COMUNITÀ MISSIONARIE LAICHE PIME     ANGELI     CAMBOGIA

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Paola in visita ad una famiglia...

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"SEKEDEY SONKHOM" : in Cambogiano, SPERANZA!

Paola, giovane missionaria laica in Cambogia,
ci racconta la sua esperienza con i bambini malati di AIDS.
Vivere con loro la riempie di gioia e di meraviglia e le permette di scoprire ogni giorno
la tenerezza e l'Amore di Dio per ciascuna creatura... Un "cocktail" che fa davvero miracoli!

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"O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.
Con la bocca dei bimbi e dei lattanti affermi la tua potenza contro i tuoi avversari.
Che cosa è l'uomo perché te ne ricordi e curi? Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli"...

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... Questi sono solo alcuni versetti del salmo 8, uno dei miei salmi preferiti, uno di quei testi della Bibbia che qui, durante la mia esperienza cambogiana, stanno prendendo uno spessore, una verità unici, mai davvero colti prima.
E ancora una volta il Creatore parla il linguaggio della "creatura" perché nulla del suo messaggio d'amore sia perso.
E ancora una volta il Creatore si fa creatura, debole, piccola, per dimostrare che pur nella debolezza e limitatezza si sprigiona la grandezza e la potenza.
E ancora una volta il Creatore si fa compagno, vicino, talmente vicino che dimora proprio nell'amata creatura.
E ancora una volta il Creatore crea la creatura "poco meno degli angeli"...
Queste parole accompagnano quotidianamente la mia esperienza nel lavorare con bambini orfani malati di AIDS...
La Cambogia è ancora profondamente segnata da decenni di guerre, sia internazionali che civili e dal genocidio sotto Pol Pot, negli anni '70. Come sempre sono ferite che necessitano tempo per essere rimarginate; se poi si aggiunge una corruzione che arriva a paralizzare qualunque ambito, da quello degli alti livelli, al singolo studente che deve pagare il professore per poter "imparare"!, una politica ancora malgestita, un'economia in difficile progresso, la situazione non facilita un rapido recupero. La gente comune spera e vuole credere in un futuro migliore, gli studenti universitari cominciano ad "aprire gli occhi" su molto...
Purtroppo un'altra "piaga" è in agguato e miete vittime, migliaia di vittime... è l'AIDS! La Cambogia è uno degli Stati del sudest asiatico maggiormente colpiti. L'epidemia ha cominciato a diffondersi senza che la gente sapesse praticamente niente di questo virus, e dopo i primi casi di morte accertate per AIDS, si è subito pensato "al peggio", sia come numeri di malati, morti e diffusione. Previsioni avverate!
Fra i primi che in Cambogia hanno cominciato a lavorare in questo settore sono stati i missionari di Maryknoll, avviando un progetto per malati adulti, soprattutto pensando a quelle persone che discriminate per questa "maledizione" (ci vuole tempo per far comprendere come sia la reale trasmissione del retrovirus HIV, superando quei preconcetti legati ai demeriti o maledizioni, o semplicemente al contatto fisico o se si incontra per strada...), non avevano più casa, posto dove stare ed essere accolte: considerate uomini e donne, non "i malati di ED" (AIDS). Con l'andare del tempo questa gente, anche dopo alti e bassi, cominciava inesorabilmente a morire, ma sempre accompagnati fino all'ultimo istante, anche grazie alla presenza di un hospice proprio per chi sia in fase terminale. Sul letto di morte confessavano il loro essere pronti per questo prossimo e definitivo passaggio, ma una grande preoccupazione, e quindi non pace, nel pensare ai propri figli, spesso loro stessi contagiati di HIV. Per questa ragione si è pensato di avviare un programma anche per bambini, un luogo dove poter ricevere amore, cura, accompagnamento a morte dignitosa...
Ma poi le cose sono andate diversamente e soprattutto grazie alla grinta di alcuni missionari si è deciso di intraprendere la via della terapia antiretrovirale, l'unica possibilità oggigiorno nel mondo, per controllare l'infezione all'interno del corpo, ma non ancora per debellare del tutto il retrovirus HIV.
