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TESTAMENTI SPIRITUALI

P. Fulvio Giuliano

Milano, 13 novembre 1981

Carissimi fratelli in Cristo e confratelli del Pime, il Signore vi benedica tutti!

Ho saputo che è bene che tutti i membri dell’Istituto lascino il Testamento; quindi anche io obbedisco, e con queste mie poche parole metto sulla carta i miei "Desideri" che dovrebbero essere accolti da voi quando il Buon Dio mi chiamerà a Lui. Penso di aver ben poche cose da lasciare, ad ogni modo se nel giorno del mio passaggio a vita migliore dovessi essere in possesso di beni, denari, libri e chi più ne ha più ne metta sappiano tutti che lascio tutto al Pime. A tutti chiedo perdono delle mie piccole e grandi debolezze di Fedeltà, Carità e generosità nella mia vita di missionario, che hanno certamente contribuito a sfigurare il volto di Cristo, della Chiesa e del nostro Istituto.

Signore Gesù abbi pietà di me.

Madre di misericordia prega per noi.

P. Fulvio Giuliano, Pime

Sacerdote della Diocesi di Macapà

 

Testamento di P. Erminio Bonetta:

annullo tutti i testamenti precedenti.

Oggi, 16 ottobre 1922, io, P. Erminio Bonetta, sano di mente, cosciente di ciò che sto per scrivere, davanti al crocefisso e alla sua Madre Santissima, dispongo per l’atto di mia morte. Dei miei beni materiali mobili ed immobili che ho in Italia e in missione, lascio tutto quanto al mio reverendo vescovo Mons. Sagrada e al suo successore perché disponga al più presto possibile, per la celebrazione di 500 sante Messe in suffragio dell’anima mia: il rimanente lo dia a beneficio della missione di Birmania e preferibilmente di questa missione della Divina Provvidenza: e provveda perché venga eseguito il lascito di 10.000 lire da me fatto alle scuole di Kengtung con gli annessi obblighi. Lascio al mio successore e a tutti i missionari tutti i figli spirituali di questa missione della Divina Provvidenza. Qui mandato a fondare questa missione fin dai suoi inizi i mali che vi sono, sono tutti per colpa mia: di questo Dio mi avrà giustamente giudicato. Scongiuro il mio successore perché abbia a supplire a tutte le mancanze da me commesse, che egli levi quegli abusi che io per pigrizia, per ignoranza, per debolezza e superbia ho lasciato introdurre e più che tutto egli abbia a riparare agli scandali che io avessi potuto dare, perché il male non abbia a continuare nella rovina si tanto che senza di questi scandali si salverebbero. Per tutte queste colpe commesse in questa missione della Divina Provvidenza, come pure anche quelle commesse nei miei primi anni di missione fra i Ghekù domando sinceramente perdono al Signore e prego e mi raccomando ai miei figli spirituali, ai miei compagni e ai miei superiori di ottenermi dal Signore perdono per così gravi mancamenti. Lascio poi al mio successore e a quelli che saranno missionari in questa missione un frutto della mia esperienza, perché ne vogliano usufruire in bene delle anime. E cioè avendo essi villaggi cristiani. Dovendone prendere dei nuovi dove vi siano degli uomini apparentemente cattivi perché giocatori o fumatori d’oppio, non abbiano a scoraggiarsi così da non prendere cura di questi villaggi oppure da allontanare queste persone dal villaggio cristiano, loro e la loro famiglia. Quando queste persone non fossero di rovina diretta per gli altri cristiani sono sempre da tenere in villaggio. Ho esperimentato che tanti che erano cattivi e di nessuna speranza, dopo alcuni anni si sono fatti buoni e furono salvi. E pure ammesso che la grazia del Signore sia da loro rifiutata, almeno tenendoli in villaggio, i loro figli i quali altrettanto perduti se i loro genitori perché fumatori o giocatori, fossero mandati via dal villaggio. Ho constatato che ogni villaggio nello spazio di cinque anni circa cambia l’aspetto morale e ciò per la morte di alcuni e per l’introduzione dell’elemento nuovo, per cui villaggi del tutto non promettenti dopo alcuni anni erano dei migliori: sarebbe stato del tutto imprudente l’averli abbandonati quando non facevano bene. E’ questa l’unica eredità di scienza missionaria che lascio al mio successore pregandolo di usufruirne, per amore della salvezza delle anime che io ho tanto sentito. A tutti i miei parenti, i miei figli spirituali, ai miei confratelli e superiori mi raccomando per un suffragio dell’anima mia perché giunga al paradiso dove canterò l’essere riconoscente a coloro che mi hanno fatto del bene con le loro preghiere. Signore, nelle tue mani raccomando l’anima mia.

