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Dare vita alla vita!

Djamboutou, 20 Maggio 2006

Carissimi, siamo alle porte della festa dell’Ascensione. Qui giovedì 25 maggio si festeggia. Una festa che lo stato riconosce… Qui in parrocchia ci sarà la presenza del Vescovo per il sacramento della "cresima" ad alcuni giovani. Momenti che indicano il cammino costante, difficoltoso, ma che piano piano dà segni di crescita, di conversione. Mi sembra di averlo già comunicato, ma è sempre bello, emozionante e nello stesso tempo interroga vedere adulti che si battezzano, anziani che chiedono di consacrare il loro matrimonio… Fede che cresce, che ci interroga, che ci fa andare all’essenzialità.

Una scuola per noi missionari, se sappiamo tenere aperti occhi, cuore, orecchie per vedere, sentire, ascoltare le meraviglie che lo Spirito Santo costantemente opera. Diventa per noi una scuola dove continuamente dobbiamo chiedere la Saggezza, quella che solo Dio Padre sa dare.

Le mie giornate si spiegano nei diversi villaggi della parrocchia, negli incontri con le donne. Incontri basati nel cercare di mettere in atto all’interno del villaggio strategie, azioni per prevenire le malattie, in particolare quelle dei bambini. Malnutrizione, malaria, diarree sono costanti, e a volte la scarsa formazione, l’analfabestimo presente nelle donne, nelle mamme, aggrava. La difficoltà che incontro maggiormente è il raggiungerli, soprattutto adesso che iniziano le piogge e le strade diventano impercorribili. Ad aggravare questo problema la rottura della macchina, che mi costringe quando è possibile a raggiungere i villaggi con il mototaxi.

Sembra di descrivere qualcosa che sia "fuori dal mondo", ma invece è quello che costantemente viviamo. Contemporaneamente, si respira voglia di vita, di speranza. Desiderio di mettersi in "cammino" con i propri mezzi per migliorare, per dare vita alla vita.

Con me lavora una Signora, Martine. Vive in un villaggio a 30 Km. dal centro della parrocchia. Donna sieropositiva. Arrivo per la prima volta al villaggio, è lei ad accogliermi, spiego a lei cosa penso di fare con le donne. Fissiamo un primo incontro. Il mercoledì successivo circa 30 donne arrivano. Lei, Martine, ha fatto il giro del villaggio e dei villaggi vicini per chiamare le donne all’incontro. Adesso, quando non riesco ad andare è lei che porta avanti gli incontri, sensibilizzando, ed aiutando le altre a mettere in atto piccoli cambiamenti nella casa, nella gestione quotidiana della famiglia.

In un altro settore della parrocchia, mi sono trovata di fronte all’abuso di alcool nelle donne. Questo problema è causa di problemi all’interno della famiglia, tra la coppia, trascuratezza dei figli. È molto difficile capire che passi fare, come affrontarlo. Le donne fermentano il miglio da cui ricavano una bevanda alcolica, che vendono al mercato. Per alcune è l’unica fonte di guadagno che hanno, ma che ha come risvolto negativo l’abuso sia negli uomini sia nelle stesse donne che lo preparano. Con loro stiamo pensando cosa fare per trovare altre fonti di guadagno che possano aiutare loro, la loro famiglia…

Quest’anno ho iniziato una nuova esperienza: due giorni alla settimana ho fatto lezione di educazione sanitaria in un centro femminile per ragazze. Esperienza che mi ha messo di fronte al problema del disordine sessuale tra i giovani. Problema che richiama molto il problema dell’AIDS. Problema che cercheremo, con l’aiuto della coordinazione diocesana della sanità, di affrontare con i giovani.

Solo alcuni aneddoti di una vita che nelle difficoltà, nella povertà, nella fatica di avere il minimo, sprigiona speranza e voglia di vivere.

In questi giorni, sto cercando di mettere in ordine il lavoro fatto in questi pochi mesi dal rientro dopo le vacanze, e mi accorgo che negli incontri fatti solo raramente emerge la lamentela, la sfiducia, lo scoraggiamento.

È motivo di riflessione, di preghiera, sia per me che per loro, perché solo così, penso, con questa energia che fanno uscire dal loro cuore, riusciranno a migliorare la loro vita. Il nostro aiuto deve servire ad avviarli, a formarli, a mettere a disposizione i primi strumenti per un cammino che rispetti cultura, tradizione, stile di vita, che rispetti una ricchezza che è loro propria e che nessuno può toccare.

Saluto personalmente tutti, ringraziando per l’attenzione che date a noi missionari, per l’aiuto e il sostegno con la preghiera! Un abbraccio!

Gabriella Lorenzi