GIUGNO 2005    PER NON PERDERCI DI VISTA    SETTEMBRE 2006
( NOVEMBRE 2005 )

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Foglietto informativo della COMUNITÀ MISSIONARIE LAICHE,
creato per non lasciare sbiadire amicizie ed esperienze vissute insieme,
per tessere un filo di collegamento
che ci tenga in contatto e vi faccia sapere un po’ di noi e delle nostre attività...

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Carissimi amici...

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Dopo la pausa estiva la vita "quotidiana" ricomincia.
È tempo privilegiato per risentire il gusto e il senso di ciò che stiamo vivendo ed abitando. Il senso... qualcosa di unico e specifico. Esso varia non solo da persona a persona, ma anche da situazione a situazione. È la logica dell'incarnazione... Gesù chiede ai suoi: "La gente chi dice che io sia?", ma subito la domanda arriva nell'intimità: "E voi, chi dite che io sia?".
Tante certezze, tanti valori hanno perduto la loro indubitabile validità. È esperienza di ogni giorno, è consapevolezza del nostro esistere. È forse preziosa risorsa per una ricerca rinnovata e creativa. Perché tale senso esiste, in ogni situazione e condizione. Sempre.
Questa ricerca può essere fatta insieme, donandoci ogni volta spazi di confronto e di incoraggiamento, soprattutto regalandoci tempi di speranza e di fiducia. La cosa meravigliosa è che questa fiducia viene a noi anche da lontano. Cambogia e Camerun continuano ad essere per noi, e per tutti coloro che si stringono attorno, fonte di nuovi stimoli e sollecitazioni perché la nostra vita non si chiuda nella sfiducia e nella stanchezza.
Gabriella e Paola sono tornate dalla missione. Questo tempo in Italia diventa l'opportunità per ascoltare e "scambiare" luci ed ombre avvicinate e accolte. Il prossimo 30 dicembre Gabriella e Noemi ripartiranno per il Camerun. Una nuova area di presenza e servizio, in continuità con quanto finora vissuto.
Stefania, Cristina e p. Mariano hanno da poco cominciato a vivere a Kompong Chhnang, coinvolti nei Progetti di formazione e nella cura della piccola comunità cristiana.
La Comunità è in movimento, la missione presenta volti nuovi, così pure gli impegni in Italia.
Ed ognuno colloca la propria ricerca in questo scorrere... È il primato della vita che si impone, è la sfida a trovare in essa la provocazione o la consolazione a riconoscerla significativa.

Antonella

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... E PER CASA IL MONDO

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Con altri 800mila, verso Colonia

Dalla Cambogia a Colonia per la Giornata Mondiale della Gioventù - Agosto 2005.

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L'evento della GMG ha radunato a Colonia, l'agosto scorso, più di 800 mila giovani da ben 193 paesi del mondo. E fra questi paesi, una piccola rappresentanza anche dalla Cambogia.
Ecco alcune riflessioni dai dieci giovani che sono stati scelti dalle diocesi cambogiane per partecipare a questo pellegrinaggio, diviso in due parti: una decina di giorni prima in Italia, Roma, Assisi, Roseto degli Abruzzi e Milano, e la settimana propriamente della GMG in Germania.
Qualcuno, che ha sempre conosciuto i missionari all' "azione" nel suo Paese, mai si sarebbe aspettato di poterli vedere anche nel proprio Paese, l'Italia. Ha scoperto che dietro ad ognuno di noi, "inviati" in missione, c'è una comunità che manda, una famiglia, con proprie difficoltà a volte. C'è tanto "benessere" e allora la domanda si fa ancora più forte: "Perché partono e vogliono restare proprio in Cambogia?".
Qualcun altro, quando attraverso le visite alla comunità di S. Egidio si è accorto che i poveri ci sono anche in Italia, forse ancora più emarginati ed esclusi che in Cambogia, si è meravigliato. A quel punto, con fare serio, mi guarda e dice: "Da oggi in poi comincerò a pregare per i poveri in Italia!".
Sophal, poi, ha aggiunto: "Da S. Egidio abbiamo imparato che non importa quanto si ha! Per vivere il Vangelo basta dare quello che si è; non devi essere ricco per dare. Un povero come me può aiutare un altro povero!".
Thida, commossa, confessa che arrivata alle catacombe a Roma a riconosciuto qualcosa di familiare per lei; una notte ha fatto un sogno: un grosso pesce dorato. Non sapeva cosa fosse. Poi nelle catacombe ha visto il simbolo del pesce, che i primi cristiani usavano per indicare Cristo, e... era proprio quel pesce. Per i più questo può sembrare "vaneggiamento", ma per Thida no. Lei mi guarda con gli occhi gonfi di lacrime e mi dice: "Gesù è qui, in Cambogia, duemila anni fa e ora!".
Molti sono rimasti stupefatti davanti ai grandi segni di cristianità che segnano molti luoghi italiani: dalla loro giovane e piccola esperienza di comunità cristiana in Cambogia, alle radici della Chiesa stessa. Per noi missionari, andare in missione è scoprire con gioia la presenza dello Spirito che compie TUTTO, prepara e forma la Chiesa ovunque, nonostante non si fosse mai sentito parlare neanche di Gesù; per loro venire in Italia è significato riconoscere la stessa azione dello Spirito che ha guidato e condotto per secoli la sua Chiesa. Da tutte le parti è stato un continuo: il Signore È veramente!!!
Vannak, commentando le giornate a Colonia, dice: "Era incredibile vedere così tanti giovani, tanti colori, lingue, nazioni! Noi una tra le tante! Che bello poi quando, nell'incontrarsi per strada, fosse d'obbligo fermarsi pochi secondi per dirsi da dove si venisse, se si potesse lasciare una firma sulla propria bandiera, magari una foto insieme, con un gran sorriso, tra perfetti estranei ma già grandi amici!".
Thiery, molto concreta, che dice: "Sì, ma che stanchezza! Che mal di gambe!!! Questo è il pellegrinaggio della VITA!".
Comune a tutti lo stupore e il ringraziamento: "Grazie a tutti quelli che, accogliendoci con tanto amore e cura, ci hanno fatto sentire le persone più importanti del mondo!". Esperienza unica. Appuntamento in Cambogia per poter ricambiare!!!