Kengtung, 16 ottobre 1922

 

 

P. Angelo Biancat

Milano 14 settembre 2003

Carissimi tutti,

voi amati tutti, voi legati a meda vincoli di sangue, voi famiglia Pime con cui ho speso la parte più lunga della mia vita qui nelle Filippine vorrei che queste righe fossero il mio testamento. Vorrei specialmente riassumere in poche parole, perché nella mia vita ho parlato tanto ed ho anche sbagliato tanto. Però ho molto ricevuto e quindi la prima parola che vi lascio è: Grazie. La seconda è perdonatemi, come dal Signore chiedo il Perdono. Avrei potuto essere migliore. In questi anni e specialmente negli anni, e specialmente negli ultimi 11 anni nelle Filippine, il Perdono sarebbe stato il punto migliore di incontro con il Signore e con la gente. Ho provato ad essere buono, non ci sono riuscito sempre. Poi la malattia inaspettata mi ha fatto cambiare la vita… Ora sono abbastanza sereno, anche se, purtroppo, lascio probabilmente problemi e situazioni in cui avrei dovuto agire in modo completamente diverso, specialmente nella mia vita privata. Per questo chiedo il perdono, come inizio di vera pace. Per il modo come ho lasciato le Filippine, non ho quasi niente da lasciare. Se ci fosse del denaro nei conti del Pime a nome mio, sia usato per le Filippine. Le poche cose personali, che troverete in stanza come: orologi, piccola radio, altri oggetti, li lascio agli amici, che sono stati in un certo modo la mia famiglia. La vita è bella anche in momenti di enorme sofferenza. Sono stato tanto amato. L’unico rimpianto: non avere amato abbastanza… Mi fido del Signore di stare vicino a chi soffre per questo, grazie. Pregate per me. Vi amo.

Angelo Biancat

 

P. Luigi Antenati, 5 giugno 1994

Nel nome del Signore. Amen

Ecco il mio testamento in pieno possesso delle mie facoltà: ringrazio Dio per avermi ricolmo di benefici, per l’educazione religiosa impartitami dai miei genitori, educatori, per la vocazione sacerdotale e missionaria che ho cercato di vivere e rinnovare ogni giorno. Chiedo perdono a Dio per le mie ingratitudini verso di Lui e per tutti i miei peccati. Chiedo perdono agli uomini se ho fatto loro del male con le parole, l’esempio, con le azioni. Ho voluto sempre servire la Chiesa per mezzo dell’Istituto. Per esso ho lavorato, sofferto, dato la vita pensando sempre alla mia missione di Cina. Ringrazio tutti coloro cha hanno vissuto con me. La preghiera per tutti non è mai venuta meno. Continuerò a ricordarli. Lascio tutto per le missioni della Cina. Dovevo dare tutta la vita con la mia testimonianza e lavoro; Desidero, se si può, essere sepolto a Grumello nella chiesa del cimitero. Grazie a tutti. Che Dio benedica. Lode a Lui per sempre.

