COMUNITÀ MISSIONARIE LAICHE PIME    PER NON PERDERCI DI VISTA    NOVEMBRE 2005
( GIUGNO 2005 )

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Foglietto informativo della COMUNITÀ MISSIONARIE LAICHE,
creato per non lasciare sbiadire amicizie ed esperienze vissute insieme,
per tessere un filo di collegamento
che ci tenga in contatto e vi faccia sapere un po’ di noi e delle nostre attività...

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VITA COMUNITARIA:
uno spazio perché ciascuno viva... IN ABBONDANZA!

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A volte sembra così.
Il volto della CML è quello di uno "spazio" aperto, dinamico, malleabile dove ciascuna di noi si pone in ascolto della sua vita e la mette in relazione con la vita altrui, nella corresponsabilità tanto auspicata.
Dalla prossima estate in avanti questo volto sarà ancora più evidente e concreto.
Rientri e partenze dalla e per la missione caratterizzano la trasformazione della vita comunitaria.
Paola è già rientrata dalla Cambogia e si fermerà a Busto per completare la sua formazione; il prossimo 14 giugno, Stefania partirà per la Cambogia e a luglio rientrerà Gabriella dal Camerun per un periodo di vacanza.
Sempre a luglio Noemi inizierà lo studio della lingua francese a Lione per poi partire con Gabriella per il Camerun.
Tappe personali importanti, intense, che si intrecciano tra loro e vengono accolte e accompagnate da uno spazio comune.
E ogni tappa avviene nel rispetto dei tempi, dei bisogni, dei desideri di ciascuna, guardando le finalità del nostro servizio e la nostra identità.
Pensare la fraternità anche così... FARE SPAZIO, CREARE SPAZIO perché ogni uomo e ogni donna possano sentirsi vivi!
Ci stringiamo allora intorno a chi partirà e cogliamo l'occasione per ringraziare dell'enorme gioia al sapere che nello "spazio" cml ci siete anche voi.
L'estate è anche vicina, quindi buona vacanza a tutti.

Comunità Missionarie Laiche Pime

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... E PER CASA IL MONDO

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Il ritorno di Paola

Grande entusiasmo, grandi fatiche ed un cammino che deve ancora concludersi
nella formazione... Forza Paola siamo con te!!!

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Eccomi qui! In Italia, dopo più di tre anni in terra cambogiana. Tornata nella mia comunità di origine, l'Italia, la mia Diocesi, la mia parrocchia, la mia famiglia.
Eccomi qui. Eccomi davanti alla prossima tappa di formazione, l'ultima, prima delle Promesse Definitive.
Carissimi amici e familiari, ci siamo seguiti a distanza, secondo le possibilità che abbiamo avuto, e sono sicura che sappiate già molto di quello che ho vissuto in Cambogia. In queste poche righe cercherò piuttosto di raccontarvi ciò che vivo ora, tappa saliente nel mio cammino.
Durante tutta la fase iniziale e soprattutto la preparazione alla partenza per l'OTP (periodo di missione a tempo determinato, con scopo di formazione), mi è stato detto: "bisogna prepararsi al partire tanto quanto al tornare". Ora capisco pienamente il significato di tale affermazione. Non è scontato né il "come" si parte, né il "come" si torna! E davvero sento che la rielaborazione di ciò che è stato e che sarà deve essere accompagnata, custodita, preparata con la stessa cura e intensità di quando mi preparavo alla "partenza". Non saprei come esprimermi e cercare di farvi comprendere: è davvero tanto e grande quello che è stato per me questo tempo cambogiano. È stato un tale dono che non può trovare una definizione; mi verrebbe da dire che è impronunciabile. Quello che può essere "pronunciato", anzi acclamato, gridato, cantato, sono le MERAVIGLIE del Signore! Mi sento proprio come quelli degli Atti degli Apostoli, che dopo la "missione" ad altri popoli e nazioni, tornano a Gerusalemme "colmi di gioia" per la grandezza del Signore che loro stessi hanno visto e attestano, nel momento stesso che vanno incontro a chi del Signore Gesù non ha mai sentito parlare, ma che nel cuore ha già i segni della presenza attiva dello Spirito Santo.
Sì, anch'io mi unisco alla gioia di questi apostoli, affermando: sono testimone della grandezza del Signore Gesù, che era, è e sempre sarà, ovunque, in ogni uomo. Dello Spirito Santo che è fuoco che fa ardere il cuore e fa parlare una sola lingua. Dell'unico Padre, che ci rende davvero fratelli.
Questa terza fase della mia formazione sarà variegata e ricca di tanto, spero proprio che dia i suoi frutti, per poter essere sempre più preparata a ciò che maggiormente desidero: servire come Gesù ha fatto, nell'atto dell'amore incondizionato, arrivando a quei "nascondigli" dove l'uomo si rifugia, in quella quotidianità che disarma, per poter sempre di più parlare a Dio dell'uomo e all'uomo di DIO. Bellezza per la mia vita.