Paola

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Mandato

Gabriella ha ricevuto Sabato 22 Ottobre dalle mani del Vescovo di Milano
il mandato apostolico.

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Essere mandati, essere inviati. Responsabilità? Impegno? È anche occupare uno spazio che sta in mezzo tra chi ti invia e chi ti accoglie. Chi viene inviato è perché ha con sé un messaggio da portare e da offrire. Chi viene inviato incontra un "altro", che non conosce, o che conosce poco. La persona inviata arriva in una terra straniera, lui stesso diventa straniero. Quando l'inviato arriva a destinazione, da lui ci si aspetta qualcosa, ci si aspetta che doni il messaggio per cui è stato mandato. Ma l'inviato sa bene che occorre prima cercare il luogo e il tempo giusti per consegnare il suo messaggio. Cerca di conoscere, di capire come quel luogo è organizzato, quali usi e costumi lo rendono originale, particolare, unico, da essere degno di ricevere un dono, che non può essere svalutato. L'inviato, infatti, conosce la bellezza, la grandezza, l'importanza del messaggio da portare. E si prepara. E ne ha cura.
Ricevere un mandato diventa così motivo di grande gioia, perché ci si sente anche degni di una fiducia che ci viene data. Per questa ragione ci si espone, si rischia di mettere in gioco la propria vita, perché troppo grande è ciò che si annuncia! La debolezza, la fragilità, la solitudine, sono presenti in ogni istante; ma ancor più presente è la certezza che il cammino intrapreso non lo si svolge da solo ma insieme ad una comunità, alla Chiesa mondiale, soprattutto a Colui che è l'origine, il contenuto e la ragione dell'annuncio. Questa convinzione, questa certezza, questa fiducia posta in Altro, dicono anche di una responsabilità e chiamano ad una condivisione grandi. Soprattutto richiedono un cuore aperto e dedito all'ascolto, attento a quello che lo circonda; un cuore discreto che, in punta di piedi, non invade o distrugge, ma propone e costruisce insieme.
Chi è mandato arriva come straniero, rimarrà straniero, ma diventerà parte di un'universalità che non ha confini.
È così con questi sentimenti che mi accingo a vivere una nuova bella tappa nella mia vita come missionaria laica: in due occasioni (nella mia diocesi di Padova prima e nella diocesi di Milano poi) mi è stato consegnato il Crocefisso, segno del mandato che la mia chiesa d'origine dona ai missionari partenti. Crocefisso: fonte, via e fine della mia vita da testimone.

Gabriella

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P. Mariano inizia il suo mandato pastorale

La nuova missione per P. Mariano e la CML: un nuovo modo di essere in Cambogia.

