Labirinto!? ... È il percorso della vita, di ogni giorno. Non per confondere ma per ricordarci che c'è un percorso, anche nella confusione dei nostri giorni. C'è la via che conduce al centro della vita. Il racconto è la parabola della nostra ricerca la testimonianza della nostra scoperta.

RACCONTI

PRINCIPESSA PER UN GIORNO

(PASQUA 1999) - di Sandra Cervone

Sono anni che Silvia viene a bussare alla mia porta in cerca di aiuto. Vestiti, saponette, qualche soldo, biancheria pulita soprattutto per i suoi bambini. Dignitoso il suo chiedere: prende il treno per raggiungere Gaeta e si è fatta ben volere da un folto gruppo di famiglie della zona. L'ultima volta, però, Silvia è arrivata sconvolta ed impaurita, accompagnata dalla figlioletta Sonja. "Mia madre è nel Kossovo - ha spiegato - non riesco a mettermi in contatto con lei! La città è sotto i bombardamenti! Tremo tutta! Mi sento proprio male..." E' ancora sull'uscio di casa mia quando comincia a tirar fuori dalla borsa le foto dei suoi parenti rimasti nella ex-Jugoslavia. Ho solo un desiderio: parlare con la madre lontana e vorrebbe poter usare il mio telefono per riprovare a farlo. Anche questa è Carità, mi dico, e spalanco la porta per farla entrare. I primi tentativi vanno a vuoto: è impossibile prendere la linea per Pristina; guerra vuol dire anche questo! Silvia si dispera: "Posso provare ancora?" Poi le viene in mente di cambiare numero, di mettersi in contatto con uno dei fratelli che abita poco distante dalla madre. Una buona idea perché qualcuno finalmente risponde ed inizia una concitata conversazione in una lingua incomprensibile. Guardo Sonja che intanto ha incominciato a disegnare sul quadernone che le ho regalato. Mi ha chiesto se poteva bere perché "senza coca cola non si può stare". "Posso darti solo un bicchiere d'acqua, mi spiace!" Ha accettato e poi mi ha chiesto se le uova di Pasqua sono solo per i bambini piccoli. Lei di anni ne ha "già" otto e frequenta la scuola. Mi fa vedere come scrive e mi chiede di leggere. "Hai scritto luna", dico; "Davvero? Puoi veramente leggere luna?!" Mi fa sorridere tanta ingenuità ma poi torno da Silvia che praticamente sta urlando nella cornetta del telefono per farsi ascoltare. Mi fa cenno di avvicinarmi, di ascoltare, ma sarebbe inutile. Quando riattacca mi spiega:"Volevo farti sentire come sparano! La situazione è gravissima, sono tutti impauriti... Noi non siamo né Serbi né Albanesi... siamo Musulmani, a noi non importa se dobbiamo vivere con persone che la pensano in modo diverso". Le chiedo se la madre sta bene e mi dice che è diventata "brutta e magra". Già! La guerra le fa queste cose! Mentre Silvia mi domanda se anche l'Italia, ("la Nazione dive c'è il Papa") sta bombardando il suo Paese, provo un certo disagio... "Non è facile da spiegare" rispondo, ma lei aggiunge subito che "l'ha sentito in televisione"... Inizia poi a ringraziarmi, a benedire me e le anime dei miei parenti, ad augurarmi tutte le fortune possibili, ad abbracciarmi. Timidamente ringrazio e torno da Sonja che, nel fratte4mpo, ha terminato il suo disegno. "Sei tu!" annuncia, e mi mostra l'immagine di una ragazza con gli occhiali e un fiore in mano. Rimango senza parole e lei aggiunge preoccupata: " Se non ti ho fatta bene non te la prendere!" "No! E' bellissima! Sei stata brava..." E continuo a guardare quella corona che Sonja ha disegnato sulla mia testa... "Sei una principessa" ! Magari! Ordinerei subito a quelle maledette armi di tacere! Fatto sta che, da quando Silvia e Sonja se ne sono andate, le notizie che giungono dai Balcani mi sembrano ancora più gravi, né posso sopportare le immagini di tanto dolore innocente. Quante vittime per questa Pasqua insanguinata! Guardo la tv, leggo i giornali e... continuo a sentire tutto il peso di quella inutile corona che Sonja ha disegnato sulla mia testa...

Anche tu, Signore, avevi la tua corona di spine sulla croce...

E allora le timide ali della speranza si fanno sentire e la mia angoscia diventa preghiera.

Per la Pace. Per la resurrezione.