Paola

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Due anni d'Africa

Dal Camerun Gabriella, pronta a ritornare per un periodo di riposo in Italia,
invia le sue riflessioni sui due anni trascorsi in missione.

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Una presenza nuova sia per la gente, per il Clero, per noi, per me. Esperienza che sapeva all'inizio solo di novità, di diverso, di cose nuove. È vero, tutto è nuovo, tutto è diverso rispetto a noi, ma lo è veramente? Un impegno sanitario, una presenza tra la gente, nella loro vita, un servizio fatto per loro e con loro.
Cosa dire? Cosa sintetizzare?
Non è facile. Descriverei una giornata. Una semplice giornata con gli incontri, le difficoltà, le gioie, il lavoro...
Si arriva cariche di tante cose, idee progetti sogni, ma poi piano piano si scopre che la ricchezza del nostro essere qui è quella di cercare di entrare in una vita, in un cammino che è già tracciato, mettendo le mie, le nostre conoscenze assieme alle loro.
Ma chi sono state per me queste persone?
La cosa più bella è il desiderio di relazione, di amicizia, di condivisione che c'è in tutti. Sentirsi parte dell'unico popolo di Dio in cammino per costruire il Regno; il Regno: uomini e donne con gioie, dolori, speranze, desideri... Cosa di diverso da noi? Forse solo la povertà materiale, la mancanza di certi mezzi che noi riteniamo indispensabili per vivere.
E nelle infinite diversità quello che mi ha fatto sentire a casa è trovare un cuore che batte per il prossimo, non importa chi sia, da dove venga, ma attento a tutti. Un cuore che ascolta, che accoglie, un cuore che ama.
Importante l'esperienza di lavoro fatta a contatto con le donne. Con loro abbiamo condiviso difficoltà, cercato strategie per migliorare la vita senza togliere nulla della cultura e della tradizione.
È stato un cammino dove incontri la vita, dove non sono le tue idee, i tuoi progetti, a prevalere ma la quotidianità fatta di gesti semplici, di azioni che sembrano insignificanti, ma che cambiano, trasformano i cuori, le menti, i desideri. Una quotidianità dove il protagonismo non può aver posto, dove quello che conta è l'amore che tu sai dare attraverso l'ascolto, attraverso un saper "perdere tempo" per aspettare, per camminare con i tempi che il luogo richiede.
Sintetizzare la mia esperienza di questi due anni... Lo farei con tre parole: camminare, ascoltare e aspettare; perché è stato così che il lavoro e molti "incontri" si sono realizzati e creati.

Gabriella

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... DI TUTTO UN PO'

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«Vieni alla Lectio? » ... «Lezzzio che?!?! »

Riflessione di alcuni amici.

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Sono due anni che frequentiamo con assiduità gli incontri di lectio divina del venerdì sera organizzati dalla Comunità delle Missionarie Laiche di Busto Arsizio.
Questi incontri fin da subito si sono rivelati per noi una splendida opportunità per meditare con attenzione il Vangelo che la liturgia ambrosiana ci propone la domenica successiva.
Ogni volta persone diverse guidano la meditazione sul brano evangelico, analizzandolo e commentandolo, e lasciando poi un momento di riflessione silenziosa nella quale ciascuno verifica ciò che le parole del Vangelo dicono alla sua coscienza.
Segue poi l'importante momento di condivisione nella fede, in cui liberamente si condividono i frutti della meditazione. È un momento durante il quale si possono cogliere sfumature, immagini, sensazioni che, senza questo libero confronto, molto probabilmente noi non riusciremmo a cogliere anche rileggendolo più volte da soli; è un momento in cui si sente forte l'unità di tutti i presenti in Gesù Cristo. E così quando la lectio termina questa unità in Cristo si rinsalda in una splendida amicizia che si realizza in attimi gioiosi e scherzosi attorno a qualche torta posta sul grande tavolo nel centro della casa. La torta sparisce in un battibaleno, la gioia dell'incontro con Cristo e l'abbraccio dell’amicizia rimangono dentro di noi.

