COLLOQUIO APOSTOLICO EUCARISTICO

Parte prima

MISSIONE NUOVA

Loquere Domine, quia audit servus tuus ( 1Re 3,10)

COMPOSIZIONE DI LUOGO,  DI TEMPO, DI PERSONE.

Cappella interna della Casa di Cura e di Riposo del PIME per i suoi missionari malati.

Le prime ombre di una calma sera di autunno stanno lentamente invadendo la Cappella, soffusa di una pace serena e di devoto raccoglimento. - Presso l'altare, il vivace scintillio della rossa lampada eucaristica.

Nel tabernacolo, Gesù Sacramentato, in amorosa attesa di qualcuno che deve venire. - Difatti, dopo pochi istanti, entra un vecchio missionario (neo-arrivato alla Casa di Cura; barba e capelli bianchi, passo lento e stanco), e va ad inginocchiarsi davanti a Gesù, nel banco più vicino all'altare.

E comincia subito il dialogo tra il Missionario e Gesù.

MISSIONE NUOVA

Benvenuto!

MISSIONARIO - Eccomi qui, o Signore! Finalmente solo con voi solo!...
GESÙ - Oh! Benvenuto, figlio mio, benvenuto a questa tua e mia CASA DI CURA E DI RIPOSO! Ti aspettavo. Lo sapevo che, appena possibile, saresti venuto a visitarmi, a intrattenerti e... a sfogarti con me...
MISSIONARIO - Proprio così, o Signore. Ho qui, sul cuore, un mondo di cose, che vorrei versare nel vostro...; tante, che non so nemmeno cosa dirvi, nè da che parte cominciare...
GESÙ - Ma io capisco ugualmente e perfettamente anche il tuo silenzio e il tuo imbarazzo. Tu, ora, in questa Casa, ti senti un po'spaesato, disorientato, non è vero?
MISSIONARIO - Precisamente, è il termine esatto: disorientato. Non avrei mai più immaginato, dopo di essere stato, per tanti anni, missionario itinerante pro Christo in Oriente... in Occidente... di venire a finir qui, in questa Casa, missionario in clausura o quasi, fra queste quattro pareti. Non me l'aspettavo davvero...
GESÙ - E le "quattro pareti"di questo mio tabernacolo sono forse più grandi, più spaziose?
MISSIONARIO - Capisco, Signore. Avete ragione, non dovrei lamentarmi; ma io, qui... mi pare proprio di essere un recluso!
GESÙ - Ed io? Non sono forse il divino "Prigioniero di amore"? Ma io amo questa mia prigione, per amor tuo e di tutte le anime: deliciae meae esse cum filiis hominum (Prov 8, 31). E anche tu, figlio mio, finirai per sentirti più felice in questa Casa, purché effettivamente e sinceramente tu voglia amare me, le anime, l'Istituto.
MISSIONARIO - Così sia, o Signore, così sia. Ma, intanto, ho la sensazione di essere un uccello sperduto, un pesce fuor d'acqua...
GESÙ - Sì, questa è la tua sensazione: ma la realtà è differente, anzi, molto diversa. Ascoltami. Questa - vedi? - non è se non l'ultima tappa del lungo itinerario che io ti ho assegnato su questa terra. Da tutta l'eternità (ci hai mai pensato?), nel mio infinito amore per te, IO ho stabilito che tu (e non altri), proprio oggi (e non prima, né dopo), dovessi venire in questa Casa (e non in unáltra) per farti santo proprio qui (e non altrove).
MISSIONARIO - Va bene, o Signore: fiat! Ma, sinceramente, avrei preferito farmi santo altrove, in missione, sul campo indimenticabile delle mie fatiche apostoliche...
GESÙ - E io, invece, nella mia specialissima predilezione per te, ho voluto farti il regalo straordinario di chiamarti qui, presso di me; e credi pure che, in nessun'altra parte del mondo, come qui, potresti trovare tante belle grazie, tante favorevoli occasioni, tanti mezzi efficaci per santificare te stesso e per convertire le anime. Credi hoc? (Jo 11, 26).
MISSIONARIO - Utique, Domine! (Ibid., 27); però... adiuva incredulitatem meam! (Mc 9, 23).
GESÙ - Vedo che non ne sei ancora interamente convinto. Vuoi che te lo spieghi?
MISSIONARIO - Sì, o Signore: loquere, Domine, quia audit servus tuus! (1Re 3, 10).

La tua missione