 

 

P. Ruggero Alicino, Roma 17-7-1982

Disposizione Testamentaria

Lascio tutto quello che mi appartiene in denaro e oggetti alla mia missione di Macapà. Lascio a criterio del superiore generale in carica di distribuire nella misura che crederà opportuno ai confratelli che lavorano in missione. Compreso il vescovo, al momento della mia morte. In cambio chiedo una preghiera di suffragio. A tutti i confratelli chiedo perdono per tutto quello che potrebbe esserci stato da parte mia e che li abbia offeso. Grato a Dio per il dono della vita e della vocazione sacerdotale e missionaria, gliele rimetto nelle sue mani paterne chiedendo perdono per tutte le mie mancanze e spero nella sua misericordia. Ai genitori, al fratello e sorella, ai superiori e confratelli ed amici e parenti tutti che mi hanno aiutato e formato la mia più profonda gratitudine. Un particolare grazie alla sorella suora per tutto quello che ha fatto per me soprattutto per il suo esempio di semplice laboriosità per il servizio dei poveri. A tutti quelli che mi hanno conosciuto un grazie per la loro amicizia e chiedo che si ricordino di me nelle loro preghiere.

Roma, 17-7-1982

P. Ruggero Alicino Pime

Testamento

Mio Dio ho piena coscienza che mi hai sempre amato e tutte le volte che guardo l’immagine del tuo figlio crocifisso si rafforza in me questo sentimento e tutte le volte che arrivo alla consacrazione nella Messa percepisco che questo tuo amore per me è proprio della tua marca, senza limiti. Ti ringrazio per tutto questo amore che mi hai usato durante questi 64 anni della mia vita e che sono sicuro continuerai ad usarmi per sempre perché anche se la morte porrà fine alla mia esistenza terrena non potrà porre fine al tuo amore eterno. Per questo sono sicuro che nonostante la mia indegnità, mi accoglierai presso di te in Paradiso. Sono sicuro che lo farai perché non puoi cessare di amarmi. Tutte le volte che andando per le strade o comunque incontrando qualche persona affetta da deficienze fisiche o mentali ho sempre fatto la constatazione di quanto mi ami. Che contraddizione: credo nel tuo amore infinito per me, ma ahimè, come lo riduco, quando faccio questo paragone tra quello che hanno sofferto e me. Ti chiedo perdono e fa che creda nel tuo amore anche nella sofferenza. Per questo canto nel tuo amore. O mio Dio tu sai che ho sempre sentito una certa ritrosia nel fare il testamento. Francamente non si dirti perché. Sarà stato inconscio timore della morte o perché non ho avuto tutta la capacità di scoprire che tu mi ami anche nella morte e attraverso la morte? Più di una volta sono stato portato a pensare che il testamento è una stupidaggine. Ricordo che quando papà e mamma pensavano alla morte e al loro testamento, li ho sempre dissuasi non tanto per scacciare da me il pensiero della loro morte, ma perché non riuscivo a vederne la necessità, a che cosa doveva servire quel mettere per iscritto le loro volontà quando noi figli già le conoscevamo? Ma la saggezza umana impone che si faccia e persino le costituzioni del Pime lo impongono a tutti i suoi membri. Per questo sto qui a farlo. Nel farlo vedo che è anche bello pensare che la morte non so se è già alle porte, comunque mi aspetta, mandata dal tuo amore di Padre. O mio Dio, mi valgo anche di questa circostanza per ringraziarti ancora una volta del tuo amore verso di me, amore che è vita, che è vocazione, che è sacerdozio, che è apostolato, che è Pime, che è confratelli ai quali chiedo perdono per le mie mancanze e ringrazio per tutte le volte che attraverso i loro atteggiamenti mi hanno fatto crescere come persona umana, come sacerdote, come membro del Pime. O mio Dio, testamento è per disporre dei beni materiali che sono in mio possesso. Ti dico francamente che mi sembra così strano disporre dopo la morte e allora mi affido al Superiore dell’Istituto che disponga come meglio crede. In fondo sono cose che mi sono state affidate per aiutarmi a essere missionario e nessuno meglio di chi ha la responsabilità dei missionari e della missione dei missionari potrà disporre. Ringrazio tutti i confratelli quelli che mi hanno edificato con la loro vita e quelli che mi hanno stimolato nel convivio sempre cosparso di piccoli scontri anch’essi segni di un amore reciproco che stentava a venire a galla. O mio Gesù penso che tu hai fatto meno fatica a lasciarti crocifiggere per amore nostro, che non a farci amare gli uni gli altri. Gesù, Giuseppe, Maria vi dono il cuore e l’anima mia, assistetemi voi nell’ultima agonia, spiri in pace con voi questa mia vita