Angelo, Luigi e Adriano

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Missione e animazione missionaria

Noemi condivide la formazione missionaria focalizzando alcuni punti nodali
del nostro stare qui con il cuore nutrito dalla missione.

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In questo articolo desidero proporvi alcune riflessioni di Don Gianni Cesena, responsabile dell'Ufficio Missionario Diocesano, sul cammino missionario che la nostra Chiesa di Milano sta facendo.
Siamo nel cuore del "triennio missionario" e l'Arcivescovo lo ha inaugurato con il documento "Mi sarete testimoni" del 2003.
Nel periodo fin qui trascorso il nostro Cardinale ha puntualizzato come il cammino e il volto missionario della nostra Chiesa possano giovarsi dell'attenzione delle nostre comunità verso la missio ad gentes.
Don Gianni ci dice che parlare di pastorale missionaria significa dare un'ispirazione missionaria a tutte le attività parrocchiali, così che si possa parlare di primato dell'annuncio, di testimonianza; non si può però non sottolineare quella forma esemplare di missione che consiste in risposta a una precisa chiamata del Signore, nel partire per terre e culture diverse. Una vera pastorale missionaria, non può prescindere dal rapporto con le chiese sorelle e con la missio ad gentes.
Don Gianni parla di chiese sorelle perché è ora il momento di vivere in un rapporto paritario e nella comunicazione di beni materiali e spirituali, facendo incontrare la varietà delle vocazioni, delle spiritualità, dei cammini pastorali.
Don Gianni dipinge a grandi tratti il volto missionario della Chiesa ambrosiana:
- oltre 2200 sono i missionari/e che hanno portato e vissuto il Vangelo in ogni angolo del mondo. Un'anagrafe consente di raggiungerli almeno una volta all'anno con il messaggio personale dell'Arcivescovo, di incontrarli sul posto o di accoglierli tra noi nei periodi di vacanza;
- l'impegno missionario si esprime sul territorio con l'animazione missionaria attraverso il lavoro di Istituti religiosi e missionari e di laici. Elemento qualificante dell'animazione è la formazione;
- la Consulta missionaria ha contribuito in questi anni a delineare le linee della pastorale missionaria diocesana;
- la presenza di Istituti Missionari insieme a una decina di ONG di ispirazione cristiana e a numerosi gruppi di volontariato costituisce un patrimonio di sensibilità missionaria;
- l'Ufficio Missionario Diocesano promuove l'attenzione all'universalità della chiesa attraverso le Pontificie Opere Missionarie e la promozione della Giornata Missionaria Mondiale. Universalità significa anche farsi carico di tutte le comunità sparse nel mondo e dei loro bisogni;
- l'invio dei preti Fidei Donum e di laici ha toccato ormai circa una quindicina di paesi nel mondo, con l'apporto di circa 80 persone;
- parrocchie e gruppi sostengono persone ed iniziative ovunque nel mondo, ma quotidianamente molti vescovi, missionari e comunità bussano alla porta dell'Arcivescovo e della Caritas per presentare progetti e sollecitare aiuti;
- tramite il Centro Documentazione Mondialità vengono messi a disposizione sussidi di vario tipo e organizzati corsi su temi di evangelizzazione e promozione umana, pace e giustizia;
Don Gianni termina la sua riflessione paragonando tutto questo a un "cantiere" i cui risultati saranno il frutto di una grande passione, di collaborazione e pazienza, aperto a tutti coloro che sono sensibili alla missio ad gentes.

Noemi

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La fantasia dell'intercultura

Stefania e la Comunità a contatto con la cultura per parlare di intercultura.