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Un anno e nove mesi in Cambogia: un cammino, il mio, ancora ai primi passi. Ma è anche il momento di lasciare Phnom Penh per Kompong Chhnang, questo il nome della cittadina distante circa 100 km. dalla capitale. Sabato primo ottobre è iniziata la mia presenza ed il servizio in quella nuova area.
Negli ultimi giorni a Phnom Penh mi ritrovavo a fissare immagini, emozioni, pensieri maturati in questo tempo: tutto fa riferimento a volti, alla vita, di persone conosciute, o solo incontrate con lo sguardo.
Ho voluto salutare alcune comunità: le Missionarie della Carità (Suore di Madre Teresa) dove ho potuto celebrare tante volte l'Eucaristia. Ci sono bambini ammalati, abbandonati, disabili; era naturale ed obbligatorio, per me, prima di celebrare la Messa, osservare i loro occhi, i loro volti: un bisogno interiore che modificava il mio stato d'animo e faceva diversa la mia preghiera eucaristica.
Ho rivisto alcuni giovani che lavorano nel progetto di ragazzi colpiti da Aids, un'esperienza molto significativa gestita dai missionari americani Meryknoll: tramite questa presenza la "Speranza" si fa evidente
Una visita, seppure breve, in un "hospice" voluto per malati terminali: in ambienti così delicati si entra con discrezione e tanto silenzio interiore.
Ci sono state amicizie maturate: cerco di fare tesoro di parole, consigli avuti, incoraggiamento e sostegno In particolare una gratitudine sincera ai miei insegnanti di cambogiano: attraverso loro ho avuto il mio primo incontro con la storia, la cultura, la tradizione di questo paese.
Ho conosciuto anche piccole comunità cristiane di periferia: per lo più persone semplici, povere, ma ricche di umanità. Assieme abbiamo pregato, la domenica, e, nella Messa, incontravamo assieme il dono del Pane della Vita che sostiene il cammino di tutti.
Ma ci sono anche volti per lo più anonimi che hanno creato in me, a volte, disagio o tensione. Era interessante, la mattina presto a Phnom Penh, esserci sulle strade della città. Il confronto era immediato tra chi, benestante, già spendeva del tempo per la ginnastica in un clima non ancora inquinato; e chi, la maggioranza, iniziava la fatica del vivere non sapendo se e come avrebbe ricevuto il salario adeguato.
Pochi giorni fa un'immagine che sconvolge: una donna, una delle tante venditrici ambulanti, che, assetata, cercava di bere da una pozzanghera di acqua stagnante!
Phnom Penh, come tante altre città, dentro contraddizioni e corruzione alle stelle, incapace di difendere "l'uomo".
Ora lo sguardo si sposta altrove, in questa cittadina di poco più di 40 mila abitanti. Sono tre gli ambiti di intervento che, con le Missionarie Laiche, cercherò di realizzare:
- il lavoro nei progetti sociali nei villaggi: promozione della donna, salute, disabili, agricoltura, educazione;
- un aiuto alla Comunità Cristiana il sabato e la domenica: poco più di 30 famiglie, per lo più vietnamiti e pescatori;
- pensando al luogo, alla collocazione geografica, lungo una delle strade principali che collegano la capitale Phnon Penh con la seconda città della Cambogia, Battambong, anche la sede del Pime a Kompong Chhnang vuole essere spazio di ospitalità, di accoglienza per quanti desiderano una sosta nel loro viaggio.
Affideremo a Santa Teresa di Gesù Bambino, patrona delle Missioni, questo nuovo inizio che coincide con il giorno a Lei dedicato.
Grazie a tutti voi, alla vostra sensibilità, al vostro aiuto e sostegno. Possiate avere in voi consolazione, fiducia e speranza. Questo dono lo chiediamo insieme al Signore.
Con affetto,

P. Mariano

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Saluti dalla Francia

Riflessioni di Noemi a Lione per la conoscenza della lingua francese,
prossima a partire per il Cameroun.