5-5-1995

P. Ruggero Alicino

 

 

P. Cattaneo Antonio Maria

Testamento

Ringrazio il Signore dei tanti benefici che mi ha concesso e specialmente di avermi dato la grazia del battesimo, della buona educazione ricevuta e più di tuttodi avermi scelto come suo amico, sacerdote, salvando la mia vocazione con i suoi prodigi di amore e con la sua Divina Provvidenza. Deo Gratias per gli infiniti benefici ricevuti e Miserere mei Deus, secundum magnam misericordiam tuam! Ringrazio tutti i miei confratelli del loro buon esempio e domando umilmente perdono a tutti dei cattivi esempi che ho dato e delle offese che posso avere recato. Perdonatemi e pregherò per voi. I miei soldi depositati a Milano siano per la casa di Rancio. La mia sepoltura sia dove vogliono i superiori, se mi permettono voglio essere sepolto alla Grugana. Grazie a tutti! Arrivederci tutti insieme nel Paradiso!

Busto Arsizio, 10 settembre 1987

Firmato P.Cattaneo Antonio Maria

 

P. Virginio Cerizza

Oboegaki - Pro-memoria

Io Cerizza Virginio, mandato dal Signore, attraverso i superiori, ad essere missionario qui in Giappone, ed avendo vissuto qui, mia seconda patria di adozione, gli anni più belli e il periodo più lungo della mia vita; dovunque mi troverà la morte, desidererei che le mie ceneri fossero poste nel cimitero di Kawaguchiko-Reien accanto a quelle dei cristiani, coi quali ho condiviso il dono della fede con le sue gioie e dolori. In questo cimitero, con l’aiuto delle preghiere degli altri fratelli, aspetteremo insieme "Il giorno del Signore"… quando farà sorgere i morti dalla terra e trasformerà il nostro corpo mortale a immagine del suo Figlio glorioso! (Filipp. 3,22). Pertanto ho voluto comprare accanto alla loro, anche la mia tomba, che però potrà essere usata anche per la sepoltura di altri confratelli che volessero usufruirne. La tomba è acquistata a nome della parrocchia di Fuji-Yoshida, per cui è di proprietà della chiesa. In futuro, poi, per non essere d’aggravio a nessuno, per la manutenzione (Kaurichim) lascio la somma di 500.000 yen all’amministratore della parrocchia raccomandandomi alla comprensione e preghiere di tutti.

In fede, P.Cerizza Virginio, 1992, luglio, 20

 

