sia, non so che farmene!". Questi, si salveranno? Io spero che anche a quelli il Signore mandi, non una "scintilla", ma un incendio nel cuore, perché si salvino... Io lo spero davvero!

Siamo noi che siamo a rischio, perché lo abbiamo conosciuto, il Signore, e, avendolo conosciuto, dovremmo dirgli: " Io, Signore, ti voglio tanto bene, che Ti faccio conoscere anche agli altri!".

Noi, col nostro esempio, ma il nostro esempio non basta: con la nostra parola, perché gli altri lo possano sapere, che l‘esempio che io riesco a dare è poco, con qualche tradimento, con qualche esagerazione, però riesco anche a spiegarlo, qualche volta... E tutti noi dovremmo essere capaci di spiegarlo, capaci di poter dire: "Signore, aiutami tu a dire le parole giuste a quella persona: a dire che io questo lo faccio, perché ci credo!".

Carlo Carretto, che già vi ho presentato, ha una "Lettera", una delle tante "Lettere dal deserto", in cui dice che aveva un amico, un ragazzino, che stava con lui e parlava con lui di Allah, di Maometto: di suo padre, che era tanto bravo, e pregava al mattino, a mezzogiorno, a merenda e a sera, e anche lui voleva diventare amico di Allah e di Maometto!

E Carretto gli diceva: "Io voglio essere amico di Gesù, e prego il mio Gesù che salvi anche te!".

Un giorno, il bambino Abdaraman arriva da Carlo Carretto, piangendo...

"Cosa ti è successo? È scappata la tua scimmietta? Il papà ti ha picchiato?".

"No, no: piango perché papà mi ha detto che tu vai all’inferno, perché tu non ami Maometto! Tu credi in Allah, ma non credi nelle parole di Maometto, che ha spiegato chi è Allah, e come si fa ad andare da Allah!".

Carlo Carretto non se la sente di dire al bambino che il padre ha torto, o di fare altri ragionamenti, ma gli dice: "Stai tranquillo, perché il mio Gesù, del quale qualche volta ti ho parlato, dice che ci salviamo tutti: l’importante è andare da Allah! L’importante è andare da Dio! Tu non lo hai ancora capito, ma io spero di farti capire che, quando moriamo, ci troviamo tutti da Allah! Ci troviamo tutti da Dio!".

Allora, cosa è la verità? La verità è di essere capaci di ascoltare Allah, che ci dice che, se noi siamo buoni, siamo amici suoi per sempre... Ma non Allah soltanto!

Allah, che è Padre, che ha mandato suo figlio, che è nostro fratello: che ha mandato il suo respiro, del quale noi ora viviamo!

Amici, noi lo conosciamo il Padre, del Figlio abbiamo sentito parlare, e conosciamo le sue parole scritte: dello Spirito, che è la nostra vita, conosciamo anche l’esperienza...

Ringraziamo, e facciamo in modo che lo conosca anche qualcun altro!

Qualcuno può raccontare qualcosa ai bambini: qualcuno può far vedere qualcosa agli amici...

Tutti, dobbiamo dire : "Signore aiutaci a capirti, aiutaci a parlarti: aiutaci a mostrare la tua figura, con la nostra maniera di vivere!".