Eccomi qui, in Cambogia, ormai da più di 2 anni...
Sono molti i bambini che seguiamo, ma è incredibile come l'amore per ognuno di loro sia unico, davvero speciale!
Qualcuno si stupisce che si riescano a ricordare tutti i loro nomi! Non c'è proprio da stupirsi, invece, perché non è uno sforzo memorizzarli: entrano direttamente nel cuore, non si può fare a meno di ricordarli!
La maggior parte di questi piccoli arrivano da noi quando sono molto malati: andando in ospedale, infatti, scoprono la loro sieropositività e molti sono chiamati al Padre poco dopo averli conosciuti! Spesso sono proprio come le immagini che si vedono alla televisione, volti scavati, corpicini inermi. Grazie però a un cocktail tutto speciale avviene il miracolo, ogni volta sempre più bello e speciale: è come un vero e proprio ritorno alla vita!
Siete curiosi di sapere gli ingredienti di questo cocktail?
Ok, eccovi la ricetta:
accoglienza e familiarità; cibo buono e in abbondanza; riposo; igiene; medicine e amore!
Come spesso accade, le parole, anche le più descrittive, non rendono bene come l'esserci e il vedere di persona! Questi bambini tornano alla vita! E avendo sperimentato la morte, quando erano quasi morenti, ma soprattutto quella dei genitori, già morti per la stessa malattia, questi angioletti sprigionano la vita da tutti i pori!
Con loro si fanno tante attività, ma la principale rimane lo studio!
Fra poco inizierà la scuola. Non potrò mai dimenticare la felicità di Huoen, 12 anni, che non è mai potuto andare a scuola, a causa della salute cagionevole e della povertà della sua famiglia, davanti alla notizia che quest'anno inizierà la prima elementare!
Così anche Panny, 11 anni, che l'anno scorso proprio in questo periodo si sentiva dire da alcuni dottori senza cuore: "Cosa continui a venire in ospedale? Non vedi che stai morendo?"... Sabato inizia la prima elementare! È fiero di se stesso! Racconta sempre: "Tutti erano senza speranza, ma io no! Io dicevo sono ancora vivo, no? Quindi spero!".
Seima, invece, ha uno spiccato "senso religioso" e ti dice: "Da grande voglio fare il sacerdote!". Non sa ancora leggere e scrivere, ma vuole fare catechismo a tutti i costi! Mi dice: "Sarò fedele al catechismo... Magari solo quando sto male, con febbre e tosse, chiederò permesso alla maestra!". Seima ha 14 anni e pesa 20 kg, ha un carattere di ferro ed è un tipo determinato, ma ha anche una malattia polmonare, a causa dell'AIDS e della tubercolosi, che non gli garantirà una lunga vita.
Abbiamo già parlato della morte. Si immagina già il paradiso, il luogo dove si farà tutto ciò che è bello e dove Gesù sarà lì alla porta pronto ad accoglierci e, chiamandoci per nome, starà sempre con noi!
Un giorno gli ho promesso che, se muoio prima io, dall'alto lo proteggerò sempre e lui mi ha promesso lo stesso.
A Lakany, 15 anni, che un anno fa stava morendo fra le mie braccia, e che ora sembra una piccola donna in piena forza, un giorno chiedo: "Come mai ti voglio così tanto bene? Non capisco come io faccia ad amarti così tanto!", e lei mi guarda con sguardo stupefatto e mi risponde: "Semplice! Perché Dio ha voluto che ci incontrassimo e diventassimo come madre e figlia!".
Eh già, semplice per un bambino riconoscere l'amore di Dio! Così semplice che sono i primi a stupirsi davanti all'incredulità di noi grandi... Semplice ed evidente: il Signore ci ha davvero creato poco meno degli angeli, io lo posso testimoniare... con tutti gli angeli che ho incontrato!
Alcuni stanno "facendo il loro lavoro" da lassù in cielo, come Nuon, Et Chek, Srey Pich, Vireak, Mop Capline, Srey Kao, Pich Sino, Srey Neat, Ly Hour e molti altri i bambini che "non ce l'hanno fatta", e che ora sono i nostri angeli custodi. E gli altri angeli, beh, quelli sono ancora in mezzo a noi, sono sicuramente i preferiti di Gesù, quelli che pone in mezzo e dice: se non diventerete come loro...
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Paola Maiocchi