P. Villa Giancarlo

Testamento

Natale 1989 Sotto il Monte. Non cambia la situazione, peggiora. Allora continuo quanto sopra, dato che la malattia non mi lascia un giorno di pace. Fin da piccolo ho accompagnato il pensiero della morte e del misterion, dono che segue. Da sacerdote ho ripetuto a me stesso e nella catechesi che questo misterion è meraviglioso, perché è Cristo stesso. Ne sono convinto: ci ritroveremo in Cristo Luce, Verità e Vita. Origado Senhor; Sul punto di entrare in questo misterion, sento il dovere di ringraziare Dio per il dono bello, splendido, seppure breve, della vita presente e della vita eterna. Obrigado Senhor. Per il battesimo, il sacerdozio, l’apostolato, il lavoro nei seminari, l’amore alla chiesa e al Papa. Obrigado Senhor. In particolare per Nossa Senhora, a Cui mi rivolsi fin da giovane a Lourdes per la salute dell’anima e del corpo e che mi assicurò il sacerdozio missionario, l’apostolato e soprattutto la "Volntà dall’Alto", con una apparenza di salute forte e allegra, ma che sempre velava quei dolori fisici, non forti, ma insistenti, che nessun medico ne scoprì la causa. Obrigado Senhor; Per la tua protezione al sacerdozio "usque ad finem", e per le tante attenzioni ricevute, Obrigado Mamae. E’ tanta la Verità vissuta nella vita presente che nell’ora della morte, nascita, vorrei cantare al Vincitore della morte delle musiche "Obrigado Senhor", una nata dall’unità dei focolarini e l’altra dal cuore di un cantore brasiliano. "Obrigado Senhor"… Per mamma e papà che Dio padre mi ha dato per entrare in questa vita, per l’educazione, il bene, il sacrificio, l’amore, la bontà e la fedeltà con cui mi hanno accompagnato nella loro vita terrena e eterna. Obrigado Senhor. Per il fratello e le sorelle e le loro famiglie, le nipoti e le loro famiglie, che sempre mi hanno dato tutto l’aiuto, cure, affetto, assistenza e cuore nella formazione, in Brasile e in vari momenti non facili, e per tutti i parenti familiari, amici e tutti quanti mi sono stati vicino. Obrigado Senhor; Per il Pime, che fin dai 10 anni mi ha ricevuto e dato la possibilità di anni stupendi, lindos mesmo, nelle case di formazione e nell’apostolato missionario: Obrigado Senhor; per villa Xavier che con i suoi giovani, famiglie, ammalati e poveri, in tutti i sensi, mi insegnò come "essere" sacerdote. Obrigado Senhor. Per i movimenti, incontri, dove sempre si cantava con la felicità della Grazia "Obrigado Senhor" per le belle liturgie, sante Messe per Mariapolis, focolarini, E.C.C., Curilhos, ToLoCos, e soparattutto le "equipes de Nossa Senhora" (vera scuola di apostolato), Obrigado Senhor. Un caro grazie e saluto a tutti (dona Maria) che mi siete stati collaboratori, maestri (quanti padri e laici dovrei nominare), amici, consiglieri, buoni, generosi e cari, in Assis, Brasilia, Brasile e Italia. Obrigado Senhor. Per la possibilità di chiedere perdono a coloro che avessi offeso con parole, attitunie e carattere (ma non con il cuore che non ne è capace) e a quanti non ho dato quello che dovevo dare, in particolare ai più poveri in tutti i sensi e a quanti non ho amato come avrei dovuto e a tutti quanti aspettano un perdono da me e a quanti ho dimenticato e non dovevo. Perdonami Signore per tutte le volte che la vita mi ha messo in situazioni così strane che ogni volta che predico o sento la parabola del figliol prodigo (quante volte nel TLC) mi sento nella parte del fratello maggiore. Negli ultimi incontri avevo cambiato nome a questa "matraquinha" "La misericordia di Dio" e poi ancora in "Dio misericordioso". Signore, chiedo questa misericordia, perdono, amore tuo, perdono per il male fatto e per il bene che avrei potuto e dovuto fare e non ho fatto. Perdono Signore. Da ultimo ricordo a tutti di continuare nella vita come e con Maria… Cercate Gesù = Procurai Jesus, Amate Gesù = Amai Jesus, Testimoniate Gesù = Testimunhai Jesus.

P. Giancarlo Villa, Sotto il Monte, 1989

P.S. : Se per caso avessi qualche bene, quanto è in famiglia rimane in famiglia e quanto avessi nel Pime avendo soldi sui miei conti siano da distribuire ai padri sul campo di lavoro per celebrazioni di Sante Messe, perché proprio per questo motivo li ho ricevuti.

 

Fratel Vecchiato Gino

Testamento

Nel nome del Padre che mi ha creato, del Figlio che mi ha redento e dello Spirito Santo che mi ha santificato. Accetto con animo sereno qualsiasi genere di morte che il Signore vorrà chiamarmi. Offro la mia vita per il Papa, per l’unità di tutti i cristiani, per le missioni che desideravo raggiungere. Ringrazio il Signore di avermi fatto cristiano e di avermi eletto ad essere missionario del Pime. Confido tanto nella Sua grande misericordia e nel suo Amore. Chiedo umilmente perdono a Dio, ai confratelli e a tutti, di non averli amato abbastanza. Ringrazio i superiori e confratelli e tutti coloro che mi hanno aiutato a vivere la mia vocazione. Tutto affido alla Madonna, Maria la Desolata. Ama, ama sempre. Amen.