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Salut, comment ça va?
Vi sto scrivendo da Lione e sono già quattro mesi che studio il francese, una lingua che sto apprendendo con interesse per la pronuncia, l'accento, le espressioni, il suono, e poi ti permette di conoscere una cultura, un modo di pensare e di vivere.
Lione, anticamente città romana con il nome di Lugdunum, è la capitale della seta e della gastronomia francese. Nel II secolo d.C. la chiesa ha avuto anche qui molti martiri. Si è sviluppata su due colline e attorno a due fiumi, la Saona ed il Rodano, attraversati da più di 20 ponti
Lione di sera è tutta illuminata e viene proprio voglia di visitarla. Anche questo ha aiutato a rendere il mio soggiorno piacevole.
Non sono mancate le difficoltà, soprattutto all'inizio: la lingua, il sentirsi sola, l'abituarsi a nuovi ritmi di vita e regole…, ma ho trovato una comunità missionaria che mi ha aiutato con la preghiera, l'interessamento, correggendo il mio francese. Non mi sono mai mancati l'entusiasmo e la serenità di continuare.
Ho fatto incontri, ho cercato e trovato, bussato e trovato aperto; mi sono sentita e mi sento tuttora sollecitata a fare e a riflettere soprattutto sulle promesse iniziali che farò a dicembre e sulla partenza per il Camerun a fine anno con Gabriella
Il 14 ottobre, alla Cattedrale di St Jean, il Vescovo Philippe Barbarin ha aperto il mese missionario e l'anno pastorale 2005-2006 dedicato alla missione; le parrocchie e gli Istituti missionari rifletteranno sugli Atti degli Apostoli, la vita delle prime comunità cristiane. Un altro motivo per riflettere sulle mie scelte.
Il tempo passa velocemente, ma questo non mi turba perché... c'è qualche cosa di più grande che mi attende.
Un caro saluto a tutti.

Noemi

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"ABITARE LO SPAZIO DI MEZZO"

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ESSERE FIGLI… generati; ESSERE MADRI… che generano; ESSERE PADRI... in modo diverso.
Sono caratteri universali e sprigionano, per la loro carica simbolica, significati per la vita personale, comunitaria e di fede. In queste "dimensioni" e nelle dinamiche ad esse connesse, si giocano le nostre relazioni interpersonali, il nostro rapporto con la realtà sociale, politica..., il nostro legame con Dio.
Aldilà del loro significato biologico, ogni uomo ed ogni donna è figlio e vive una qual sorta di maternità/paternità... In questo modo è possibile recuperare un gusto vitale, viscerale e immediato della nostra esistenza, liberandoci un po' di tante sovrastrutture di ruoli e compiti., nonché di idealità e spiritualizzazioni.
Sono temi che si aprono al confronto anche tra credenti e non credenti, come pure tra differenti culture. Sono temi trasversali che toccano le diverse generazioni.
Sei incontri a 2 voci: il primo introduce il tema, il secondo lo riprende e lo approfondisce Sei momenti che si terranno tra gennaio e febbraio 2006. In sintesi eccovi alcune precisazioni sui temi:
ESSERE FIGLI
La creaturalità e la creatività, la dipendenza e l'autonomia, l'eredità e il futuro...
1a RIPRESA
Il tema della persona... come unità, molteplicità? Maschera... verità? Volto...
ESSERE MADRI
Il generare, il trasformare, l'accogliere. Bisogni e nutrimento...
2a RIPRESA
Questa categoria vista da un'altra cultura, in chiave antropologica oltre che teologica.
ESSERE PADRI
Offrire un futuro?... Promesse, credibilità sulla vita… Tra legge e trasgressione, realtà e sogno.
3a LA NOSTRA FEDE È LA FEDE DEI PADRI
Ancora una volta l'accostare la tradizione ebraica....
Al più presto vi trasmetteremo le date precise!!!
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... IN PILLOLE

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Domenica 27 novembre 2005 a partire dalle ore 9.00
PRO CAM

Tradizionale momento di incontro, festa e conoscenza tra gli amici della comunità.
Dalle ore 9.00... la nostra casa sarà aperta per ospitarvi e pensare insieme
alle nostre comunità in Cambogia e in Camerun.

Alle ore 21.00: CONCERTO GOSPEL
con il coro "Little David" presso il Teatro Lux di Sacconago - Busto Arsizio

Per ogni informazione contattare direttamente la comunità...
Vi aspettiamo numerosi. Vi aspettiamo con gioia!

N. B.: Ricordiamo di non mettere le macchine in Via Asmara,
ma al Cimitero o in Via Mogadiscio.

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 TOP  COMUNITÀ MISSIONARIE LAICHE

BUSTO ARSIZIO

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CAMERUN

Via Asmara 4
21052-BUSTO ARSIZIO (VA)
Tel.: 0331-350.345
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19, Road 317
Boeung Kok
Toul Kork
P.O. Box 48
PHNOM PENH
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Tel.: (+855) 023-884.963
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Mission Catholique
PITOA
B.P. 283
GAROUA
(Cameroun)
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