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Da qualche anno la nostra Comunità è coinvolta in un "progetto di educazione all'intercultura" promosso dal PIME di Milano.
Precisamente Stefania ha lavorato nelle scuole elementari, medie, superiori in alcuni itinerari educativi quanto mai urgenti.
È il tentativo di far interagire la propria esperienza di missionarie ad gentes con la realtà umana e cristiana che incontriamo al nostro rientro in Italia.
È credere che l'incontro tra esperienze diverse plasmi una nuova visione antropologica della vita non più centrata solo su se stessi, ma in ricerca dell'altro.
È percepire che il Vangelo crea spazi dove si possono sperimentare nuove strade per la testimonianza, dove lo sguardo tra noi non sia dettato solo dal sospetto e dal giudizio, ma dilata le nostre esperienze e la nostra creatività.
Questa collaborazione della CML con Andrea Zaniboni e Stefano Borsani, responsabili del Progetto lntercultura del Pime, vuole rispondere ad una lettura del contesto giovanile attuale e al nostro impegno di evangelizzazione.
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"ABITARE LO SPAZIO DI MEZZO"

Impressioni sparse su un percorso che ormai da diversi anni aiuta a riflettere
sul senso e la profondità della nostra fede.

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Effettivamente il nome della via potrebbe far sorgere qualche sospetto: Via Asmara. C'è forse un meccanismo inconscio collegato a questo nome esotico e caldo che ti porta ad uscire nei mesi di gennaio e febbraio, alle 21.00, temperatura non propriamente tropicale, per recarti in Via Asmara. Ma, a parte il nome, tutto il resto è perfettamente comune.
Una casetta, vicino a tante altre, simile a tante altre, con un piccolo giardino, come tanti altri. Suoni il campanello e ti ritrovi nell'ingresso e subito noti qualche cappotto di troppo sull'appendiabiti... in questa casa c'è forse qualche ospite.
Volti sorridenti ti accolgono e ti accompagnano.
Riesci a scorgere un soggiorno come tanti altri, una piccola cucina come tante altre.
Scendi lungo una stretta scala e sei arrivato al piano scantinato.
E qui quel sospetto che ti era nato dal nome Asmara, ma che avevi cacciato via, ti rinasce: ci sono numerose sedie. Sono le sedie di una casa, un po' uguali tra loro, ma non tutte, e qualche persona è già seduta e poi altre ne arrivano, fino a quando la stanza è affollata e qualcuno, presentato da Antonella, prende la parola e comincia a parlarci.
Parole importanti: Nascere e morire, Resistere e consegnarsi, Guadagnare e perdere.
Parole solide come la pietra e dolci come il miele, che ti aprono uno squarcio, risuonano come un grido.
Settimana dopo settimana ci vengono proposte parole da uomini e donne che amano e conoscono la Parola, e queste parole si accasano nel nostro spazio di mezzo, perché si innestano in una dimensione che non è anonima e asettica, ma è uno spazio in cui al piano sopra ci sono pentole da lavare, una cucina da riassettare, un soggiorno in cui sederti a guardare la televisione.
Mangiare e digiunare, Ricevere e donare, Crescere e diminuire: si calano nello spazio della nostra vita reale, ritagliano un senso, ti danno risposte o semplicemente ti fanno compagnia nei tuoi dubbi e nelle tue paure.
E quello spazio di mezzo non è più il deserto.
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Flavio e Maristella Verzotti,
parrocchia San Giovanni - Busto Arsizio

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... IN PILLOLE

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  • "Vivere le cose belle": dal 24 agosto al 3 settembre 2005 Campo di incontro e di lavoro presso il PIME di Busto Arsizio, in Via Lega Lombarda 20 -
    Per informazioni: P. Luca Galimberti, Tel.0331/350833 - pimedml@pime.org ;
    e Sr. Alessandra Bonfanti, Tel.02/48000671 - mdianimazione@pcn.net .
  • "Fatti un'idea": il 3 luglio una giornata con la Comunità delle Missionarie Laiche per capire
    da vicino vita morte e miracoli della CML di Busto. Per chi è interessato: Tel. 0331/350345.
  • "Abitare lo spazio di mezzo": un nuovo ciclo di "Abitare lo spazio di mezzo" verrà proposto il prossimo anno. In tempo utile vi comunicheremo le date degli incontri.
  • "Lectio": vi ricordiamo che a ottobre riprenderà la lectio a casa nostra il venerdì, escluso l’ultimo del mese e nel periodo di Quaresima.
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e ancora... BUONE VACANZE !!!!!

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