S.S. Esercizi 30 giugno 1963, riveduto e trascritto 17 febbraio 1978 = In te Domine

Sotto il Monte

Fr. Gino Vecchiato

 

Testamento di P. Efrem Stevanin

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

Ringrazio Dio Padre che, con infinito amore, mi ha fatto dal nulla donandomi il meraviglioso dono della vita. Ringrazio Dio Figlio che con la sua morte e risurrezione, attraverso il Battesimo, mi ha fatto diventare figlio di Dio. Ringrazio Dio Spirito Santo che con la sua Grazia mi ha fatto capace della felicità eterna. Ringrazio i miei genitori e i miei educatori che con parole ed esempi mi aiutarono a crescere nella Fede. Ringrazio tutti quelli (e sono tanti) dei quali Dio si è voluto servire per farmi provare sensibilmente il Suo aiuto, la Su assistenza, la Sua protezione, la Sua consolazione, la Sua dolcezza e il Suo calore; e fecero tutto questo con uno spirito di Fede, con una amorevolezza e con una generosità che io, di certo, non meritavo. Se al momento della mia morte si trovasse qualcosa che mi appartiene, sappiate che tutto ciò è per i poveri. La morte è quella bella porta che mi introduce nella Casa del Padre che, con infinito amore, sta aspettando il Suo Figlio prodigo che, umile, pentito e pieno di speranza si presenta accompagnato dalla mano della mia cara Madre Maria che ho sempre tanto amato. Chiedo umilmente perdono all’Infinita misericordia di Dio e a voi fratelli di tutti i miei peccati, soprattutto del mal esempio e della mia pigrizia spirituale. Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.

Tarumà, il 2 di aprile del 1979

P. Efrem Stevanin

 

P. Rizza Armando

Parintins, 26 luglio 1998

Testamento di P.Armando Rizza, Pime

Ringrazio Dio per il Suo amore che si è rivelato nei doni elargitimi: il dono della Creazione che penso abbia realizzato in vista dell’uomo, il dono della vita, il dono della vocazione cristiana, sacerdotale, missionaria, il dono delle innumerevoli grazie attuali disseminate lungo la mia vita attraverso la mia famiglia; tutti i prossimi che ho incontrato nei vari popoli tra i quali ho vissuto (che meraviglie! Come non lodare il Signore), la parrocchia; la scuola; il Pime con il suo carisma, la sua storia, i suoi membri, le sue ricchezze di santità; il movimento dei Focolari che mi ha così tanto illuminato sulla bellezza della Chiesa, meravigliosa unità di splendide Varietà quando la fantasia divina ha immaginato e ancora durerà fino alla fine dei tempi. Ripeto un ricordo e un ringraziamento particolari ai famigliari, parenti, amici e parrocchiani per il loro affetto, il rispetto e l’amore delicato che mi hanno sempre dimostrato. So che loro (e penso di includere anche il pensiero dello zio P.Rino già in paradiso, del cugino Don Arturo), anche se desiderano fortemente che il mio corpi riposi vicino a loro nel cimitero di Ca’ Tron, accettano che se morissi in missione venga sepolto in missione. Pregate per me!

P. Armando Rizza

 

P. Lido Mencarini

Testamento spirituale

Ringrazio Dio per il dono della vita e della vocazione sacerdotale e missionaria nel Pime e per tutto il bene che mi ha sempre voluto. Adoro e accetto con amore la Sua volontà per la vita e per la morte. Mi affido alla Sua infinita misericordia che mi ha condotto nelle vie misteriose del mio destino con amore di Padre e confido nel Suo perdono per le mie infedeltà e miserie. Desiderando morire riconciliato con tutti, chiedo perdono a tutti quelli cui posso avere fatto del male anche involontariamente. Non ho nulla da perdonare a nessuno o perché mi sono ritenuto offeso o perché quelli che mi hanno dato dei dispiaceri sono stati strumento nelle mani di Dio per il mio bene. Faccio affidamento sulle preghiere dei confratelli e di tutti coloro che si ricordano ancora di me perché possa presto vedere il volto di Dio. Ecce, fiat! Veni, Domine Jesu.

Hong Kong 25 marzo 2000

 

P. Paolo Noè

Testamento Spirituale di P. Paolo Noè, Pime. Ringrazio Dio Padre che mi ha dato la vita. Ringrazio Gesù Cristo che mi ha redento e mi ha chiamato al sacerdozio e all’apostolato tra le genti. Ringrazio la bontà del Signore che mi ha seguito durante tutto questo lungo tempo di 52 anni in terra Birmana (Myanmar). Ringrazio tutte le persone che mi hanno aiutato nella mia lunga vita di 82 anni. Sbagli e mancanze ce ne furono tante. Dio abbia misericordia! Un ringraziamento speciale alla Divina Provvidenza che mi ha guidato ed assistito sempre in tutti i minimi particolari della vita, sia felici che difficili. Il Signore ha disposto che io chiudessi la lunga e gloriosa storia del Pime in Birmania, che non finisce con noi, ma continuerà nei nostri "figli spirituali" non solo per il popolo Birmano, ma per tutto il mondo.

Castano Primo (Milano) 25 ottobre 2000

P. Paolo Noè del Pime

 

P. Mariano Ponzinibbi

Testamento

"Gesù si alzò e cominciò a lavare loro i piedi" Che sia così anche per me quando arriverò alla casa del Padre. "Ho peccato contro il Cielo e contro di te: non sono degno di essere chiamato tuo figlio": questa è anche la mia confessione. Ma dopo che Gesù avrà lavato i miei piedi, sono certo che il Padre mi farà dono della sua bontà misericordiosa

Alcune indicazioni

Se dovessi morire in Cambogia, dove mi trovo attualmente,lascio il superiore generale assieme ai confratelli in missione decidere su un eventuale rimpatrio della salma in Italia. Se ciò avvenisse la sepoltura sia al cimitero di Villa Grugana

Se la Provvidenza dovesse portarmi ancora in Bangladesh e là concludere il mio pellegrinaggio terreno, , la sepoltura sia a Dinajpur. Una missione, una chiesa, un popolo che ho sempre portato nel cuore e nella preghiera

Se la morte avvenisse in Italia, che sia sepolto al cimitero nostro a Villa Grugana

Per le eventuali offerte depositate al Pime a mio nome: siano date alla Cambogia per progetti a favore per progetti a favore di malati, disabili o situazioni di povertà

Libri e oggetti personali: il superiore generale disponga come ritiene utile, ci sia caso mai, un ricordo semplice per i miei familiari e amici

Lettere personali, appunti vari, dati nel computer, tutto venga distrutto

"Dammi Signore di essere quaggiù umile testimonianza della tua infinita bontà" (Paolo VI)

Che sia così, o Signore, oggi e sempre. Ci sia perdono tra noi

Invoco la benedizione del Signore per ciascuno di voi

Credo la comunione dei santi

P. Mariano Ponzinibbi

 

P. Luigi Pozzoli

Io Padre Luigi Pozzoli, Pime, intendo morire, di qualsiasi morte, che il Signore vorrà mandarmi, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito, nella S.Romana Chiesa Cattolica. Mi pento di tutti i miei peccati e domando perdono a tutti quelli, che in qualsiasi modo ho offeso e posso avere dato scandalo. Intendo morire (felice me se fosse martirio) nel bacio del Signore, domandandogli perdono di tutti i miei peccati, perdonando a tutti e per la conversione dei peccatori ed infedeli. Maria Santissima è la mamma celeste, che eleggo come mia Speciale Avvocata e Protettrice presso suo Figlio Gesù e mio Salvatore. Lascio i miei beni materiali (se ne avrò alla mia morte) alla missione quelli che avrò in missione, alla regione del Pime, quelli che avrò ad Eluru (India) ed all’Istituto Pime quei beni che avrò in Italia, perché siano spesi tutti per la Propagazione della Fede. Gesù mio, Misericordia. Cara Madre Vergine Maria, fa che io salvi l’anima mia. Santissima Trinità, salvateci tutti.

P. Luigi Pozzoli

Vijayawada, 7 aprile, 1977